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Oman, nella montagna verde i profumi dell’Asia e dell’Africa

Da Muscat, la capitale del Paese, in circa due ore si raggiungono le alture del Jabal Akhdar dove si coltiva la famosa Omani Rock Rose, per arrivare al deserto di Wahiba Sand

di Lucilla Incorvati

Muscat. La capitale del Sultanato della Penisola arabica offre molte attrazioni, dalla Royal Opera House, la prima nell'area del Golfo, al Museo Nazionale, aperto nel 2013

5' di lettura

Con il volto all’insù, l’oscurità della notte è un’oasi perfetta dove trovano dimora alcune costellazioni, alcune perfino riconoscibili ad occhio nudo. Come la Stella Polare, il Grande Carro e Sirio. Accade in Oman quando da una parte la visuale sulle montagne del Jabal Akhdar è pura e straordinaria, e dall'altra lo spettacolo degli astri non ha paragoni, grazie alla mancanza di inquinamento luminoso. L’osservazioni delle stelle è solo una delle attrattive che offre un viaggio nel Sultanato dell'Oman, punto di incontro tra Asia e Africa, dove il territorio montuoso circondato dai deserti è un dolce declivio verso l'Oceano Indiano e il Mar d'Arabia. Caratterizzato da 3 climi diversi, temperato, desertico e tropicale, l'Oman si raggiunge in meno di 8 ore di volo dall'Italia ed è a sole +3 ore di fuso (+2 quando in Italia vige l'ora legale).

La via ferrata proposta dall’Alila, eco-resort (in basso a sinistra) circondato dalle montagne di Al Hajar e che dista 1 km dal tempio di Jabal Akhdar Masjid e da Diana’s Point, zona panoramica sul Jabal Akhdar

Da Muscat alle alture del l Jabal Akhdar

Quello che dalla capitale Muscat conduce alla “Montagna Verde” e fino al deserto di Wahiba Sands è un itinerario che porta a scoprire una natura selvaggia fatta di montagne aspre, deserti e oasi verdeggianti. Un angolo di un Paese a metà tra Africa e Asia che ha tanto da raccontare. Qui l’uomo ha imparato a convivere con un ambiente ostile già dal 2500 a.C., elaborando una complessa opera idraulica per trasportare l’acqua attraverso gli aridi deserti. Sono i Falaj, oggi patrimonio Unesco: uno è ben visibile nel villaggio di Birkat Al Mouz, dove l’oasi di ricchi palmeti contrasta con le vecchie case di argilla in cui stanno nascendo formule di ospitalità rurale. Addentrarsi in questo viaggio è impensabile spostarsi con mezzi pubblici (non sono previsti in tutto il paese che ha un’estensione oltre tre volte l’Italia) e soprattutto avanzare da soli, mentre con le guide locali di Afaq Travel la strada diventa più accessibile e l’approccio ai costumi locali più autentico. Come con il rito del caffé: servito con la tazzina a destra e la caffetteria a sinistra, si offre con i datteri che si mangiano rigorosamente prima. Il caffè è aromatizzato al cardamomo, più di rado con zafferano e acqua di rose: se si ripassa la tazza vuol dire che se ne vuole ancora, se la si ondeggia va bene così, se la si poggia si vuole parlare.

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La moschea di Muscat dedicata al Sultano Qaboos: dei suoi 5 minareti, uno sfiora i 90 metri di altezza

