dopo il braccio di ferro con malta

Ong: nave Proactiva a Pozzallo per avaria, ok a sbarco migranti

di Alessia Tripodi

(Ap)

3' di lettura

La Golfo Azzurro, la nave dell'Ong spagnola Proactiva Open Arms che il 6 agosto ha soccorso un barchino con tre migranti nell'area di responsabilità Sar (Search and rescue) di Malta, è stata autorizzata ad entrare nelle acque territoriali italiane. L'imbarcazione ha avuto l'ok a raggiungere il porto di Pozzallo (Ragusa) per motivi di sicurezza della navigazione, dopo che l'equipaggio ha dichiarato di avere un'avaria al motore.
Il porto di Pozzallo è stato individuato di comune intesa tra il ministero dell'Interno e quello delle Infrastrutture. Il salvataggio dei migranti è stato al centro di un braccio di ferro diplomatico tra le autorità maltesi e quelle italiane.

La vicenda
La nave della Ong spagnola - tra le firmatarie del codice di condotta promosso dal governo italiano - per diversi giorni ha fatto la spola tra le acque territoriali maltesi e quelle italiane in attesa di avere indicazioni sul porto di sbarco. Il coordinamento del soccorso dei tre migranti (forse dei libici) è stato assunto fin dall'inizio delle operazioni dal centro di coordinamento di Malta e, dunque, spettava a Malta indicare il porto di sbarco e occuparsi dell'accoglienza dei profughi. Ma le autorità maltesi - come riferisce la Guardia costiera italiana in un comunicato - avevano disposto l'approdo della nave di Proactiva al porto di Lampedusa. Decisione presa «senza il previsto e preventivo avallo della autorità marittima italiana», sottolinea ancora la Guardia costiera, la quale, però, «essendo venuta comunque a conoscenza dell'iniziativa maltese, comunicava formalmente l'indisponibilità del porto di Lampedusa». Per questo motivo la nave Golfo Azzurro era rimasta in acque internazionali «in attesa delle determinazioni spettanti alle autorità maltesi, coordinatrici del soccorso», aggiunge la Guardia Costiera, precisando che «prima di essere coinvolta nelle operazioni di salvataggio» l'imbarcazione «era diretta a Malta per avvicendamento equipaggio».

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Proactiva: si risolve una situazione paradossale
«Abbiamo avuto poco fa l'autorizzazione ad entrare nel porto di Pozzallo e a far sbarcare le persone che abbiamo soccorso in mare» ha dichiarato all'emittente radiofonica milanese Radio Popolare Riccardo Gatti, uno dei capi missione della Ong spagnola "Proactiva Open Arms".
«La Guardia costiera italiana ci ha autorizzati tanto all'ingresso nel porto, quanto allo sbarco - ha aggiunto -. Ci saranno tutte le normali procedure di sbarco, comprese le visite mediche ai migranti». «Per fortuna questa paradossale situazione si sta risolvendo, - ha concluso -. Di certo continueremo con le nostre attività di soccorso in mare».

A Trapani indagato padre Zerai, il sacerdote eritreo che aiuta i migranti
Intanto è ufficiale la notizia che la procura della Repubblica di Trapani sta indagando su padre Mussie Zerai, il sacerdote eritreo che, da anni, lavora con la sua Agenzia Habeshia per salvare i migranti che cercano di attraversare il Canale di Sicilia, e che per questo nel 2015 è stato candidato al Nobel per la Pace. Il fascicolo è stato aperto il 24 novembre 2016 e l'ipotesi di reato è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
«Io mi sono sempre mosso in buona fede per aiutare chi si trovava in pericolo, l'obiettivo è sempre stato umanitario, nulla di più» ha detto don Zerai, sottolineando che «nonostante le indagini siano iniziate più di otto mesi fa, io l'ho saputo solo ieri». La Procura di Trapani indaga anche sulla ong tedesca Jugend Rettet, di cui ha sequestrato la nave Juventa, ma padre Zerai ha già fatto sapere di non aver mai avuto contatti con essa. E ha precisato che negli anni ha inviato « segnalazioni di soccorso all'Unhcr e a Ong come Medici Senza Frontiere, Sea Watch, Moas e Watch the Med» e che «prima ancora di interessare le Ong, ogni volta ho informato la centrale operativa della Guardia Costiera italiana e il comando di quella maltese».

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