Mostra a Londra

Oltre le uova, le preziose sorprese dei gioielli Fabergé

Al Victoria & Albert Museum, 200 creazioni raccontano la vita e la creatività del gioielliere che conquistò famiglie reali e ricche ereditiere e fondò un’azienda con 500 persone. E finì per confezionare anche granate per la Prima Guerra Mondiale

di Nicol Degli Innocenti

L’uovo del Palazzo di Alessandro di Fabergé, realizzato da Henrik Wigstrom, 1908 © Museo del Cremlino di Mosca

4' di lettura

LONDRA - Il nome Carl Fabergé fa pensare subito alle delicate, mirabili uova smaltate e tempestate di gioielli che lo Zar Nicola II di Russia amava regalare a Pasqua alla moglie e alla madre. Sono le creazioni estrose e uniche che regalarono fama e ricchezza al gioielliere russo, nato a San Pietroburgo nel 1846, ma sono solo una piccola parte della sua ricchissima produzione. La mostra “Fabergé in London: Romance to Revolution”, come indica il titolo, fa luce per la prima volta sulla clientela internazionale del grande gioielliere e in particolare sul suo negozio londinese, l'unico fuori dalla Russia.

Dalla Russia a Londra alla conquista dei reali

Nato a San Pietroburgo nel 1846, figlio d'arte, Fabergé aveva rivelato presto il suo talento e si era rapidamente conquistato il patronato dei Romanov, diventando il gioielliere ufficiale della famiglia imperiale russa. Nel 1885 Alessandro III gli aveva commissionato il primo uovo di Pasqua come regalo per la moglie, l'imperatrice Maria, inaugurando una tradizione continuata dal suo figlio ed erede, Nicola III, e che è durata fino alla rivoluzione russa.

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Spettacolo Fabergé: la mostra a Londra

Spettacolo Fabergé: la mostra a Londra

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L'enorme successo dei suoi gioielli alla Exposition Universelle di Parigi del 1900, in particolare le repliche in miniatura dei gioielli della Corona imperiale, aveva poi convinto Fabergé a cercare clienti anche all'estero. Aveva scelto Londra per aprire il suo primo e unico negozio fuori dalla Russia nel 1903. Era una scelta ovvia, dato che era la capitale finanziaria mondiale, ma soprattutto dato che il re Edoardo VII e la Regina Alessandra, sorella dell'imperatrice Maria, erano già avidi collezionisti dei suoi gioielli.

In poco tempo Fabergé era diventato il gioielliere preferito della famiglia reale, ma anche dell'aristocrazia britannica, di maharaja indiani e principi siamesi, di banchieri e imprenditori e delle cento ereditiere americane venute a Londra a cercare un marito nobile a cavallo del secolo. Dopo il re, Leopold de Rothschild era il cliente principale del negozio londinese.

Personalizzazioni, creatività e virtuosismi dietro al suo successo

Uno dei talenti di Fabergé era la sua capacità di adattare le sue creazioni alle richieste dei clienti. In Inghilterra il gioielliere creò preziose scatoline con immagini smaltate delle ville di campagna dell'aristocrazia e statue in argento o pietra dei loro animali. Il re Edoardo in persona commissionò una statua in argento del suo cavallo da corsa preferito Persimmon e una statuina in pietra dura di Cesare, il suo amatissimo cagnolino terrier, con un collare d'oro con incise le parole “appartengo al Re”. Il negozio di Bond Street di Fabergé diventò il luogo dove acquistare regali unici e straordinari.

Gli oltre 200 oggetti nella mostra londinese illustrano la versatilità e varietà della sua produzione, da portasigarette a statue, da orologi a diademi, da tagliacarte a miniature smaltate.Tutti conoscono Carl Fabergé, ma la mostra ha il grande pregio di puntare i riflettori sul suo laboratorio, che dava lavoro a oltre 500 persone, e sui suoi collaboratori più importanti. Si scopre il ruolo cruciale del maestro orafo Henrik Wigstrom e della designer Alma Pihl, raro caso di una donna al vertice in un settore dominato dagli uomini.

La storia da riscoprire della designer delle uova, Alma Phil

La Pihl era così stimata che le venivano affidati gli incarichi più importanti per la famiglia imperiale russa. Una delle sue creazioni, ad esempio, è lo squisito “Uovo invernale” del 1913, regalo di Pasqua dell'imperatore Nicola II a sua madre, in cristallo di rocca trasparente inciso con delicati cristalli di ghiaccio in platino e diamanti, con al suo interno la sorpresa di un cesto di anemoni, simbolo della promessa del disgelo e della primavera. La sala finale della mostra è l'atteso coup de théâtre: le teche contengono ben 15 delle celeberrime uova imperiali di Fabergé, alcune delle quali non erano mai uscite dalla Russia. Tristram Hunt, direttore del V&A, ha voluto ringraziare le autorità russe per la loro «incredibile generosità».

Londra, al Victoria and Albert Museum la mostra dei Faberge'

Impossibile descrivere l'intricata bellezza e incredibile creatività di queste uova, veri e propri messaggi in codice con tesori nascosti all'interno. L'uovo del 1908 ha i ritratti dei cinque figli dello Zar e come sorpresa un modellino del palazzo imperiale. L'uovo del tricentenario, con i ritratti in miniatura dei 18 Romanov, era stato creato per celebrare i 300 anni della dinastia nel 1913, pochi anni prima che fosse spazzata via dalla storia.

Dal platino alle granate per la Prima Guerra Mondiale

Il mondo incantato di Fabergé e dei suoi patroni crollò con lo scoppio della prima guerra mondiale. Il gioielliere mise da parte oro, platino, diamanti e zaffiri e iniziò a usare acciaio, rame e ottone per granate a mano. In mostra c'è anche una granata a mano “creata” da lui e una delle ultime uova create per la famiglia imperiale nel 1915, che mostra la Zarina e le figlie vestite da crocerossine. Nel 1917 chiuse il negozio di Londra e l'anno dopo i bolscevichi chiusero la sede russa, confiscando i gioielli per finanziare la rivoluzione. Il 17 luglio 1918 lo Zar, la Zarina e i figli furono giustiziati. Fabergé fuggì in Svizzera, dove morì in esilio nel 1920, con il cuore a pezzi. «La vita non è vita se non posso lavorare», scrisse. Le sue creazioni, preziose, delicate e fragili, hanno sfidato il tempo e la storia.

Fabergé in London: Romance to Revolution. Dal 20 novembre 2021 all'8 maggio 2022. Victoria & Albert Museum, Londra. www.vam.ac.uk

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