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Oltre 4mila addetti per tre partite da risolvere

di Filomena Greco

(EPA)

3' di lettura

Questioni industriali ancora irrisolte come per Ilva e Acciaierie d’Italia, transizioni energetiche inchiodate come per Ansaldo Energia e mancanza di piani di rilancio come per Piaggio Aerospace. Sono quasi 4.500 i lavoratori genovesi interessati dai principali dossier industriali che in questi mesi si sono accavallati e concentrati in Liguria. A mettere in fila i numeri è Christian Venzano, segretario generale della Fim Cisl Liguria. «Si tratta di numeri che fanno tremare i polsi e che non tengono conto dell’intero indotto che ruota intorno a queste grandi aziende concentrate su una regione piccola» argomenta Venzano. «In tutti i casi – aggiunge – si tratta di aziende strategiche non solo per la Liguria ma per il paese, in settori chiave come quello della siderurgia, dell’energia, per arrivare al settore Difesa e aerospace».

I nodi storici della politica energetica e industriale in Italia vengono al pettine in questi mesi, concentrati in un’area come la regione costiera e acuiti dalla crisi energetica e dalla dinamica al rialzo dei prezzi di gas e materie prime. «In generale – sottolinea il segretario della Fim-Cisl – l’aumento del costo dell’energia, collegato agli indicatori del gas, sta creando grandi difficoltà soprattutto nell’industria pesante, nella metallurgia, nei settori più energivori. Queste difficoltà si aggiungono alla carenza di materie prime o componenti, come ad esempio nel settore auto, che unito alla crescita dei prezzi delle stesse materie prime genera un cocktail che mette a rischio gli impianti e la loro stessa attività». La cosa che più preoccupa in questo frangente è il fatto che produrre «può in alcuni casi risultare antieconomico e questo è ancora più drammatico in una fase fortemente globalizzata, nella quale le aziende combattono con i competitor di tutto il mondo sui centesimi» spiega Venzano.

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Il prossimo Governo, aggiunge Venzano, «dovrà dare risposte su temi e dossier strategici». Per Ansaldo Energia – 2.400 addetti in Valpolcevera – i sindacati chiedono la ricapitalizzazione e un impegno chiaro da parte di Cassa Depositi e Prestiti. «Ansaldo Energia è senza commesse nel 2023 per scelte governative, dettate dalla contingenza attuale e dallo stop alla riconversione per tre centrali a carbone dell’Enel – spiega Venzano – ma bloccando la transizione energetica di fatto si danneggia l’azienda e si rallenta la decarbonizzazione».

Sul fronte dell’acciaio, con Ilva (200 addetti) e Acciaierie d’Italia (altri 970), la questione emerge con tutta la sua rilevanza nazionale e strategica. «Il Governo è entrato in partita – ricorda Venzano – e arriverà un miliardo per la ricapitalizzazione, ma il vero pericolo è che la gestione non sia davvero all’altezza dell’impegno industriale, dopo anni di gravissime mancanze. Il Governo ci mette dei soldi e deve controllare la gestione del dossier».

In coda la vicenda di Piaggio Aerospace, con 860 addetti tra Genova e Savona e i ritardi nella procedura di cessione per l’intervento del Mise. La cordata guidata dal fondo svedese Summa equity (composta anche dalle aziende italiane Phase motion control e AgTech), che era in pole position per l'acquisizione ha deciso, ai primi di settembre, di ritirarsi dalla partita, proprio per il prolungamento dei tempi della gara imposto dal ministero. Resterebbe sul piatto la seconda offerta arrivata per l'azienda, quella del gruppo Greran, che fa capo al magnate italoindiano Randeep Singh Grewal; ma la strada pare aperta anche a eventuali altri soggetti.

«Siamo ormai alle battute finali della possibile vendita di questo asset strategico per l’Italia – conclude Venzano – ma è importante che questa azienda abbia una stabilità e, soprattutto, servirà un vero piano di rilancio per Piaggio». Il tema per i sindacati è la mancanza di strategia che rischia di mettere la società fuori gioco. Si tratta di prove di politica industriale impegnative, sulle quali il prossimo esecutivo dovrà cimentarsi. La crisi ha messo drammaticamente in evidenza le “mancanze industriali” e ha fatto esplodere le urgenze.

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