ANNIVERSARI

Opel Manta, compie 50 anni la coupé a 4 posti che vinceva i rally

Nata nel 1970 e rinnovata nel 1975, era la risposta di General Motors alla Ford Capri. Fu guidata anche dal leggendario <b></b>pilota Walter Röhr

di Vittorio Falzoni Gallerani


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3' di lettura

Ci pare di poter affermare che, nella mente degli appassionati, l'immagine della Opel Manta sia più legata alle sembianze della seconda serie nata nell'Agosto 1975 (la cosiddetta Manta B), legata come è alle vittorie nei rally più importanti guidata, tra gli altri, dal leggendario Walter Röhrl; ma in questa occasione ci pare corretto ricordare principalmente la sua progenitrice, la Manta A, dalla carriera più corta e più 'borghese'.

Presentata nel Settembre 1970, essa rappresentava la risposta della General Motors Europe alla Ford Capri, sul mercato già da un anno e mezzo abbondante con successo crescente; il concetto di auto è del tutto sovrapponibile: coupé a quattro posti con gruppi meccanici derivati dalle berline di serie ma con stile esclusivo; ma alcune differenze vi sono e ci paiono quasi tutte a favore della Opel anche se poi, come vedremo, proprio esse ne limitarono il successo di vendite.

In primo luogo la linea: sia gli stilemi che le proporzioni ci paiono più coerenti con la missione e le capacità prestazionali del modello: niente finte prese d'aria sulle fiancate e dimensioni del cofano motore più in linea con quelle del suo contenuto; nel cassetto del centro stile della Opel già da qualche anno giaceva un disegno di Erhard Schnell, l'autore della straordinaria Opel GT, concepito per una versione sportiva della Opel Kadett B che era stato messo da parte in quanto considerato dai Dirigenti troppo pretenzioso.

Ed ecco che esso, rifinito dal capo designer 'Chuck' Jordan (che però mantenne la coda da GT), venne buono per questo nuovo progetto che, è bene ricordarlo, aveva in corpo anche una nuova berlina adatta ad occupare il segmento di mercato esistente tra le Kadett e le Rekord; stiamo parlando della Ascona che nacque dopo poche settimane della Manta che, nei fatti, ne è la versione coupé; pur con qualche margine di miglioramento, soprattutto nella definizione della finestratura laterale che avrebbe potuto, con vantaggio, svilupparsi maggiormente, ci sembra che le linee della Manta A siano molto graziose ed equilibrate.

Seconda differenza rispetto alla Capri, una scelta di motorizzazioni meno pletorica e che, anche in questo caso, ci pare più coerente; bando a cubature minime, che portano a potenze mortificanti, o esagerate, che sconfinano in segmenti di mercato inadatti, la Manta si presenta sui mercati d'esportazione con due motori a quattro cilindri, un 1600 cc con 80 cved un 1900 cc per 90 cavalli.

Anche gli allestimenti sono solo due: L solo per la 1,6 e 'Rallye' per ambedue; presto essi mutarono nome rispettivamente in 'S' e ' SR' ma i loro contenuti non cambiarono con il secondo, magari un po' sopra le righe a causa delle tante finiture in nero opaco, che presenta però dotazioni di alto livello: fari allo iodio, pneumatici /70, doppio scarico, volante rivestito, contagiri, console centrale con strumenti supplementari, cinture di sicurezza.

Tra le opzioni faceva capolino il differenziale autobloccante: indice indubbio di velleità sportive allora però di là da venire; la Manta A, infatti, non correrà mai ufficialmente lasciando l'incombenza all'Ascona che come è noto se la cavò egregiamente.

Nel 1972 fu giocoforza, almeno sui mercati più fiscalmente tartassati come il nostro, proporre la Manta anche con un motore 1,2 da 60 cv alla quale, quasi per farsi perdonare il declassamento, la Opel affiancò la versione super lusso 'Berlinetta' immediatamente riconoscibile per il tetto ricoperto in vinile ma che svelava meglio le sue vere prerogative all'interno ove il proprietario poteva bearsi con il velluto dei sedili di qualità superiore ed il finto legno su plancia e portiere.

Nel marzo 1974 è il momento della GT/E: una SR 1,9 alimentata ad iniezione elettronica con 105 cv per un aumento sensibile delle prestazioni che giustifica la presenza dello spoiler anteriore mentre le grafiche in nero opaco cambiano il loro aspetto diventando ancora più invadenti; da questa versione deriva la prima serie speciale della Manta: la Black Magic tutta nera con grafiche arancio.

La produzione della Opel Manta A cessa nel luglio del 1975: un periodo produttivo insolitamente breve per un modello di questo Marchio ma essa, pur totalizzando quasi mezzo milione di esemplari, non aveva corrisposto alle aspettative rimanendo, sul piano commerciale, molto indietro rispetto alla Ford Capri; una situazione che cambiò ben poco anche con la Manta B che, nonostante l'approccio al mercato più determinato da parte della Casa anche attraverso la partecipazione alle corse, non riuscì a diventare un'auto di culto come la rivale anglo tedesca.

Oggi in Italia le Opel Manta interessano solamente i cultori del Marchio o coloro i quali hanno ricordi di gioventù legati ad esse e le loro quotazioni ne risentono; è un peccato poiché si tratta di macchine molto robuste, ben rifinite e divertentissime da guidare; ovviamente, in grado crescente in parallelo alla potenza dei loro motori.

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