DOPO L’ISPEZIONE

Svolta Open Arms, la Procura sequestra la nave e ordina lo sbarco

Svolta nella vicenda Open Arms. La Procura di Agrigento ha disposto il sequestro dell’imbarcazione ferma al largo di Lampedusa da 19 giorni e lo sbarco immediato delle persone a bordo


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2' di lettura

Svolta nella vicenda Open Arms. La Procura di Agrigento ha disposto il sequestro dell’imbarcazione ferma al largo di Lampedusa da 19 giorni e lo sbarco immediato delle persone a bordo. I migranti hanno raggiunto la costa di Lampedusa nella tarda serata di martedì.

Il sequestro della nave Open Arms disposto dalla Procura di Agrigento è un sequestro preventivo. Secondo quanto si apprende, oltre all'inchiesta per sequestro di persona avviata nei giorni scorsi sulla base di esposti della ong spagnola, i magistrati hanno aperto un fascicolo a carico di ignoti per omissione e rifiuto di atti d'ufficio.
Il reato, previsto dall'articolo 328 del Codice penale, punisce «il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni». E così il sequestro è stato disposto «per evitare che il reato sia portato a ulteriori conseguenze».

I magistrati ora stanno ricostruendo la catena di comando per risalire a chi ha impedito lo sbarco dei profughi. Ma il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, non ci sta. E, allontanandosi dall'aula del Senato, in un video su Fb attacca: «Il sequestro impone lo sbarco degli immigrati: ricordo che non c’era allarme sanitario, finti malati e finti minorenni. Qualcuno si sta portando avanti già nel nome del governo dell'inciucio che vuole riaprire i porti. Finché campo è mio dovere difendere i confini e la sovranità del Paese». E ancora: «Molto probabilmente mi arriverà una denuncia dalla stessa Procura che mi indagò per sequestro di persona, reato che prevede 15 anni di carcere: stavolta il reato è omissione di atti d'ufficio. Io non mollo».

La svolta è arrivata un'ora dopo che dalla base di Rota, a Cadice, era partita la nave militare, inviata dal governo spagnolo di Sanchez, che in tre giorni di navigazione sarebbe arrivata a Lampedusa per recuperare i naufraghi e portarli a Maiorca.

In capitaneria Patronaggio ha sentito il fondatore e il presidente di Open Arms, Oscar Camps e Riccardo Gatti, che all’uscita si sono precipitati sulla nave per dare la notizia.
«Finalmente l'incubo finisce, le persone rimaste riceveranno assistenza immediata in terra». ha scritto Open Arms su twitter.

È stato l'epilogo di una giornata drammatica. Diciassette naufraghi, in quattro diversi momenti, si sono tuffati dalla nave tentando di raggiungere a nuoto la riva e senza l'intervento della guardia costiera sarebbero probabilmente annegati per le onde alte e il mare agitato. Tutti sono stati recuperati e portati dai guardacoste sul molo di Lampedusa e poi nell'hotspot; alcuni di loro prima sono stati visitati nel poliambulatorio per accertamenti e poi dimessi. In nottata erano sbarcati per motivi di salute dalla Open Arms altri nove naufraghi, tra cui tre donne, una delle quali aveva accompagnato il marito.

Tra gli sbarcati per problemi di salute e psicologici e i naufraghi salvati dalle onde, a bordo di Open Arms sono rimaste 79 persone: anche loro questa sera potranno toccare finalmente la terraferma.

Ma gli sbarchi non si fermano, in serata altri 50 migranti, probabilmente tunisini, sono stati intercettati e portati nell'isola.

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