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Onde gravitazionali, al via in Sardegna il progetto Einstein

L’Etic (Einstein Telescope Infrastructure Consortium),  di cui l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è capofila,  è finanziato con 50 milioni del Pnrr

di Davide Madeddu

Sala Argani miniera Lula

3' di lettura

Lo studio delle onde gravitazionali, nelle gallerie della miniera dismessa di Lula nel nuorese, si avvicina. Nel mosaico che vale sei miliardi di euro da spalmare in nove anni un altro tassello, che pesa 50 milioni di euro, è stato posizionato. Si tratta del progetto Etic  (Einstein Telescope Infrastructure Consortium) che punta a costruire in Italia quello che è stato definito il nuovo grande osservatorio europeo per le onde gravitazionali. 

Un tassello da 50 milioni di euro

A finanziare l’Etic,  di cui l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è proponente e capofila,  50 milioni di euro del Pnrr. Il tutto con l’obiettivo di preparare e realizzare entro trenta mesi lo studio di fattibilità del sito italiano individuato, nelle gallerie della miniera di Sos Enattos in provincia di Nuoro, e la creazione di una rete di laboratori di ricerca per lo sviluppo delle tecnologie che saranno adottate dal nuovo osservatorio. 

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Pozzo miniera Lula

Sfida tecnologica e scientifica importante

«È di fondamentale importanza per il nostro Paese prepararsi al meglio per la sfida scientifica e tecnologica rappresentata dalla realizzazione dell'Einstein Telescope - fa sapere Michele Punturo, ricercatore della sezione di Perugia dell'Infn e coordinatore scientifico di Etic -. Per questo Etic è un progetto strategico, perché offre le condizioni e le risorse per condurre le ricerche necessarie allo sviluppo delle nuove tecnologie che serviranno a raggiungere la sensibilità prevista dal nuovo telescopio ad esempio, nuovi sistemi per l'abbattimento del rumore sismico e di quello termico, e nuovi materiali per realizzare gli specchi».  

La sfida con i Paesi bassi

Il sito di Sos Enattos, aperto nel 1868 dalla società Paganelli per estrarre galena, blenda (da cui si ricava piombo e zinco) e argento e chiuso da decenni, nella corsa per ospitare l’Einstein Telescope, concorre con il il Meuse-Rhin, un territorio posto fra Olanda e Belgio. La decisione definitiva arriverà nel 2024 ma nel frattempo negli spazi sotterranei della miniera sono attivi dal 2010 laboratori di misurazione sismica oltre che altri strumenti per la misurazione delle “fluttuazioni quantistiche” in cui lavorano scienziati del’Infn oltre che ricercatori delle università di Cagliari e Sassari. 

In 9 anni investimenti per 6 miliardi

Per raggiungere questo traguardo la Regione ha deciso di inserire il progetto nel piano degli investimenti presentati nell'ambito del Recovery Fund con un programma di spesa di 300 milioni di euro. Nel complesso, come annunciato qualche tempo fa dal governatore della Sardegna Christian Solinas, l’impatto economico complessivo calcolato dalla Regione è di «6 miliardi di euro nei nove anni necessari per la costruzione, più un valore annuo di circa 127 milioni di euro e oltre 700 posti di lavoro quando entrerà in funzione». Le ricadute in ambito regionale sono state stimate in un 50-60 per cento. 

Condizioni ideali

Il sito nuorese, sia per il silenzio legato ai pochi abitanti, sia  la presenza di rocce granitiche che e il silenzio sismico viene considerato il luogo ideale per portare avanti la sperimentazione. Il progetto prevede la costruzione di un “gigantesco interferometro sotterraneo triangolare per la ricerca delle onde gravitazionali”. L’osservatorio utilizzando l’infrastruttura dei pozzi e gallerie, sarà collocato a circa 200 metri di  profondità, avrà un perimetro di circa 30 chilometri composto da bracci lunghi 10 chilometri. Se un’onda gravitazionale attraversa l’interferometro, la lunghezza dei bracci oscilla e questa infinitesima variazione viene rivelata dall’esperimento. La sensibilità del dispositivo consentirà «di ‘ascoltare’ un volume d’universo almeno mille volte superiore rispetto a quello osservato dalla rete attuale di rivelatori avanzati».

Il sostegno al progetto

A sostenere questo progetto, nato in un contesto europeo, 41 enti di ricerca e università, coordinati dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e dall’omologo istituto olandese Nikhef. Del consorzio fanno parte l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e le Università di Sassari e Cagliari. Il Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) supporta la candidatura italiana di Einstein Telescope (in Sardegna) tramite un protocollo di intesa con Infn, Regione Sardegna e Università di Sassari, finanziato con 17 milioni di euro.

In piazza per difendere il progetto

Recentemente è stata avviata una vera e propria mobilitazione in difesa del progetto. A portarla avanti, sindaci, Regione (con rappresentanti di tutti gli schieramenti e parlamentari). Motivo? Il progetto per la realizzazione di un parco eolico  che ha avuto il via libera dal Governo Draghi con il Dpcm del 12 ottobre.  Un progetto che, a sentire gli esperti,  potrebbe creare problemi al progetto dell’Einstein telescope che, per poter operare, ha necessità di assoluto silenzio e dell’assenza di vibrazioni. Quindi la mobilitazione e una serie di iniziative per bloccare o far spostare il parco eolico e sostenere la sfida della ricerca delle onde gravitazionali. 

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