Lavoro agile

Oltre l’emergenza, aziende a lavoro per dotarsi di accordi individuali

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Quanti della vasta platea di lavoratori in smart working in questi ultimi due anni (si calcola tra i 5 gli 8 milioni) torneranno dal 1° luglio in ufficio alla vita di prima? Difficile al momento stimarlo. Una boccata d’ossigeno arriverà dalla nuova proroga ma di certo si registra in questi giorni la corsa delle aziende a passare dalla fase emergenziale a quella a regime, quindi alla stipula degli accordi individuali. Una fase di passaggio quella che si è aperta da poco, che vede velocità diverse a seconda della dimensione aziendale e soprattutto dell’attuazione o meno dello smart working nel periodo precedente la crisi pandemica.

«Fino all’ultimo - spiega Arianna Visentini, Ceo di Variazioni - molte aziende hanno sperato nell’ennesima proroga. Di certo la difficoltà riguarda le medie e piccole aziende. Per le grandi il discorso è diverso: nel loro caso, sia facendo riferimento alle linee guida del Governo, sia grazie agli accordi con il sindacato, che devo dire ha dato un contributo importante, sono stati per lo più già predisposti gli accordi individuali. Discorso diverso invece per le medie o piccole imprese, per le quali prevedo la corsa ai consulenti del lavoro per disporre intese che saranno stipulate su format standard in attesa di avere il tempo di entrare più nel merito».

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Sembra dunque aprirsi una fase di transizione con un doppio andamento: in alcuni casi la transizione consisterà nel passaggio da intesa a misura di format a intesa a misura di singola ed effettiva specifica negoziazione, in altri casi per permettere un rientro graduale in azienda. Come ad esempio per grandi aziende quali Tim che prevede una prima fase (dal 1° aprile al 30 aprile) in cui è stabilito un giorno a settimana in ufficio e quattro giorni in lavoro agile (oppure per alcuni settori una settimana al mese in sede e le altre in lavoro agile). E poi una seconda fase (dal 1° maggio al 31 dicembre 2022) con tre giorni a settimana in ufficio, e due giorni in lavoro agile (oppure per alcuni settori 2 settimane in ufficio e 2 settimane in lavoro agile).

Ancora più fluida la scelta di Unicredit che dal 28 febbraio 2022 ha chiesto ai propri dipendenti di tornare in ufficio per due giorni a settimana. A partire dal primo aprile potrebbe valutare un loro graduale rientro in ufficio come nella fase pre pandemia, subordinando però questa scelta a due condizioni: quali saranno e se saranno adottate nuove disposizioni governative e l’evoluzione della pandemia.

Un altro gruppo del credito, Intesa Sanpaolo, da questo mese di marzo ha chiesto ai propri dipendenti degli uffici centrali di essere presenti in ufficio almeno due giorni a settimana. Il Gruppo punta all’equilibrio tra lavoro da remoto e in presenza: il piano 2022-2025 contiene infatti un obiettivo di giornate lavorate da remoto pari a un terzo del totale, escluse le persone che operano in filiale.

Ma al di là del tema “transizione” restano due questioni: la prima è la procedura di stipula degli accordi, se saranno firmati individualmente sulla base di testi standard stipulati sulle linee guida dello scorso dicembre o in base alla contrattazione aziendale; oppure se si procederà alla negoziazione ad personam. La prima strada è scelta soprattutto dalle aziende che dovranno gestire i contratti di un numero rilevante di dipendenti. È quello che ha fatto Generali, che ha optato per definizione della normativa con accordo sindacale sulla base dei quali ci saranno gli accordi individuali (la cornice generale prevede una serie di casi particolari meritevoli di attenzione per motivazioni personali importanti).

Approccio simile per la società manifatturiera Fitt: in questo caso non c’è stato un accordo sindacale ma una policy scritta insieme ai dipendenti sulla base delle esperienze pilota fatte nei due anni precedenti e all’ampia fase di assestamento derivata dalla pandemia. Gli accordi sono uguali per tutti, firmati singolarmente da tutti i dipendenti.

«I tempi sono stretti - spiega Monica Chiari, responsabile Hr di Cameo -. Noi siamo pronti, partiremo dal 1° aprile con 8 giorni al mese di lavoro agile, stiamo aspettando il legislatore per l’inserimento nel portale degli accordi».

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