il risiko delle banche

Opa su Ubi, la prima volta di Mediobanca a fianco di Intesa

In passato tra i due istituti c'era stata rivalità. In particolare quando Intesa si era fatta avanti per Generali

di Antonella Olivieri

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(IMAGOECONOMICA)

In passato tra i due istituti c'era stata rivalità. In particolare quando Intesa si era fatta avanti per Generali


2' di lettura

Mediobanca in cabina di regia per l'Ops di Intesa su Ubi. È la prima volta che Piazzetta Cuccia è dalla parte di Intesa come advisor in un'offerta pubblica di acquisto, un mandato ottenuto grazie ai buoni rapporti tessuti con l'ad Carlo Messina da Francesco Canzonieri, il banker portato in Mediobanca da Stefano Marsaglia (oggi partner del fondo Peninsula) e voluto poi dall'ad Alberto Nagel a capo delle attività in Italia e infine promosso inoltre a co-head dell'attività di corporate e investment banking del gruppo.

In occasione della joint venture con la svedese Intrum per la gestione dei crediti in sofferenza (Npl, non performing loans), due anni fa Messina aveva persino ringraziato pubblicamente Canzonieri, citandolo per nome, una visibilità “atipica” per un banker di Mediobanca, dove la tradizione era quella di restare sempre dietro le quinte.

Ma c'è un nuovo corso per tutto. In passato tra i due istituti c'era stata piuttosto rivalità. In particolare quando Intesa si era fatta avanti per Generali, la compagnia di cui Mediobanca è il primo azionista col 13% e che è il vero gioiello della corona della banca d'affari milanese, ultimo tassello della ragnatela di partecipazioni ereditata dall'era di Enrico Cuccia.

Mediobanca curerà anche l'aumento di capitale di Bper da un miliardo per rilevare i 400/500 sportelli in eccesso che Intesa ha stimato di dover dismettere per superare le criticità di concentrazione con la rete di Ubi e per focalizzare al meglio la presenza sul territorio. Candidata a rilevare attività assicurative nell'ambito dell'operazione è poi Unipol, altro soggetto in buoni rapporti con Mediobanca da quando la compagnia è stata aiutata a realizzare la fusione con Sai.

L'operazione ha tutte le carte in regola per riaprire il risiko bancario, provocando un'altra ondata di aggregazioni. Non è un caso che Bpm, Creval, Popolare Sondrio, e persino Mps, abbiano già preso il volo in Piazza Affari. E c'è da scommettere che in Mediobanca siano già pronti a guidare le danze, aspettando i nuovi clienti desiderosi di crescere, che non tarderanno a bussare alla porta di Piazzetta Cuccia.

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