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«Onward», tutta la magia Pixar in un film commovente

All'interno della kermesse tedesca, è stato presentato fuori concorso il nuovo lungometraggio della celebre casa di produzione d'animazione americana

di Andrea Chimento

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«Onward», diretto da Dan Scalon

2' di lettura

Il cinema d'animazione è protagonista al Festival di Berlino con «Onward», nuovo lungometraggio della Pixar che è stato inserito nella sezione Berlinale Special.

Nel mondo di fantasia in cui vivono Ian e Barley, due fratelli elfi, la magia è stata sostituita dalla tecnologia. I due, rimasti orfani di padre, si troveranno di fronte alla possibilità di rivedere il genitore per un'ultima volta, ma dovranno credere in loro stessi, superare diverse prove e fare affidamento proprio sui poteri magici.

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Diretto da Dan Scalon, che aveva già firmato «Monsters University», «Onward» è un altro prodotto della Pixar Animation che ragiona sui rapporti interpersonali e familiari, riuscendo anche stavolta a toccare corde molto profonde.

A metà tra il racconto di formazione e l'avventura, il film guarda con efficacia al genere fantasy, dando vita a un intrattenimento adatto a grandi e piccini.

Una sceneggiatura impeccabile
Ancora una volta, ancor prima che per l'apparato visivo, i film della casa che ha dato vita alla saga di «Toy Story» colpiscono per una sceneggiatura semplicemente impeccabile, priva di cali o momenti vuoti, oltre che valorizzata da una serie di dialoghi particolarmente profondi.
Si ride spesso, soprattutto nella prima parte, grazie a una serie di gag prettamente fisiche e gestuali che possono rimandare alle slapstick del cinema muto (da sempre un riferimento importante della Pixar, anche per i cortometraggi).
Una menzione significativa nel lavoro di copione va anche alla scrittura dei personaggi secondari, dalle fatine motocicliste al poliziotto centauro, fidanzato della madre dei due protagonisti.

Commuove il finale
Con l'approssimarsi della conclusione «Onward» (che arriverà nelle sale italiane il 5 marzo) riesce ancora di più a crescere di livello, tanto nell'avventura coinvolgente, quanto nella costruzione del rapporto tra i due fratelli.
Quasi impossibile non commuoversi di fronte a una delle sequenze finali, in cui la prospettiva del punto di vista cambia improvvisamente e Scanlon regala un momento da mandare a memoria.
L'ennesima scena della storia Pixar in cui è davvero difficile trattenere le lacrime: basti pensare, per fare qualche esempio, alla celebre sequenza di «Up» che riassume un'intera vita di coppia, al finale di «Coco» o a quello di «Toy Story 3», senza dimenticare la scomparsa di Bing Bong nel capolavoro «Inside Out».

Va infine ricordato che nel corso dell'anno uscirà anche un altro lungometraggio Pixar, l'attesissimo «Soul» firmato da Pete Docter.

Riproduzione riservata ©

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