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Open Arms, giovedì voto in aula al Senato su Salvini: ecco come voteranno i partiti

Il leader della Lega rischia il processo per sequestro di persona per avere impedito - per diciannove giorni nell'agosto 2019 - lo sbarco nel porto di Lampedusa di 164 migranti soccorsi nel Mediterraneo, tra cui molti minori. Due mesi fa la Giunta per le immunità del Senato respinse la richiesta di autorizzazione a procedere

di An.Ga.

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(REUTERS)

Il leader della Lega rischia il processo per sequestro di persona per avere impedito - per diciannove giorni nell'agosto 2019 - lo sbarco nel porto di Lampedusa di 164 migranti soccorsi nel Mediterraneo, tra cui molti minori. Due mesi fa la Giunta per le immunità del Senato respinse la richiesta di autorizzazione a procedere


2' di lettura

L'Aula di palazzo Madama il 30 luglio sarà a chiamata ad esprimersi sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per il caso Open Arms, richiesta dal tribunale dei ministri di Palermo. Il leader della Lega rischia il processo per sequestro di persona per avere impedito - per diciannove giorni nell'agosto 2019 - lo sbarco nel porto di Lampedusa di 164 migranti soccorsi nel Mediterraneo, tra cui molti minori. A Salvini serve la maggioranza assoluta, fissata in 160 voti, per respingere la richiesta dei magistrati.

Italia Viva ago della bilancia

L’asticella appare al momento non facile da raggiungere. Sono pronti a sostenerlo Lega (63 senatori), Forza Italia (56) e Fratelli d'Italia (17). Ma fanno in totale soltanto 136 voti. Tutte le altre forze M5S (95), Pd (35), Leu (5), voteranno a favore.L'ago della bilancia, che può fare pendere l'esito da una parte o dall'altra, è rappresentato da Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. Ha 18 senatori, che da qui a giovedì decideranno cosa fare. Due mesi fa, quando il caso venne esaminato dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere, la maggioranza si era spaccata. I tre esponenti di Italia Viva non parteciparono al voto e l'allora 5Stelle Alessandra Riccardi si schierò con il leghista, in dissenso col Movimento. All'indomani Riccardi passò alla Lega. La votazione finì 13 a 7 e la giunta approvò la proposta di non concedere l'autorizzazione al processo. Se Italia Viva dovesse decidere di salvare Salvini, a quel punto al leader leghista servirebbero soltanto sei voti per raggiungere il suo obiettivo. E probabilmente li troverebbe tra i 33 senatori del Gruppo Misto o delle Autonomie.

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Renzi: Iv garantista, legge carte e decide

«Non vedo problemi sulla maggioranza assoluta in Senato. Su Salvini: noi leggiamo le carte e poi decidiamo. Si chiama garantismo e noi siamo seri. Mi colpisce che ora anche altri scoprono il garantismo: la Lega su Fontana e il M5S su Casalino» ha detto Matteo Renzi presentando “La mossa del cavallo” a Livorno. In giunta i renziani si giustificarono così: «Non c'è stata un'istruttoria seria. Dal complesso della documentazione prodotta non sembrerebbe emergere l'esclusiva riferibilità all'ex ministro dell'Interno. Pare che le determinazioni assunte da quest'ultimo abbiano sempre incontrato, direttamente o indirettamente, l'avallo governativo», spiegò Francesco Bonifazi. «Il Senato voterà come riterrà», ha detto Salvini, che ha aggiunto: «Non mi ritengo un criminale, un delinquente o un sequestratore. Andrò in quei tribunali a testa alta». A ottobre lo attende il processo per la nave Gregoretti.

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