LA DENUNCIA

Fondazione Gimbe: in Lombardia tamponi diagnostici in picchiata (-2.576)

L’allarme del think tank: «L’attività di testing per la Fase 2 continua a non essere adeguata, in particolare nelle regioni dove la diffusione del virus non sembra dare tregua»

La mattanza dei medici

L’allarme del think tank: «L’attività di testing per la Fase 2 continua a non essere adeguata, in particolare nelle regioni dove la diffusione del virus non sembra dare tregua»


2' di lettura

Con la Fase 2 ormai pienamente avviata e anzi prossima a cedere il passo a una Fase 3 di ulteriore allentamento delle misure di contenimento del Covid – con tanto di nuovo Dpcm in arrivo - l’anello debole della prevenzione continua a essere i tamponi diagnostici, cruciali per scovare i nuovi casi e passare quindi agli step 2 e 3 della guerra al virus: il tracciamento (“tracing”) e il trattamento (“treating”).

Il monitoraggio

A lanciare l’allarme è la nuova survey condotta dalla Fondazione Gimbe, che accende i riflettori in particolare su nove Regioni, Lombardia in testa. Nella settimana tra il 4 e il 10 giugno, in particolare, nella Regione che è stata l’epicentro dell'epidemia e che continua a registrare gli incrementi maggiori nei contagi pur nel quadro di generale e netto miglioramento, secondo il think thank sono stati fatti 2.576 tamponi diagnostici in meno. Seguono il Veneto, fino a oggi Regione-pilota nel testing a tappeto (-2.145 tamponi diagnostici tra 4 e 10 giugno) e la Campania (-2.034).

Testing inadeguato

«L’attività di testing per la Fase 2 continua a non essere adeguata per molte Regioni - avvisa il presidente Gimbe Nino Cartabellotta -: e in particolare dove la diffusione del virus non sembra dare tregua».
Regioni e numeri sull'altalena. Nel periodo 23 aprile-10 giugno, secondo la Fondazione, il trend dei tamponi totali risulta in picchiata (-12,6%). Quello dei tamponi diagnostici è crollato del 20,7% in prossimità delle riaperture del 4 maggio, per poi risalire e precipitare di nuovo del 18,1% in vista delle riaperture del 3 giugno. Nella settimana dal 4 al 10 giugno, spiegano ancora da Gimbe, si assiste sì a un lieve rialzo (+4,6%, pari a +9.431) ma a macchia di leopardo: a fronte di 12 Regioni e Province Autonome – Emilia Romagna in testa (+5.334) – dove si registra un incremento assoluto dei tamponi diagnostici, nelle 9 restanti si osservano cali anche dell'ordine di migliaia di tamponi.


Una “indietro tutta” che stride con le buone notizie sull'alleggerimento delle terapie intensive e dei ricoveri – rispettivamente -29,5% e -24,8% in tutto il Paese nell’ultima settimana considerata – e che soprattutto sottrae ai decisori uno strumento cruciale nelle strategie contro il virus.

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