Lotta alla nuova variante

Omicron, frontiere chiuse dagli Usa all’Europa. Tutte le restrizioni sui viaggi

Critica l’Oms: la chiusura dei confini «può disincentivare i Paesi a segnalare e condividere dati epidemiologici e di sequenziamento»

Omicron, il Giappone chiude le frontiere agli stranieri

5' di lettura

Davanti a Omicron, il mondo si chiude. La scoperta della nuova variante del Covid, avvenuta giovedì 25 novembre, in Sudafrica, ha provocato una reazione iniziale di grande preoccupazione, che ha portato nel giro di qualche ora prima la Gran Bretagna e poi tutta Europa e gli Usa a chiudere i confini ai Paesi dell’Africa australe.

Con il passare dei giorni l’allerta si è ridimensionata: ma anche se la variante Omicron non sembra causare casi gravi alcune frontiere sono rimaste chiuse. Al punto da costringere l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a lanciare un appello agli stati con l’invito a tutti ad agire in modo «calmo, razionale e proporzionato».

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Oms: chiusura frontiere può essere controproducente

«La chiusura delle frontiere non fermerà la diffusione internazionale della variante Omicron del coronavirus e potrebbe avere effetti controproducenti sulla lotta alla pandemia. È quanto sostiene in una nota l’Oms, in cui si legge nero su bianco che «i divieti generali di viaggio non impediranno la diffusione internazionale» del Covid-19, ma «rappresentano un pesante fardello sulle vite e sui mezzi di sussistenza». La chiusura delle frontiere, prosegue l’Oms, può «avere un impatto negativo sugli sforzi per la salute globale durante una pandemia disincentivando i Paesi a segnalare e condividere dati epidemiologici e di sequenziamento».

Biden prepara una nuova stretta ai confini

L’appello dell’Oms per ora non sembra aver centrato l’obiettivo, anche a causa delle poche informazioni e certezze al momento disponibili sulla Omicron. Negli Stati Uniti l’amministrazione Biden sta preparando una nuova stretta sugli ingressi negli Stati Uniti, imponendo a tutti i viaggiatori, anche agli americani che rientrano, test Covid per limitare la potenziale diffusione della variante Sudafricana.

Secondo le nuove misure, che Joe Biden dovrebbe annunciare nella giornata di oggi, mercoledì 1 dicembre, per entrare negli Stati Uniti tutti anche i vaccinati dovranno presentare i risultati di un tampone negativo effettuato 24 ore prima della partenza. Si stanno valutando anche misure aggiuntive, come quella di imporre un secondo tampone 3-5 giorni dopo l’arrivo. E soprattutto la controversa proposta di imporre a tutti i viaggiatori, compresi i cittadini americani, una quarantena di una settimana anche in caso di test negativo al rientro.

Si sta anche pensando di imporre multe in caso di violazioni di queste misure. La misura dei due test è contenuta in una raccomandazione dei Cdc che ora è al vaglio della Casa Bianca e del dipartimento di Sanità, mentre quella della quarantena non è attualmente nella bozza ma potrebbe essere aggiunta, sottolineano fonti al Washington Post. Lo scorso 8 novembre gli Stati Uniti hanno riaperto, dopo un anno e mezzo, le frontiere ai viaggiatori internazionali vaccinati.

Israele traccerà i telefoni dei contagiati Omicron

Ad oggi i casi di Omicron scoperti in Israele sono in tutto 4, anche se sono 34 quelli sospetti. Israele da domenica scorsa, e per 14 giorni, ha chiuso le frontiere agli stranieri con l’obiettivo di impedire l’ingresso della variante.

Il premier Nafatali Bennett ha parlato dell’emergenza con i suoi omologhi di Austria e Repubblica Ceca. Intanto il Gabinetto di governo ha approvato l’avvio della legge che autorizza lo Shin Bet (Servizio di sicurezza interna) a tracciare i telefoni dei casi conclamati di variante Omicron.

Il Giappone vieta ingresso a tutti gli stranieri

Dall’altra parte del mondo, il Giappone ha cambiato idea: prima ha vietato l’ingresso anche ai cittadini stranieri con permesso di soggiorno provenienti dai paesi considerati i focolai della nuova variante Omicron del Covid-19. Poi ha fatto un passo

Le dieci nazioni ai quali cittadini non era consentito l’ingresso nel Paese erano Angola, Botswana, Eswatini, Lesotho, Malawi, Mozambique, Namibia, Sudafrica, Zambia e Zimbabwe.

