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Omicron 1 o Omicron 4-5: è meglio fare l’attuale vaccino o aspettare l’altro?

I «booster» aggiornati al primo tipo hanno una capacità molto simile di produrre anticorpi rispetto agli ultimi arrivati

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3' di lettura

In vista dell’autunno sono partite le somministrazioni, sia pure a ritmo lento e in modo differenziato tra le Regioni, dei primi vaccini aggiornati anti-Omicron Ba.1. Allo stesso tempo martedì 14 è stata data autorizzazione per il nuovo «booster» (di richiamo) prodotto da Pfizer/BioNTech contro le sottovarianti di Omicron Ba.4 e Ba.5, oltre al ceppo originario SARS-CoV-2. Una sovrapposizione fonte di dubbi in molte persone circa l’opportunità o meno di aspettare la «versione» ultima arrivata.

Arrivo in due o tre settimane

Il nuovo vaccino anti-Omicron Ba.4 e Ba.5, secondo la previsione fatta dal direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Nicola Magrini, sarà disponibile tra due o tre settimane. È stato approvato con gli stessi criteri sulla base dei quali è stato approvato negli Stati Uniti, ovvero solo con dati su animali e il che significa che si è standardizzata una nuova tecnica di approvazione come per la vaccinazione antinfluenzale. Ma la tempistica resta comunque fondamentale. E su questo non esistono esitazioni di sorta secondo Magrini, bisogna «cioè vaccinarsi con il vaccino che è attualmente disponibile».

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Bassetti: confusione ma poche le differenze

«I dati ci dicono che i booster aggiornati a Omicron Ba.1 hanno una capacità molto simile di produrre anticorpi rispetto al vaccino bivalente adattato contro Omicron Ba.4 e Ba.5 che prestissimo arriverà anche in Italia dopo il via libera dell’Ema. Quindi possiamo dire che non c’è grande differenza tra il booster già arrivato e quelli che arriveranno», mette in chiaro Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del policlinico San Martino di Genova. «Ma è certo che nella popolazione c’è una grande confusione. Per questo, ripeto che sono vaccini adattati molto simili. Ad un over 65 o una persona fragile che hanno dubbi, dico che si può fare il booster che abbiamo oggi, eviterei di attendere oltre. Si devono vaccinare entro ottobre».

I medici di famiglia: valanga di domande

«C’è stato un problema di comunicazione su questo tema, è inutile girarci intorno», evidenzia dal canto suo il vicesegretario nazionale vicario della Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg) Pier Luigi Bartoletti. «Io dico che non c’è vaccino vecchio o nuovo ma comunque ad oggi non è che c’è la fila fuori l’ambulatorio per fare il richiamo. Tantissime persone hanno fatto la malattia tra giugno e luglio, quindi ora non possono fare il booster perché devono passare i 120 giorni. Qui andrebbe chiarito che il problema non è quarta o quinta dose, ma che il richiamo con il vaccino aggiornato lo devono fare le persone, anziane e no, che hanno altre malattie o un sistema immunitario deficitario. Queste non devono aspettare l’ultimo aggiornamento».

La platea di riferimento

La Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia del farmaco ha ribadito che la popolazione a maggior rischio di sviluppare malattia grave, per la quale quindi la dose booster è raccomandata in via prioritaria, consiste nei soggetti che presentano fattori di rischio e gli over 60. Tutti gli altri soggetti possono comunque vaccinarsi con la dose booster su consiglio del medico o come scelta individuale. Inoltre per la Cts, al momento non ci sono elementi per esprimere un giudizio preferenziale nei confronti dei diversi vaccini bivalenti disponibili (ceppo originario Ba.1 e Ba.4 e Ba.5). «Tutti aumentano la protezione contro diverse varianti e aiutano a mantenere una protezione ottimale contro il Covid-19. Anche il vaccino bivalente Ba.1, infatti, si è mostrato in grado di indurre, nei confronti della variante Ba.5, una risposta anticorpale maggiore rispetto a quella del vaccino originario».

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