oggi il congresso acoi a matera

Oltre 35mila cause l’anno, i chirurghi insorgono: basta pubblicità contro di noi

di Marzio Bartoloni

Medici italiani emigranti, tra gli europei sono il 52%

2' di lettura

Ogni anno in Italia si aprono 35.600 nuove azioni legali, mentre ne giacciono 300mila nei tribunali contro medici e strutture sanitarie pubbliche. Il 95% delle cause penali e il 70% dei procedimenti civili si concludono con il proscioglimento. Il fenomeno del contenzioso medico legale è strettamente correlato alla medicina difensiva. Un trend in crescita, con un costo stimato nel solo 2018 di quasi 12 miliardi l'anno (1.543 euro a persona). Per questo i chirurghi ospedalieri insorgono e chiedono la regolamentazione della pubblicità di studi legali e associazioni contro i medici

«È necessario regolamentare le forme di pubblicità non solo degli studi legali, ma anche di associazioni che si nascondono dietro a sigle che rimandano alla difesa dei cittadini e, invece, diffondono illusioni», spiega Pierluigi Marini, presidente Associazione chirurghi ospedalieri in occasione del 38esimo congresso che si apre oggi a Matera. «Chiediamo - prosegue Marini - che il Governo intervenga per tutelare le professioni sanitarie, i chirurghi che sono pubblici ufficiali e che possono essere giudicati nel loro operato e in quadro di Stato di diritto avere la responsabilità civile e penale. Ma va regolamentata la disciplina che consente di poter, di fatto, creare un business del contenzioso contro i medici e i chirurghi in particolare. Diciamo no - conclude il presidente dei chirurghi ospedalieri - a pubblicità ingannevoli che mettono sotto processo il Servizio Sanitario Nazionale e creano illusioni e un rapporto di guerriglia tra cittadini e chi in una sala operatoria deve lavorare con serenità».

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I contenziosi, si legge in un rapporto dell’Acoi, sono in buona parte (44,5%) attivati al Sud e nelle isole, mentre al Nord si attestano al 32,2% e al Centro si fermano al 23%. L'area professionale a maggior rischio è proprio la chirurgia con il 45,1% dei sinistri. L’errore chirurgico (presunto tale) è l'evento che viene denunciato con maggiore frequenza (34,9%), seguito da errori diagnostici (18,5%) e terapeutici (9,4%). Preoccupante per i professionisti è la richiesta di risarcimento danni in via stragiudiziale (74,8%). Il totale delle prestazioni sanitarie che hanno, prima ancora che curare, lo scopo di attenuare il rischio di subire una causa, ha un costo pro capite che supera i 165 euro su un totale di spesa sanitaria pro capite di 1.847 euro. Gli operatori sanitari sono spinti alla medicina difensiva dalla legislazione non favorevole (risponde così il 31% dei medici), e dal rischio di essere citati in giudizio (28% delle risposte). «Quante Tac, risonanze e robotica innovativa si potrebbero acquistare anche per ridurre le liste di attesa, soltanto tagliando il contenzioso del 30%, ovvero di 4 miliardi di euro?», conclude il presidente dell’Acoi che a Matera presenterà anche il progetto dell'Ospedale-Scuola, per riformare la formazione post laurea.

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