Il 2 dicembre ha fatto un passo indietro. Il Giappone infatti ha fatto sapere di aver ritirato il divieto di nuove prenotazioni sui voli internazionali in arrivo per combattere la nuova variante Omicron del coronavirus a distanza di un giorno rispetto a quando era stata annunciata la misura.

A inizio settimana Tokyo aveva deciso di chiudere le frontiere a tutti i passeggeri dall’estero, inclusi gli studenti e le persone in viaggio di affari. Nonostante queste misure, nella giornata di martedì in Giappone è stato riscontrato il primo caso della nuova variante, entrato nel paese domenica scorsa e proveniente dalla Namibia.

La Francia rimpatria 20mila cittadini dal Marocco

Sono più di 20mila le persone rimpatriate in Francia dal Marocco a bordo di voli speciali dopo la decisione di Rabat di chiudere le frontiere per cercare di contenere la diffusione della nuova variante.

Lo scrive Le Figaro citando fonti diplomatiche francesi. La maggior parte dei passeggeri rimpatriati in Francia a partire da venerdì sono turisti, ma anche uomini d’affari e “semiresidenti”, ovvero persone che hanno la residenza tra il Marocco e la Francia, hanno spiegato le fonti.

Hong Kong chiude ingressi ad altri 4 Paesi africani

Dopo aver bloccato i confini alle persone in arrivo da Botswana, Eswatini, Lesotho, Malawi, Mozambico, Namibia, Sudafrica e Zimbabwe le autorità di Hong Kong hanno chiuso le frontiere ai cittadini di altri quattro Paesi africani, rafforzando allo stesso tempo le misure di quarantena anti Covid per i residenti della colonia in arrivo da queste nazioni.

Secondo quanto riporta la Cnn, da oggi i cittadini dell’ex colonia provenienti da Angola, Etiopia, Nigeria e Zambia dovranno trascorrere sette giorni in isolamento in una struttura governativa sottoponendosi a tamponi quotidiani e, al termine di questo periodo, dovranno trascorrere un’altra quarantena di 14 giorni in uno degli appositi hotel.

Il Cile rimanda l’apertura delle frontiere

A causa della variante Omicron il governo cileno ha annunciato la sospensione dell’apertura di tre posti di frontiera terrestre prevista per oggi, mercoledì 1 dicembre, e l’ingresso nel Paese di persone provenienti da sette paesi africani.

I valichi di terra che dovevano riaprire erano Chacalluta al confine con il Perù, Pino Hachado al confine con l’Argentina e Colchane al confine con la Bolivia.

La decisione del governo sarà riesaminata tra due settimane, a seconda dell’evoluzione epidemiologica nazionale e internazionale della variante Omicron, secondo un comunicato del Ministero della Salute.

Il Cile ha inoltre annunciato che «dal 1 dicembre sarà vietato l’ingresso agli stranieri non residenti che abbiano trascorso gli ultimi 14 giorni in uno dei seguenti paesi africani: Sudafrica, Zimbabwe, Namibia, Botswana, Lesotho, Eswatini e Mozambico».

Ambasciatore del Mozambico a Roma: «Non chiudiamo»

Intanto Cesar Gouveia, ambasciatore del Mozambico a Roma, in un’intervista all’Adnkronos ha lanciato un appello a non chiudere le frontiere, così motivato: «In questo momento il Mozambico ha un livello di infezione molto basso, inferiore allo 0,5%, con 4-7 casi ogni mille persone testate». Inoltre «stiamo testando tutti quelli risultati positivi a novembre per vedere se hanno la variante Omicron e fino a questo momento nessuno di loro è risultato positivo. Non chiudiamo le frontiere».

Walsh (Air Transport Association): chiusura ultima istanza

Sul fronte delle imprese, anche il capo dell’International Air Transport Association, Willie Walsh, ha accusato i governi di rispondere alla nuova variante in «modalità di emergenza». Airlines for Europe (A4E) ha detto che le nuove varianti dovrebbero essere monitorate, ma la chiusura delle frontiere dovrebbe essere una «misura di ultima istanza».

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