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Open Fiber e lo spettro dei ritardi con l’emergenza coronavirus

Lettera di Open Fiber a partner commerciali: l’emergenza coronavirus «sta di fatto avendo un impatto sulle attività». Per la società si tratta di «normali e diffuse prassi della gestione contrattuale fra partner»

di Andrea Biondi


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2' di lettura

La fibra, quella fino a casa, in questo periodo invocata come àncora di salvezza, rischia però anche, dall’altra parte, di rimanere vittima dell’emergenza coronavirus. Questo, almeno, è quello che verrebbe da pensare nel leggere la comunicazione inviata da Open Fiber – e di cui Il Sole 24 Ore ha preso visione – a società partner commerciali invitate a considerare la «necessità di sospendere in via temporanea qualsivoglia penale contrattualmente prevista».

L’oggetto è “Comunicazione relativa all’epidemia Covid-19” e la lettera è firmata da Simone Bonannini, Direttore marketing e commerciale della società controllata da Enel e Cdp, al centro della partita per la realizzazione di una rete unica con Tim, e che oltre ad aver inglobato la società Metroweb, con i suoi asset e le coperture nelle città più cablate del Paese, sta portando avanti il rollout della rete ultrabroadband (in gran parte in Ftth, fibra fino a casa) nelle cosiddette “aree bianche”, quelle ancora senza copertura.

Le tre pagine della comunicazione inviata alle aziende partner commerciali in estrema sintesi fanno leva su un’emergenza coronavirus che «sta di fatto avendo un impatto sulle attività di creation, delivery e assurance poste in essere da Open Fiber». Risultato? «Ritardi nelle fasi propedeutiche alla progettazione e nella relativa esecuzione dei piani di rollout» nonché «il mancato raggiungimento di SLA o KPI, comunque denominati».

Nella missiva la controllata di Enel e Cdp segnala in questo periodo l’esistenza di «conseguenze ostative» fra cui «fermi cantiere, difficoltà negli spostamenti del personale tecnico, rallentamenti nell’ottenimento dei permessi e autorizzazioni nonché criticità nell’approvvigionamento di apparecchiature e materiali» e altro.

È per questo che Of si rivolge alle società per «richiamare l’attenzione sulla necessità di sospendere in via temporanea qualsivoglia penale contrattualmente prevista» visto che la situazione è gravata dalla «ricorrenza di eventi a Of non imputabili».

«Senza pregiudizio di quanto precede – si legge ancora – resta in ogni caso fermo l’impegno di Of a fare tutto quanto è nelle sue facoltà per garantire il più possibile, tenuto conto delle circostanze, un elevato livello di performance e per limitare le conseguenze delle criticità sopra illustrate».

Queste, dunque, le parti salienti della missiva inviata da Open Fiber. Un’ammissione che sul rollout dell’Ftth e sull’attivazione clienti le attività della società guidata dall’ad Elisabetta Ripa – vincitrice di tre bandi Infratel per la realizzazione della rete ultrabroadband nelle aree bianche – siano rallentate se non bloccate?

Lettura respinta da Open Fiber. «Si tratta – afferma Simone Bonannini, Direttore Marketing e Commerciale di Open Fiber – di normali e diffuse prassi della gestione contrattuale tra partner commerciali. Anche noi ne abbiamo ricevute dagli operatori nostri fornitori di infrastrutture. In una situazione come l'attuale può capitare che, ad esempio in un territorio in cui è interdetto l’accesso come nelle “aree rosse”, non si riescano a garantire i tempi di attivazione previsti dai contratti». Quindi, chiosa Bonannini «è una misura puramente cautelativa» e Of «come tutti gli operatori sta operando con il massimo impegno a effettuare le attività connesse alla fornitura di un servizio essenziale come l’accesso a internet».

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