PIACERI SINESTESICI

Oltre il Pantone dell'anno, una guida per trovare il proprio colore attraverso l'ipnosi dinamica

Un percorso guidato, fra psicologia analogica e arte, che porta a identificare la palette che dovrebbe corrispondere alle più profonde memorie inconsce

di Fabrizia Villa

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Il 2021 sposa due tonalità, un grigio brillante e un giallo vivace, rispettivamente Ultimate Gray (in sigla Pantone 17-5104) e Illuminating (Pantone 13-0647).

Un percorso guidato, fra psicologia analogica e arte, che porta a identificare la palette che dovrebbe corrispondere alle più profonde memorie inconsce


4' di lettura

Ogni volta che viene annunciato il colore Pantone dell'anno, mi domando quale sia il senso di sposare collettivamente una tinta. Pochi minuti dopo l'annuncio, mi ritrovo sistematicamente la casella di posta elettronica intasata di mail con oggetti e proposte d'acquisto in versione colore dell'anno, il che mi lascia sempre scettica, indispettita e piuttosto determinata a lasciare il colore dell'anno fuori dalla soglia della mia casa. Quest'anno però i colori sono due e il messaggio, comunicato dall'azienda statunitense che ci occupa della catalogazione, vuole essere di “forza e speranza” in un momento storico in cui siamo tutti alla ricerca di nuova energia, lucidità e forza propulsiva. Dunque il 2021 sposa due tonalità, un grigio brillante e un giallo vivace, rispettivamente Ultimate Gray (in sigla Pantone 17-5104) e Illuminating (Pantone 13-0647), una sfumatura “calda intrisa del potere del sole” e la particolare sfumatura “dei ciottoli sulla spiaggia e di elementi naturali il cui aspetto invecchiato mette in luce la capacità di resistere al passare del tempo”.

La descrizione è poetica e accattivante, ma resto forte della convinzione che “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Per questo decido di scoprire quale sia, in realtà, il mio colore dell'anno, anzi della vita. Il caso vuole che, a una cena, parli con un amico architetto di questo proposito per questo mese di gennaio. È lui a mettermi in contatto con Andreea Hartea che, con Riccardo Marinelli, ha fondato la startup Goodfeelings e oggi Rah Colour Consulting , servizio di consulenza per quanti, come me, desiderano circondarsi di una palette su misura. Basta una mail e fissiamo un appuntamento.

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Quando Andreea arriva a casa mia, eccola apparire con un maglione blu elettrico e una gonna argento. Non proprio i miei colori preferiti, penso, ma bastano pochi minuti in compagnia di questa giovane ragazza per far sciogliere il ghiaccio siderale che quei colori mi comunicano. In breve mi racconta il suo percorso di artista multimediale, che privilegia come mezzo la fotografia, a cui ha affiancato lo studio presso il CID-CNV, Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica.

Da qui l'idea di applicare quanto appreso all'individuazione del colore che rende l'ambiente in cui si vive più confortevole. Al termine del percorso, viene individuata una palette ideale che può variare da un minimo di 15 a un massimo di 45 colori. Il mezzo per trovarli? L'ipnosi dinamica, leggerissima, mi assicura Andreea. Per me arriva il momento di prendere o lasciare, inutile dire che il dubbio «in che cosa mi sono cacciata» sorge spontaneo. Ma decido di lasciarmi andare. In fondo, non ho mai provato l'ipnosi e la curiosità è tanta, per non parlare delle rassicurazioni che ricevo rispetto a come si svolgerà la seduta e al fatto di viverla in un ambiente per me familiare.

L'esperienza è tutt'altro che inquietante, ma induce un rilassamento profondo al pari di un training autogeno. La mia colour consultant mi spiega che ciò che cerca sono i colori che ciascuno di noi associa ai momenti felici del proprio passato, quelli che hanno rappresentato le svolte importanti nella crescita di una persona. L'inconscio vive di associazioni, è un meccanismo che semplifica la vita, non a caso ci circondiamo di luoghi e situazioni che riconosciamo, proprio per non doverci concentrare, per non fare lo sforzo di prendere decisioni ogni volta. Quello che Andreea fa è quindi proporsi come connettore emotivo, indagare gli episodi in cui la persona è stata bene nel passato per riportarli nel presente.

Ed eccomi in piedi, le gambe leggermente divaricate e le braccia abbandonate lungo il corpo pronta a iniziare e a trasformarmi in un contenitore di ricordi. Dopo aver seguito con lo sguardo la mano di Andreea e il suo invito a rilassarmi, arriva il momento di chiudere gli occhi e seguire le sue parole pronunciate in tono calmo e rilassante. A quel punto inizia la scelta dei colori letteralmente alla cieca. Uno alla volta, me ne vengono mostrati 150 tra cui trovare i miei e, a seconda della risposta del mio corpo, le spalle leggermente in avanti per un colore gradito o indietro per una tinta sgradita viene fatta un'accurata selezione. Se all'inizio la mia reazione è di puro smarrimento e incredulità, con il passare dei colori la sensibilità si fa maggiore e mi ritrovo a ondeggiare come attirata da una calamita.

Alla faccia dello scetticismo, l'operazione palette ideale va in porto dopo una quarantina di minuti. Quando riapro gli occhi, ecco i miei colori della vita: sono ben 30, molti sfumature della stessa tinta. Mancano i miei amati rossi e arancio, ma fra tanti spicca un bel blu classico circondato dai più familiari verdi, il grigio in ogni possibile sfumatura e un marrone deciso. L'inconscio questa volta mi ha fatto un bello scherzo, credevo di detestare il blu. Vorrà dire che mi toccherà ridipingere la parete del camino.

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