Wellness

Oltre la pandemia, Virgin Active tra digitale e nuove aperture

La catena di palestre ha messo a disposizione i suoi club per il piano vaccinazioni anti Covid-19 in Italia e ha raddoppiato l’offerta con abbonamenti per allenamenti a distanza

di Marika Gervasio

Digitale. Il programma di allenamento a distanza “Revolution” di Virgin Active ha registrato 10 milioni di visualizzazioni sui social

2' di lettura

Ha messo a disposizione le sue palestre per il piano vaccinazioni anti Covid-19 in Italia e, per affrontare la chiusura delle palestre imposta a causa della pandemia, ha raddoppiato l’offerta puntando su abbonamenti per allenamenti “a distanza” online . Per il futuro ha un piano di nuove aperture. Nonostante le difficoltà della situazione, Virgin Active non si ferma, come spiega Luca Valotta, presidente e direttore generale di Virgin Active Europe.

«Dal 24 ottobre i nostri club sono tornati a essere chiusi, di fatto per il secondo anno - racconta il manager -. Abbiamo riaperto in estate, che per il settore non rappresenta certo il periodo migliore. Abbiamo dovuto rivedere velocemente il nostro modello di business, sperimentando nuovi canali, nuovi linguaggi e nuovi format di allenamento. Ho sempre pensato che il digitale potesse essere un’opportunità e credo che il futuro per il nostro comparto sia il modello ibrido: il digitale contribuisce all’esperienza, ma non sostituisce la presenza in palestra dove le persone si avvicinano e si crea un legame tra i clienti e i trainer».

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Con le chiusure dei suoi club Virgin Active ha perso il 45% del fatturato nel 2020 rispetto al 2019, anno record con ricavi per 145 milioni di euro. Tra tutti gli effetti negativi, comunque, uno positivo c’è: «Abbiamo raddoppiato la nostra offerta sul territorio italiano, raddoppiando anche la fanbase sui social - spiega Valotta -, segno che la community legata al nostro brand ci premia e cresce giorno dopo giorno».

All’inizio della pandemia l’azienda ha lanciato “Revolution”, esperienza di allenamento digitale con sette categorie di allenamento e cinque lingue disponibili. «Il riscontro è stato ottimo e abbiamo infatti avuto più di 10 milioni di visualizzazioni sui nostri canali social» commenta Valotta. A questo si aggiunge anche un servizio di allenamento personalizzato con la possibilità di scegliere fra 450 personal trainer Virgin Active di tutti i club d’Italia, sempre attraverso l’applicazione MyVirginActive. «Quando sarà consentito - dice il manager - abbiamo in mente nuove aperture sul territorio italiano. Prima della pandemia, avevo anticipato l’apertura del club Virgin Active Bocconi a Milano: stiamo lavorando sia per questo che per molto altro ancora».

Virgin Active ha aperto il primo club nel 1999. Oggi ha 1,3 milioni di iscritti, uno staff di circa 24mila persone nel mondo e 250 club in otto Paesi di cui 37 in Italia con oltre 167mila soci. Centri che l’azienda ha deciso di mettere a disposizione delle autorità per il piano vaccini chiedendo di poter inserire, dopo le categorie prioritarie, anche i suoi 3mila dipendenti in modo da rafforzare la sicurezza nei club alla riapertura, perché «per noi la massima “prima la salute” è un principio e un valore - conclude Valotta -. I nostri centri fitness non sono importanti solo per quanto riguarda l’aspetto ludico e ricreativo, ma anche per la salute e la prevenzione e l’esercizio fisico è uno dei metodi più efficaci per stare bene».

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