America e Asia24

Ombre cinesi sull’Asian Development Bank

di Stefano Carrer

2' di lettura

Ombre cinesi sulla 50esima riunione del board dei governatori dell'Asian Development Bank, che ha fatto convergere a Yokohama circa 5mila esponenti del mondo politico e finanziario asiatico: la banca di sviluppo a guida giapponese e americana ha visto ridimensionarsi il suo ruolo regionale dopo il lancio, promosso dalla Cina a fine 2015, dell'Asian Infrastructure Investment Bank(AIIB), alla quale Tokyo e Washington non partecipano, ma il messaggio che viene da Yokohama è che i due istituti sono in collaborazione più che in concorrenza. Lo ha sottolineato il presidente dell'ADB, Takehiko Nakao, evidenziando l'ancora enorme bisogno di finanziamenti alle infrastrutture nel continente. «Possiamo cooperare nel co-finanziare buoni progetti», ha detto Nakao, aggiungendo che incontra regolarmente il presidente della AIIB Jin Liqun per discutere le opportunità di supportare iniziative congiunte. «Credo che loro stiano cercando di perseguire standard internazionali», ha continuato Nakao, con una apertura ulteriore all'organizzazione “rivale”. Il rifiuto di Giappone e Usa ad aderire alla AIIB (i cui membri sono saliti a 70, superando quelli di ADB) poggia infatti sull'argomentazione secondo cui non garantirebbe elevati standard, dalla trasparenza alla compatibilità ambientale dei progetti.
Comunque già almeno due dei 16 progetti approvati dalla AIIB nel 2016 sono in partnership con ADB e sicuramente il contesto è favorevole a ulteriori cooperazioni.

Secondo le stime pubblicate a febbraio dalla stessa ADB (che ha sede a Manila), la domanda per miglioramenti infrastrutturali in Asia raggiungerà i 26mila miliardi di dollari dal 2016 al 2030, con un fabbisogno potenziale di 1.700 miliardi di dollari l'anno ben superiore agli 880 milioni circa spesi annualmente nella regione: sono previsioni doppie rispetto a quelle rilasciate otto anni fa. Anche il governatore della Banca del Giappone, Haruhiko Kuroda, intervenendo a un simposio preliminare a Yokohama, ha sottolineato che «le necessità infrastrutturali sono talmente grandi che è impossibile per la ADB e la World Bank coprirle completamente»: ben vengano dunque nuovi soggetti finanziatori.

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L'anno scorso ADB ha erogato un record di finanziamenti per 17,5 miliardi di dollari a 67 progetti (contro 1,7 miliardi a 9 progetti erogati dalla giovane AIIB nel suo primo anno di attività).
Va segnalato che è la Cina (Paese membro dal 1986) al secondo posto nei prestiti erogati dalla ADB: il 13% del totale nel 2015, superata solo dall'India con il 17 per cento. Quest'anno ADB stima che l'Asia emergente crescerà nel complesso a un ritmo del 5,7%, anche se abbondano le incertezze – prima fra tutti quella legata agli atteggiamenti tendenzialmente protezionistici della nuova Amministrazione Usa - nell'anno che segna il ventennale della crisi asiatica.

Oggi è stato annunciato un accordo tra ADB e la Japan International Cooperation Agency finalizzato a promuovere un miglioramento della qualità dei servizi alla salute e a meglio fronteggiare eventuali pandemie: un segnale della volontà di ADB di diversificare maggiormente il suo approccio tradizionalmente legato alle infrastrutture fisiche convenzionali.

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