corte di cassazione

Omessa custodia per la madre che abbandona il figlio con il robot da cucina in funzione

di Silvia Marzialetti

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(Agf)


2' di lettura

Scatta la responsabilità colposa per omessa custodia a carico della madre che abbandona in cucina il figlio, in presenza di un robot in funzione. Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza 26257 depositata ieri - 25 maggio - esaminando un grave caso di incidente domestico accaduto a Bergamo.

Intenta nella preparazione di una torta con il proprio bambino di cinque anni, l'imputata ha distolto lo sguardo dal robot da cucina in funzione per un motivo non meglio chiarito (secondo una prima ricostruzione avrebbe soltanto voltato le spalle al bambino seduto di fronte al macchinario; secondo un'altra versione dei fatti, avrebbe abbandonato per qualche minuto il luogo dell'incidente).

Corte di cassazione – Sentenza 26257/2017

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L'assenza di vigilanza ha fatto sì che il bambino abbia inserito la mano tra le lamiere dell'impastatrice, tagliandosi gravemente le falangi del dito medio e dell'anulare, con conseguente amputazione chirurgica.

Assolta prima dal giudice di pace, poi dal Tribunale di Bergamo, la donna è stata invece ritenuta responsabile dalla Cassazione, che ha accolto il ricorso presentato dal papà del bambino, costituitosi parte civile.

Ammonire un bambino a non commettere un'azione pericolosa - argomenta il difensore nel ricorso - non può esaurire il dovere di vigilanza a carico di un genitore e prescritto anche dal Codice civile, come derivazione dell' incapacità di intendere e di volere di un bambino. Un dovere che si esercita sia nella previsione dei rischi derivanti dall'attività del minore, che nella prevenzione degli stessi. E che nel caso specifico è stato negligentemente violato. In linea con questa argomentazione anche la Cassazione, secondo cui il dovere di vigilanza è stato negligentemente violato poichè l'imputata, percependo una minaccia proveniente dal robot, si è limitata a mettere in guardia il minore, senza attuare alcuna misura concreta che potesse evitare l'incidente.

La Cassazione definisce manifestamente illogica e giuridicamente errata la risposta fornita dal giudice di merito riguardo la valutazione del comportamento della madre del piccolo incidentato. Innanzi tutto fornendo due possibili ricostruzioni relative all'assenza della madre dal luogo dell'incidente: quella secondo cui si sarebbe recata da un vicino a prendere un ingrediente per la torta e quella secondo cui si sarebbe voltata soltanto per pochi minuti.

In materia di responsabilità colposa - si legge nella sentenza - il fatto deve essere puntualmente e univocamente ricostruito dal giudice di merito, al fine di individuare correttamente la regola di diligenza generica violata. Per questo la Cassazione annulla la sentenza impugnata e rinvia per un nuovo esame al giudice civile.

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