ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùA Mogadiscio

Omicidio Ilaria Alpi, bomba uccide somalo assolto dopo 16 anni

Una bomba sotto il sedile dell’auto ha ucciso Hashi Omar Hassan, il somalo condannato e poi assolto per l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Omar Hashi Hassan, l'intervista all'ANSA del 2015

2' di lettura

Una bomba sotto il sedile dell’auto ha ucciso Hashi Omar Hassan, il somalo condannato e poi assolto per l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin il 20 marzo 1994 a Mogadiscio mentre lavoravano ad un’inchiesta su traffici di rifiuti e armi. Lo ha reso noto in un tweet il sito di notizie indipendente somalo Garowe Online. Hassan fu condannato in secondo grado e in Cassazione per aver fatto parte del commando che uccise i giornalisti italiani, ma un successivo ricorso portò all’assoluzione dopo oltre 16 anni di reclusione. Lo Stato Italiano lo ha risarcito con 3 milioni. Secondo la famiglia Alpi ci fu un vasto depistaggio.

«Ucciso dai terroristi islamici»

«Sono stati i terroristi islamici, nessun dubbio. Lo hanno ammazzato a scopo di estorsione per i soldi che aveva ottenuto per l’ingiusta detenzione in Italia. Sono persone in cerca di soldi e se non sei d’accordo con loro ti uccido».

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E’ quanto afferma l’avvocato Antonio Moriconi, storico difensore di Hashi Omar Hassan, ucciso oggi a Mogadiscio e che per 17 anni è stato in carcere in relazione all’omicidio di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin. “Abbiamo ricevuto la notizia della morte di Hashi da alcune nostre fonti locali - aggiunge il penalista -. Il clan a cui apparteneva Hashi ha legami con il nuovo governo. Lui, da quando era tornato in libertà, dopo il processo di revisione che lo aveva completamente scagionato, voleva fare qualcosa per il suo Paese. Lui sognava di inserirsi nel settore dell’import-export. Faceva a volte tappa in Italia, ma andava anche in Svezia dalla figlia e poi da amici in altre città d’Europa”. Per la ingiusta detenzione l’Italia ha risarcito Hashi per oltre tre milioni di euro.

«E’ una cifra alta e dovuta a tutto il carcere che è stato fatto patire ad un innocente - continua Moriconi - Quei soldi però lo hanno ammazzato. Perché i terroristi lo hanno saputo ed evidentemente, dopo che lui non ha ceduto a qualche estorsione, lo hanno fatto saltare in aria. La tecnica del suo attentato dice tutto». Moriconi ricorda di avere incontrato per l’ultima volta Hashi circa due mesi fa. «Siamo andati a mangiare insieme. L’Italia non era casa sua, sognava e parlava sempre di Mogadiscio, di quello che avrebbe voluto fare, dell’artigianato, delle imprese. Lui, la sua famiglia, il clan al quale apparteneva, voleva che la Somalia tornasse stabile».

La richiesta di nuove indagini

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana, l’Ordine dei Giornalisti e l’Usigrai, con l’avvocato Giulio Vasaturo, depositeranno nelle prossime ore una richiesta al pm di Roma, all’ambasciata italiana a Mogadiscio e a quella della somala in Italia, per sollecitare «indagini mirate sulle dinamiche dell’attentato in cui ha perso la vita Hashi Omar Hassan, anche al fine di verificare l’esistenza di un eventuale collegamento fra questo efferato delitto e l’inchiesta, tuttora in corso, sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, avvenuto il 20 marzo 1994».

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