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Open Fiber: presenta a Infratel un nuovo piano al 2023 per accelerare sulla fibra

Copertura al 92% degli immobili nel 2022. Il ceo Ripa: «Serve un approccio tattico, non populista, per far fronte all'emergenza nell'immediato»

di Simona Rossitto

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Open Fiber è la società di Enel e Cdp nata per realizzare una infrastruttura di rete a banda ultra larga

Copertura al 92% degli immobili nel 2022. Il ceo Ripa: «Serve un approccio tattico, non populista, per far fronte all'emergenza nell'immediato»


3' di lettura

Open Fiber presenta a Infratel un nuovo piano dettagliato per portare la fibra nelle aree a fallimento di mercato. In ritardo sulla tabella di marcia originaria del piano Bul, la società punta ad accelerare i lavori e a recuperare terreno. Si tratta di un piano - secondo quanto risulta a DigitEconomy.24 (report di Radiocor e Luiss Business School) - maturato negli ultimi mesi nell’ambito di un’interlocuzione con Infratel culminata nella presentazione di nuove linee guida per il 2020-2023.

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Ripa: «Serve accelerare».Target 92% abitazioni nel 2022

La società guidata da Elisabetta Ripa, secondo il nuovo progetto, arriverà al 65% delle unità abitative nel 2021 e al 92% delle unità abitative al 2022. Le chiavi per realizzare l’accelerazione sono: accrescere la forza lavoro grazie ad accordi con una più ampia platea di aziende, puntare sulle innovazioni tecnologiche e sburocratizzazione grazie alle nuove previsioni del dl Semplificazioni. Per l’implementazione delle reti, ha spiegato il ceo Elisabetta Ripa «ci vuole un approccio tattico, non populista per far fronte all'emergenza nell'immediato». Inoltre «nel medio termine l'obiettivo - chiarisce - resta la fibra ottica». Siamo, ha aggiunto, «di fronte a una sfida importante che non ci vede partire da zero, ora si tratta di accelerare. E Open Fiber ha un modello aperto, collaborativo».

Piano 2023: primo obiettivo completare il 65% dell'unità immobiliari nel 2021

Un piano che raggiunge 8,7 milioni di unità immobiliari

Veniamo ai numeri. Il piano di Open Fiber si riferisce a 8,7 milioni di unità immobiliari già cablate. A fine 2021 la società punta a realizzare il 65% delle unità immobiliari previste. Per il 2022 sarà realizzato il 92% e nel 2023 si prevede di raggiungere le ultime 700mila unità immobiliari (cioè il restante 8% del totale).
Sono in programma, in particolare, 25mila chilometri di fibra ottica in più nel 2021, 24mila nel 2022, 8mila nel 2023. Intanto, si legge nel piano, grazie al significativo incremento delle risorse in campo registrato, verranno completati i comuni previsti per il 2020 e avviata la lavorazione dell’infrastruttura dei comuni che si chiuderanno nel 2021.
L’aumento dei lavoratori sul campo è uno dei punti fondamentali del piano di Of: rispetto al 2019 si prevede nel 2020 un aumento dell’87% delle risorse, per poi salire di un altro 55% nel 2021 e grossomodo stabilizzarsi nel 2022. Inoltre, guardando invece alle imprese che si aggiudicano gli appalti, si pianifica una gestione di quelle non performanti, con revoca e riassegnazione di cantieri, e il ribilanciamento dei pesi nelle Ati su base geografica.

Le innovazioni tecnologiche per velocizzare i tempi

L’utilizzo del cavo multifibra con il diramatore, che dovrebbe comportare un aumento della produttività delle risorse del 20-25%, la tecnica delle minitrincee, il collaudo da remoto con utilizzo dei Google Glass e l’utilizzo di miniPcn (ovvero le centrali a cui fanno capo le fibre ottiche che collegano gli altri elementi della rete per una determinata zona) per singoli comuni sono invece le innovazioni tecnologiche a cui si affida Open Fiber per accelerare. Dal 6 luglio, ad esempio, è previsto, in tema di collaudo da remoto, l’uso di smart glasses integrati con il sistema Gisfo per la creazione di una cabina virtuale dove l’operatore Infratel può interagire effettuando da remoto le verifiche necessarie al collaudo. L’impiego, invece, della micro-trincea consente una diminuzione della sezione e della profondità di scavo rispetto alla mini-trincea, semplifica le attività di riempimento, minimizzando la necessità di ripristino del piano stradale.

Ancora criticità nell'ottenere permessi di costruzione

Restano comunque, nota Open Fiber, delle difficoltà. Nonostante le misure di semplificazione, ad esempio, permangono “rilevanti criticità” relativamente all’ottenimento dei permessi di costruzione, con particolare riguardo alla numerosità degli attori coinvolti, alla rigidità di alcuni di questi che hanno tuttavia impatto sistemico come Anas, Rfi, sovrintendenze, alcune province. Le imprese inoltre denunciano forti difficoltà nel reperire il numero di risorse necessario con particolare riferimento alle figure più operative e ad alcune regioni del Nord, caratterizzate da piena occupazione di fatto. Infine un numero rilevante di comuni, circa 500 a oggi fra quelli in lavorazione, richiede di effettuare ripristini delle carreggiate in misura più ampia rispetto a quanto previsto dal decreto scavi o impongono tale modalità di ripristino come precondizione al rilascio dei permessi. Ciò comporta per Open Fiber un fortissimo aumento dei costi o, in alternativa, la necessità di avviare contenziosi che comportano un significativo allungamento dei tempi di realizzazione.

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