percorso a ostacoli

Omofobia, testo base sommerso da mille emendamenti, 975 di Lega e Fdi

Per alcuni è una legge attesa da tempo, da approvare con urgenza, per altri comprime la libertà ed è fonte di manifestazioni in piazza e scontri verbali nelle aule parlamentari

di Nicoletta Cottone

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Per alcuni è una legge attesa da tempo, da approvare con urgenza, per altri comprime la libertà ed è fonte di manifestazioni in piazza e scontri verbali nelle aule parlamentari


4' di lettura

Per alcuni è una legge attesa da tempo, da approvare con urgenza, per altri comprime la libertà ed è fonte di manifestazioni in piazza e scontri verbali nelle aule parlamentari. A far discutere è il testo unificato elaborato in commissione Giustizia alla Camera dal deputato Alessandro Zan (Pd) che, modificando due articoli del codice penale e la legge Mancino, detta in nove articoli norme in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere.

Presentati 1.017 emendamenti

Il testo - che è calendarizzato in aula per il prossimo 27 luglio - è stato sommerso in commissione Giustizia alla Camera da 1.017 emendamenti, di cui 975 di Lega e Fdi. Come ha comunicato Francesca Businarolo, presidente della commissione e deputata M5S, si tratta di 7 emendamenti di Italia viva, 14 del Gruppo misto, 4 del Pd, 17 di Forza Italia, 482 Fratelli d’Italia, 493 della Lega. «Martedì prossimo - ha spiegato Businarolo - diremo quanti sono ammissibili e avvieremo le votazioni. Abbiamo adottato un buon testo base sul quale sono possibili limature per rendere più condivisa possibile una legge che il Paese attende». Il primo firmatario ed estensore del testo base Alessandro Zan è amareggiato: «Lega e Fratelli d’Italia con la raffica di emendamenti hanno dimostrato il loro chiaro obiettivo ostruzionista. E questo è un peccato, perché si schierano contro una legge che tutelerà la dignità umana e rafforzerà i principi di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione». Zan ha invitato a non dimenticare che «fuori dai palazzi le persone vengono picchiate, bullizzate, discriminate e fatte oggetto di violenza».

La tesi di chi si oppone

Sul versante opposto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni attacca: «L’obiettivo della proposta di legge Zan sull’omofobia è quello di introdurre un reato d’opinione. Reprimere idee e punti di vista diversi che non si hanno argomenti per affrontare è un antico vizio di qualcuno e non vuol dire costruire la modernità». Il vescovo di Pavia, monsignor Corrado Sanguineti, ha fatto un appello a tutti i politici di ogni schieramento «che hanno a cuore la vera libertà nel nostro Paese». Il vescovo, in un intervento sul Ticino, ha detto che «è in questione la libertà di pensiero e di espressione di ogni persona, di ogni famiglia, di ogni associazione, di ogni comunità religiosa! Troppo grave è il rischio che surrettiziamente si introduca un reato di opinione e che venga meno un libero e critico confronto di idee e di concezioni dell'umano». Per il presule la modifica proposta ai due articoli del codice penale «apre la porta a interpretazioni e prassi che, come è accaduto in altri Stati che hanno norme simili, configurano dei reati di opinione e ledono gravemente la libertà di pensiero».

La protesta di Lizzano difesa dalla sindaca D’Oria

La proposta di legge è stata anche oggetto di scontri. A Lizzano (Taranto) è andata in scena una protesta nel piazzale della Chiesa San Nicola contro il “Rosario per la famiglia”, effettuato su richiesta di un gruppo di fedeli al parroco don Giuseppe Zito, per «difendere la famiglia dalle insidie che la minacciano, fra cui il disegno di legge contro l'omotransfobia». I manifestanti, identificati dai carabinieri, sono stati difesi da Antonietta D’Oria, sindaca di Lizzano . Il parroco ha poi detto: «Una veglia contro Ddl? Ho solo ospitato fedeli».

La sintesi di cinque proposte di legge

Il testo è frutto della sintesi di cinque proposte di legge presentate alla Camera dai deputati Laura Boldrini (Gruppo misto), Alessandro Zan (Pd), Ivan Scalfarotto (Pd), Mario Perantoni (M5S) e Giusi Bartolozzi (Forza Italia).

Le modifiche al codice penale e alla legge Mancino

Il testo amplia il raggio d’azione degli articoli relativi ai delitti contro l’uguaglianza del codice penale, il 604-bis e e 604-ter, ampliandone il raggio d’azione alle discriminazioni fondate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. La modifica all’articolo 604-bis amplia l’ambito di applicazione del reato di istigazione a commettere atti discriminatori e del reato consistente nel compimento di questi atti. La modifica all’articolo 604-ter del codice penale integra l’aggravante di discriminazione con i motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Il terzo articolo interviene sulla legge Mancino (Dl 122/1993) che completa la legislazione a contrasto delle discriminazioni: modificate le sanzioni accessorie e ulteriori in caso di condanna per discriminazione.

Finanziamento per azioni di prevenzione e contrasto

L’articolo 5 istituisce una giornata contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la trasfobia, il 6 integra le competenze dell’Unar, l’Ufficio per il contrasto delle discriminazioni della presidenza del Consiglio, il 7 incrementa di 4 milioni di euro, dal 2020, il Fondo pari opportunità per finanziare politiche di prevenzione e contrasto della violenza per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere e per il sostegno alle vittime. Si punta poi, tramite un regolamento governativo, a un programma per realizzare centri per combattete le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere. Centri sparsi nella penisola in grado di prestare assistenza legale, sanitaria, psicologica, di fornire alloggio e vitto. Previste anche indagini triennali sulle discriminazioni e la violenza affidate all’Istat.


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