COOPERAZIONE

Ong, «top ten» da 500 milioni di entrate

di Riccardo Ferrazza


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(ANSA)

2' di lettura

Le attività di salvataggio di migranti nel Mediterraneo centrale da parte di alcune organizzazioni non governative hanno attirato sul mondo della cooperazione critiche e polemiche non ancora placate. Un’ondata che rischia di aver ripercussioni dolorose su un sistema il cui fatturato è composto in gran parte da donazioni di privati. Sui bilanci del 2016, però, tutto questo non ha fatto in tempo a lasciare il segno: le prime dieci ong per valore delle entrate hanno tutte (con due sole eccezioni, tra cui Emergency) fatto registrare entrate in crescita rispetto all’esercizio precedente. Un “fatturato” che complessivamente vale più di mezzo miliardo di euro ed è in ulteriore crescita (+23,5%) rispetto al 2015.

La classifica che vede in testa Save the children: l’organizzazione che ha iniziato le sue attività in Italia nel 1999 assicura da sola un quinto delle entrate: nel 2016 ha superato la soglia dei cento milioni di euro, spinta (anche) dal sostegno di aziende e fondazioni (+59%). Colpisce soprattutto la dinamica dei “proventi da enti e istituzioni” passati di colpo da 5,9 a 11,3 milioni, merito soprattutto del contributo assicurato dalla Commissione europea (7,4 milioni, di cui circa la metà da destinare all’emergenza in Malawi). Una diversificazione delle fonti di finanziamento, si legge nel bilancio, che serve a garantire «una maggiore solidità» dell’organizzazione. Una nuova impostazione per prevenire “venti ostili” dei prossimi anni che torna nella strategia di altre organizzazioni.

Anche Unicef - ong “atipica” perché di fatto organo sussidiario dell’Onu - ha visto crescere le proprie entrate confermando il secondo posto nella graduatoria. Risultato che però ha avuto un costo: l’organizzazione con il mandato di tutelare e promuovere i diritti dei minori ha “spinto” molto sull’attività di promozione per una maggiore presenza sui media, raddoppiando di fatto la spesa, passata in un anno da 2 a 3,8 milioni. Cresce anche la spesa per il personale che è ora circa l’11% rispetto alle entrate complessive, valore leggermente superiore alla soglia del 10% per il costo di struttura considerata “virtuosa”.

Se c’è chi, come Save the children differenzia le fonti di entrata, altri battono la strada opposta ma per motivi politici: è il caso di Medici senza frontiere, l’organizzazione Premio Nobel per la Pace che si finanzia esclusivamente attraverso donazioni private di individui, fondazioni e imprese. Effetto della rinuncia ai fondi europei in segno di protesta per l’accordo tra Ue e Turchia nel marzo 2016 per la gestione dei migranti.

In un panorama con molti “più”, spicca Emergency: l’organizzazione fondata da Gino Strada ha subito un arretramento del 6% nella raccolta fondi, in particolare alla voce «donazioni e contributi». Perdita in parte compensata dal 5xmille: tra gli enti del volontariato, Emergency si conferma prima organizzazione «per importo destinato e per scelte».

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