Reati fiscali

Omesso versamento, punibilità sottola lente della Corte Ue

di Andrea Taglioni

default onloading pic


2' di lettura

Arriva sul tavolo della Corte Ue (causa C-574/15) la differente soglia di punibilità prevista per il reato di omesso versamento delle ritenute rispetto all'omesso versamento dell'Iva, unitamente alla causa di non punibilità in caso di integrale pagamento del debito tributario. Tali questioni sono state sollevate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Varese, con l'ordinanza n. 588 del 30 ottobre 2015.

La questione

La recente riforma dei reati tributari torna di nuovo al centro dell'attenzione del giudice penale, il quale però, questa volta, dubita della compatibilità con il diritto dell'Unione in merito alle disposizioni interne che prevedono cause di non punibilità e disparità di trattamento tra fattispecie sostanzialmente identiche ma disciplinate in maniera diversa.

Secondo il giudice remittente, l'articolo 10-ter del Dlgs 74/2000, risulterebbe in contrasto con i principi unionali di efficacia e proporzionalità nella parte in cui prevede una soglia di rilevanza penale della condotta irragionevolmente più alta rispetto ad altri casi particolari criminosi come l'omesso versamento delle ritenute, la cui soglia di non punibilità è di 150mila euro.

Il caso

La vicenda scaturisce dalla citazione in giudizio dell'amministratore di una società il quale veniva chiamato a rispondere del reato di cui all' articolo 10ter del Dlgs 74/2000, per il mancato pagamento, entro il termine per il versamento dell'acconto relativo al periodo d'imposta successivo, dell'Iva dovuta in base alla dichiarazione relativa all'anno 2012 per un importo pari a 175.272 euro. La richiesta da parte del Pm del decreto penale di condanna ha fatto interrogare il Gip sulla incompatibilità delle disposizioni interne con i principi sovranazionali i cui cardini impongono la repressione delle frodi attraverso un sistema sanzionatorio effettivo, dissuasivo e proporzionale.

Con la riforma operata dal D.lgs. 158/15, la soglia di punibilità, oltre la quale scatta il reato di omesso versamento dell'Iva, è stata innalzata a 250.000 euro.
Parallelamente, invece, la soglia di punibilità per l'omesso versamento di ritenute dovute o certificate, precedentemente prevista in 50.000 euro, è stata elevata a 150.000 euro. Dal rinnovato quadro normativo è evidente, secondo il remittente, che l'omesso versamento dell'Iva viene sanzionato, in relazione alla soglia di punibilità, in modo ingiustificatamente più deteriore rispetto al reato previsto per l'omesso versamento delle ritenute.

Tra l'altro, sempre secondo l'ordinanza, l'innalzamento della soglia minima a 250.000 euro, trattandosi di norma più favorevole, determinerebbe l'irrilevanza penale della condotta contesta. Quest'ultima sarà possibile, per effetto dell'articolo 13 del Dlgs 74/2000, se dovesse intervenire l'integrale pagamento del debito tributario, comprese le sanzioni e gli interessi, anche qualora al pagamento provveda la società riconducibile al reo. Pertanto, secondo il Tribunale remittente, il fatto che due fattispecie sostanzialmente simili sotto l'aspetto della gravità della condotta vengono trattate dal legislatore in maniera differente potrebbe ledere i principi dell'Unione e lo spirito della Convenzione Pif .

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti