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Oltre il tabù: raccontare la morte

Si intitola Lost for Words ed è il progetto che il famoso fotografo di moda Rankin ha realizzato per Royal London Group. L'idea è inventare una nuova narrazione del lutto che superi l'angoscia

di S.U

2' di lettura

Il linguaggio mostra quanto il tema della morte nella nostra cultura sia tabù, per farvi riferimento ricorriamo spesso a giri di parole o ad allusioni (andarsene, volare a nuova vita, lasciare, dismettere i panni terreni ed etc..) segno di quanto i conti sia ancora aperti. Dall'altra parte la storia di come l'uomo cerchi un esorcismo per convivere con la maggiore delle sue angosce e lunga quanto la storia dell'umanità. Così come sull'elaborazione del lutto, o meglio sulla nostra capacità di compiere questa elaborazione, si struttura buona parte della nostra identità di adulti. Non è tutto ma è molto.

Senza parole. Sulla morte (e non solo): una mostra alla Royal London in collaborazione con Rankin

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Nel pieno di una pandemia globale è il riferimento che connota i nostri umori che imprime il passo alle nostre giornata: sia nei giorni in cui ci pensiamo sia nei giorni in cui, ci pare, di non farlo. Ascoltiamo quotidianamente numeri, statistiche e dati che ci soverchiano, ci angustiano. Lo sguardo oltre la finestra ci rimanda l'orizzonte della perdita o del sopravvissuto.

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Ma si può mutare questo sguardo ? Prova a farlo Rankin, il famoso fotografo britannico di ritratti e di moda, con Lost for Words una nuova mostra digitale in “movimento”, realizzata per la Royal London Group (il principale gruppo assicurativo del Regno Unito) e composta da una serie di fotografie di persone sovrapposte a immagini di persone care che hanno perso. La mostra include anche una serie di interviste e un cortometraggio che dibatte sull'importanza di parlare della morte e di “pianificare” quel momento.

Nella nota di presentazione del progetto si legge: «Royal London e Rankin stanno affrontando il tabù che circonda la morte. Credono che sia il momento di cambiare il modo in cui pensiamo alla nostra morte e a quella dei nostri cari. Lost for Words vuole incoraggiare un dialogo “vitale” sul lutto, per onorare coloro che abbiamo perso e per aiutarci a godere il tempo che abbiamo con coloro che amiamo».

Volti e storie: la mostra mette al centro le persone che hanno vissuto la perdita e ne condivide il racconto. Personaggi più noti come Gloria Hunniford, Ashley Walters, Konnie Huq, Malin Andersson, Divina De Campo, John Stapleton e Jeff Brazier si sono inoltre uniti alla campagna per parlare della loro esperienza nell'affrontare il dolore. La mostra digitale è visitabile dal 16 novembre su lostforwords.royallondon.com.

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