emergenza a madrid

Sanchez chiude la Spagna: da lunedì vietato ogni spostamento

Mille casi di coronavirus in un solo giorno. Il governo prepara «misure italiane»: limiti ai movimenti delle persone, chiusura di bar e ristoranti e di tutti i negozi tranne alimentari e farmacie. E il premier avvisa: «Siamo solo all’inizio»

di Luca Veronese

Il deserto alla fermata della metro del quartiere Chueca a Madrid

3' di lettura

La Spagna sarà in stato di emergenza (almeno) per i prossimi quindici giorni per contrastare la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il premier Pedro Sanchez che con il suo governo avrà così il potere di limitare il movimento di persone, requisire ogni tipo di merce, occupare temporaneamente le fabbriche o qualsiasi altro spazio (a eccezione delle abitazioni private), regolare la produzione di beni e l’attività nei servizi, razionare il consumo di determinati prodotti, o invece ordinare la fornitura dei negozi.

Lo ha deciso il Consiglio dei ministri in una riunione straordinaria convocata per decretare lo stato di allarme annunciato ieri dal premier. Il decreto ricorda quello adottato dal governo italiano: da lunedì vietati tutti gli spostamenti da casa se non per necessità impellenti come l’acquisto di cibo o medicinali o visite mediche.

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«Il governo spagnolo proteggerà tutti i suoi cittadini e garantirà le condizioni di vita più corrette per rallentare la pandemia con i minori danni possibili», ha detto il leader socialista.

Continua la progressione del contagio
Mentre le grandi industrie, a cominciare da quelle dell’auto, interrompono la produzione, con la popolazione impaurita, Madrid segue dunque l’Italia nelle misure eccezionali di prevenzione perché teme di essere destinata alla stessa preoccupante progressione nel contagio (con le conseguenti difficoltà degli ospedali e del sistema sanitario).

Le scuole sono già state chiuse in tutto il Paese, così come la maggior parte dei cinema e dei teatri, come tutto lo sport, da quello amatoriale fino alla Liga di calcio. La Spagna - che conta 47 milioni di abitanti - è seconda in Europa per numero di casi di coronavirus dopo l’Italia: gli ultimi dati, aggiornati alle 19 di sabato 14 marzo, indicano oltre 6.200 persone contagiate. Mentre sono 193 i morti causati dal Covid-19.

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E il capo del governo non ha nascosto la preoccupazione. «Siamo solo nella prima fase della battaglia contro il virus. Ci aspettano settimane molto difficili. Non si può escludere - ha detto - che la prossima settimana raggiungeremo i 10mila casi di contagio».

Le misure
Il decreto, in vigore da lunedì, consente il ritorno al luogo di residenza e la continuazione dell'assistenza alle persone a carico. Lo stop agli spostamenti riguarda viaggi in auto e treno e quelli marittimi e aerei che non siano di servizio pubblico. Gli operatori dei trasporti ridurranno l'offerta di almeno il 50 per cento. Le autorità competenti - si afferma ancora nel decreto - adotteranno le misure necessarie per garantire i rifornimenti alimentari, la loro produzione e distribuzione.

Saranno inoltre organizzati corridoi sanitari per consentire spostamenti delle persone, entrata e uscita di materie prime e manufatti.

L’appello agli spagnoli
«La dichiarazione dello stato di emergenza ci consente di mobilitare al massimo le risorse contro il virus, ma la vittoria dipende da ognuno di noi. L’eroismo consiste anche nel lavarsi le mani e rimanere a casa . Fermeremo il virus con responsabilità e restando uniti», ha insistito Sanchez, che ha detto di essere in stretto contatto anche con i partiti di opposizione soprattutto per concordare assieme se annullare le elezioni regionali previste nei Paesi Baschi e in Galizia.

La regione di Madrid ha già deciso di chiudere ristoranti, bar e negozi, lasciando aperti solo supermercati e farmacie. La Catalogna ha ordinato venerdì 13 marzo la chiusura di locali notturni, palestre e centri commerciali, a eccezione dei negozi di alimentari o che vendono beni di prima necessità, e ha già imposto l’isolamento per almeno 70mila cittadini. Nella regione di Murcia è stata individuata una sorta di zona rossa, sulla costa, che impedisce gli spostamenti a quasi 400mila persone.

Il piano di «emergenza economica»
Giovedì 12 marzo il governo spagnolo aveva messo a punto un piano di «emergenza economica sanitaria» da 18,2 miliardi di euro, pari a un punto e mezzo del Pil spagnolo, per contrastare il coronavirus: 14 miliardi per sostenere l’economia, 3,8 miliardi per rafforzare il sistema sanitario (attraverso le regioni) e altri 400 milioni per i settori più colpiti dalla crisi (turismo e trasporti). «Faremo ciò che è necessario, dove è necessario e quando è necessario», ha ripetuto il premier spagnolo.

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