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Online gli stipendi di tutti i dirigenti Pa

di Gianni Trovati


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2' di lettura

L’obbligo di pubblicare su Internet redditi e patrimoni si applica anche ai dirigenti di vertice di Regioni, enti locali e Authority. E la trasparenza “minima”, quella che impone di mostrare online almeno stipendi e rimborsi spese, riguarda tutte le figure dirigenziali della Pa, compresi i titolari di «incarichi di funzione dirigenziale» che non hanno la qualifica di dirigente o non sono dipendenti pubblici.

L’Anac aggiorna le regole sulla trasparenza introdotte dalla legge Severino (delibera 586/2019 pubblicata ieri) dopo la sentenza 20/2019 con cui la Corte costituzionale aveva bocciato a gennaio il trattamento uguale per tutti imposta dalla norma originaria. La Consulta aveva giudicato irragionevole imporre gli stessi obblighi a tutti i dirigenti, dai più importanti vertici ministeriali all’ultimo funzionario locale, senza tener conto del loro potere effettivo e quindi dell’esposizione al «rischio corruttivo» che i dati online provano a contrastare.

Da qui era nato un doppio binario: obbligo pieno, compresi redditi e patrimoni, solo ai vertici apicali della Pa, dai segretari generali dei ministeri ai dirigenti generali nominati con Dpcm, e obbligo ridotto a stipendi e rimborsi spese per gli altri. Una distinzione provvisorioa come avvertito dalla stessa Corte invitando Governo e Parlamento a rimettere mano alla norma. La politica non l’ha fatto e ora interviene l’Anac. Mantenendo il più ampio possibile il raggio d’azione della trasparenza.

Primo: l’obbligo esteso a redditi e patrimoni non si limita ai vertici della Pa centrale, come farebbe pensare il riferimento alla norma (articolo 19, commi 3 e 4 del Dlgs 165/2001) indicata dalla Corte per tracciare il confine. Ma si estende ad Authority (la battaglia era nata al Garante Privacy), enti territoriali, autorità porturali e ordini professionali. Il criterio è funzionale: chi è a capo di strutture articolate in uffici di livello dirigenziale deve pubblicare tutto.

Anche la trasparenza “alleggerita” (stipendi e rimborsi) si applica a tutte le Pa, sanità compresa, e a tutte le figure dirigenziali: compresi i titolari di incarichi di studio e consulenza, uffici di diretta collaborazione e ispettori, anche se non sono dipendenti pubblici o non hanno qualifica dirigenziale (per esempio i titolari di posizioni organizzative). Trasparenza per tutti, insomma, in attesa che qualcuno metta ordine nelle norme.

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