Profumi d’Oriente nella montagna verde

Da questo momento in poi il naso può diventare la bussola del viaggio: è qui infatti che, grazie al clima temperato (l’Oman è caratterizzato da 3 climi diversi, temperato, desertico e tropicale), siamo in quella che viene considerata la fruttiera dell’Oman, dove nascono melograni, albicocche ma soprattutto le rose più inebrianti al mondo, le Omani Rock Rose. Sbocciano in aprile e insieme al franchincenso più pregiato (estratto da piante che nascono spontanee a sud nella regione del Dhofar) costituiscono gli ingredienti fondamentali per profumi, creme e saponi. Profumi che emanano anche dalla tipica tunica bianca (dishdasha) e dai colorati copricapo (Kummah) di uomini gentili e dalle donne dal volto illuminato da bellissimi occhi scuri. Sono loro che accolgono tra angoli di rose gialle e bianche nell’avamposto più estremo di Jabal Akhdar dove si trova l’Alila, un resort ecosostenibile che è di per sé una destinazione: costruito nel mezzo del nulla a strapiombo sulla roccia, dispone di un sistema unico di raccolta dell’acqua piovana per innaffiare le numerose piante e utilizza l’osmosi inversa per l’acqua potabile, oltre che un mix di iniziative ecologiche, volte a ridurre al minimo l’impatto e massimizzare gli sforzi per conservare l’intergrità del luogo. Tra le altre attività ispirate al benessere e alla conoscenza del luogo, i più intrepidi possono provare l’esperienza di un’adrenalinica via ferrata tra le gole della montagna, oppure indimenticabili picnic nella cava.

Glamping nel deserto Wahiba Sands ai margini di Nizwa, antica capitale

Dal deserto al mare passando per NizwA

Se nel Magic Camp di Wahiba Sand si afferrano i colori del deserto, si visitano le fattorie locali e la notte torna magica sotto un tappeto di stelle, tracce del passato, da scoprire ancora una volta guidati dai profumi delle spezie, si ritrovano a Nizwa, la vecchia capitale del Paese. A dominarla è il possente forte eretto nel Seicento, il più grande della penisola arabica con la torre di guardia che si erge per oltre 30 metri. Con alle spalle il vento caldo del deserto si torna a Muscat, la capitale contemporanea, dove equilibrio e tradizione ispurano le architetture, così diverse da quelle futuristiche dei vicini Emirati, tra case in stile arabo e fregi persiani, sedi ministeriali circondate da giardini d’ibisco. Sono lontani i grattacieli di Abu Dhabi e di Dubai: nulla supera in altezza il minareto della splendida Moschea dedicata al Sultano Qaboos, che ha avviato il processo di riforme nel Paese. La stessa sontuosità degli ambienti, ma con un décor tipico arabo, si ritrova a Al Bustan Palace (Ritz-Carlton Hotel), voluto sempre dal sultano Qaboos per ospitare i grandi della Terra: oggi è il salotto glamour del jet set omanita che frequenta i tea time nella grande sala dei lampadari, e si può raggiungere anche dal Golfo, per un soggiorno in riva al mare. Richiama pubblico internazionale anche la Royal Opera House, vanto omanita e prima nel Golfo (inaugurata nel 2011), con una affermata Royal Orchestra. La vista dell’impenetrabile Palazzo Reale Qasr Al Alam che si erge su un porto protetto sui due lati dai forti Mirani e Jalali, lascia spazio all’imperdibile Museo Nazionale: in 14 gallerie restituisce storia e testimonianze del Paese, dall’agricoltura alla navigazione, dalle arti musicali all’arte orafa. Quella del produrre gioielli (l’argento lavorato in Oman ha un suo marchio di riconoscimento) è una maestria che si ritrova nelle botteghe del Souk di Muttrach. Ancora una volta il profumo di incenso, mirra e sandalo ricordano che Muscat era snodo importantissimo della Via dell’Incenso, anche grazie al suo pescoso mare che si può esplorare a bordo dei tipici dhow per raggiungere le cristalline acque della vicina riserva naturale delle isole Dimanyyiaté. È un vero paradiso naturale dove non ci sono strutture ricettive, ideale da raggiungere da adesso a maggio poi è vietato l’accesso per consentire la riproduzione delle specie protette. È necessario un permesso per accedervi, che viene incluso nel costo dell’escursione ma è l’ideale per chi ama fare snorkelling e diving e quindi immergersi tra coralli, anemoni, stelle marine, conchiglie, pesci multicolore, tartarughe, perfino in estate nuotare in compagnia di squali balena.

Come arrivare

Dall'Italia in meno di otto ore si arriva con un volo diretto di Oman Air, che decolla da Milano Malpensa ma per trovare anche tariffe più convenienti si può optare anche per una compagnia che fa scalo a Abu Dhabi e di Dubai. È previsto un fuso orario di +3 ore di fuso (di +2 quando in Italia vige l'ora legale).


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