L’esposto

Ong Mediterranea denuncia: «Abusi e omissioni». Accuse al decreto sicurezza bis

L’Ong parla di «sette giorni di abusi e omissioni» nel braccio di ferro col Viminale per far sbarcare 98 migranti, tra cui 22 bambini. Ancora una volta finiscono sotto accusa i decreti Sicurezza di Salvini

di Ivan Cimmarusti

Nave sequestrata e multa da 300mila euro a Mediterranea

L’Ong parla di «sette giorni di abusi e omissioni» nel braccio di ferro col Viminale per far sbarcare 98 migranti, tra cui 22 bambini. Ancora una volta finiscono sotto accusa i decreti Sicurezza di Salvini


2' di lettura

L’Ong Mediterranea denuncia «sette giorni di abusi e omissioni» nel braccio di ferro col Viminale per far sbarcare 98 migranti, tra cui 22 bambini. Ancora una volta finiscono sotto accusa i decreti Sicurezza di Salvini, tanto che l’organizzazione ha depositato un esposto alle procure di Agrigento e Roma, in cui parla di «gravissime omissioni istituzionali» nella gestione della nave Mare Jonio. Una vicenda che, ora più che mai, rischia di influire nel dibattito politico tra M5S e Pd sulla modifica delle norme volute dal leader della Lega.

GUARDA IL VIDEO - Che cosa prevede il decreto Sicurezza bis

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Sette giorni di abusi
Mediterranea precisa che nell’esposto si offre «una ricostruzione dettagliata di tutti gli eventi intercorsi dall’alba del 28 agosto, quando la nostra nave ha soccorso 98 persone, tra cui 22 bambini piccoli, a rischio di morte su un gommone sovraffollato, fino alle prime ore del 3 settembre, quando al nostro comandante e al nostro armatore sono stati assurdamente notificati il sequestro amministrativo di Mare Jonio e una sanzione di 300mila euro per avere violato il divieto di ingresso in acque territoriali, nonostante fossimo entrati con formale autorizzazione delle autorità competente».

 Lo sbarco a Lampedusa dei 49 migranti della Mare Jonio

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Sotto accusa l’applicazione del decreto Sicurezza bis
Secondo Mediterranea c’è stata, tra gli altri punti, «l’emissione del provvedimento inibitorio di accesso nelle acque territoriali da parte dei Ministri competenti in assenza di alcuna istruttoria atta ad accertare la sussistenza delle ragioni di pericolosità per l’ordine e la sicurezza nazionale richiamate nel decreto n. 59/2019 convertito in legge n. 77 e in diretta violazione degli obblighi internazionali e nazionali in tema di salvataggio delle vite in mare».

GUARDA IL VIDEO - Dl Sicurezza, Di Maio: con nostra proposta stop show immigrazione

Il dibattito politico
Il dibattito politico sui temi del decreto Sicurezza sono all’ordine del giorno. Il capo politico del Movimento5Stelle, Luigi Di Maio ha già avuto modo di dire che «non ha alcun senso parlare di modifiche ai decreti Sicurezza, vanno assolutamente tenute in considerazione le osservazioni del capo dello Stato, ma senza volerne rivedere la ratio e le linee di principio». Una posizione che, a quanto pare, sarebbe opposta a quella del Partito democratico, che invece sarebbe per una modifica radicale della norma. Di certo ci sono i rilievi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: dubbi sulle maxi-multe per le navi che entrano nelle acque italiane, così come sulla nuova normativa per l’oltraggio al pubblico ufficiale. Non resta che attendere le prime mosse politiche.

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