parla l’ad pompei

«Open Fiber, al via il più grande project financing d’Europa»

di Laura Serafini


default onloading pic

4' di lettura

Il finanziamento della realizzazione della rete in fibra di Open Fiber sarà «una delle più grandi operazioni di project finance in questo momento in Europa». Lo afferma Tommaso Pompei, ad della società controllata da Enel e Cdp. «Il piano complessivo degli investimenti, che include le aree A e B (previsti fondi per 4 miliardi) e C e D (1,4 miliardi per la prima gara assegnata a Open Fiber, poi in parte recuperati con i fondi pubblici, che possono diventare 2,5 con la seconda e terza gara) è dell’ordine di 6,5 miliardi, con un ritmo di investimenti di un miliardo all’anno per i prossimi sei anni e con l’obiettivo di cablare 19 milioni di unità immobiliari nel paese», chiosa il manager. «L’interesse del mercato è elevato. L’operazione sarà distribuita sui mercati internazionali, ma nel consorzio ci saranno anche le banche italiane - dice -. Non siamo interessati a chiudere in fretta il finanziamento, ma a costruire un’operazione di mercato di successo che nel medio periodo prepari anche il terreno a una quotazione».

Quando pensate di chiudere? Entro la fine dell’anno. La nostra priorità al momento è gestire la parte operativa: cablatura, il rapporto con le aziende che realizzano i lavori, la migrazione dei clienti. Abbiamo già avviato investimenti per un miliardo, che servono per cablare le prime 10 città, coperti sinora dal capitale immesso in OF dopo l’acquisizione di Metroweb (fusione operativa da fine marzo 2017) pari a 712 milioni che si aggiunge a un finanziamento soci, da parte di Enel e Cdp, per 500 milioni concesso a fine 2016.

Secondo alcuni, la controffensiva di Telecom con Flashfiber e Cassiopea ha spinto le banche a essere più caute e a porvi maggiori condizioni. Non è vero. Questo è un progetto talmente semplice da un punto di vista finanziario, talmente modulabile che non ci sono problemi di paletti. Tra l’altro ha tutte le caratteristiche per essere finanziato anche dalla Bei, con cui stiamo approfondendo le caratteristiche dell’operazione. Quando partiremo penso che anche loro saranno a bordo con una quota significativa, sia con finanziamento che garanzie. Il prodotto sarà di lunga durata e assicurerà un rendimento molto soddisfacente. Stiamo creando una nuova asset class e pensiamo che ci possa essere un mercato aperto anche a investitori meno tradizionali, come fondi di investimento e fondi pensione che possano a loro volta comprare quote di questo debito dalle banche. Il consorzio avrà una presenza preponderante di istituti internazionali, ma saranno rappresentate anche le banche italiane.

A che punto siete invece con la cablatura? Entro due settimane completeremo Perugia, dove abbiamo iniziato a luglio 2016. Consideriamo cablata una città in cui è coperto l’80% delle unità immobiliari e la fibra è portata vicino ai distretti industriali. In parallelo abbiamo avviato la cablatura in altre 9 città: Genova, Firenze, Napoli, Padova. A Venezia, Bari, Cagliari, Palermo, Catania, Perugia i nostri partner (Wind Tre, Vodafone, Tiscali e gli altri) hanno già avviato la commercializzazione. Il completamento avverrà progressivamente tra fine 2017 e metà 2018. Entro fine mese, poi, cominceremo a lavorare su 80 ulteriori città. Ricordo che l’obiettivo per le aree A e B sono 281 città per un totale di 9,5 milioni di unità immobiliari .

Nelle nuove città avete già risolto tutti i problemi amministrativi? Per l’intero territorio nazionale utilizziamo l’offerta di riferimento di e-Distribuzione (Enel) la cui infrastruttura capillare verrà utilizzata per la realizzazione della rete. Abbiamo firmato le convenzioni con i comuni e gli accordi con le utility locali (che valgono anche per le aree C e D), perché vogliamo scavare il meno possibile. Siamo con A2A in Lombardia ad accezione di Milano perché qui abbiamo già la rete Metroweb, con Iren su Torino e Genova, Hera per il Veneto e l’Emilia Romagna, Dolomiti Energia per il Trentino Alto Adige.

E Roma? C’è un tavolo operativo con Acea: già da qualche tempo sono state avviate iniziative sperimentali in alcuni quartieri della città. Abbiamo siglato un accordo preliminare con il vertice precedente, ora aspettiamo di incontrare il nuovo.

Quanti clienti avete? Come vengono convinti a migrare dalla connessione in rame? Abbiamo circa 150 mila nuovi clienti, a cui sono da aggiungere 150 mila clienti su Milano di Fastweb. Dei 150 mila nuovi, circa 70 mila sono ex clienti Telecom e Fastweb. Gli operatori che lavorano con noi non hanno aumentato il prezzo al cliente per la fibra, salvo piccoli aggiustamenti, rispetto al prezzo offerto prima per la connessione in rame. Il nostro target sono 2,7 milioni di nuove case a fine anno, di cui 1,2 milioni ereditati da Metroweb.

L’ad di Enel Starace ha detto che la loro nuova divisione sui servizi innovativi si occuperà anche della fibra. Qual è il nesso? Oltre alla fibra passiva, noi forniamo anche servizi di connettività. Agli operatori di tlc che vogliono solo rivendere traffico, ma anche a soggetti terzi come le forze di polizia o la stessa Enel. Per rendere possibile i servizi di domotica avanzati, per esempio, come quelli pensati da Enel, serve un fattore abilitante che consenta il passaggio di molti dati: questo è la fibra.

Per le aree C e D che tempi ci sono? Nella prima gara ci siamo aggiudicati tutti i lotti, spero che la firma della concessione ci sia entro giugno. La prima gara prevede 4,5 milioni di unità immobiliari in 3/4 anni. Per la seconda gara stiamo aspettando l’aggiudicazione, che dovrebbe essere a fine maggio. Sono 10 regioni per altre 4,5 milioni di unità immobiliari. In Open Fiber lavorano già 350 persone, contiamo di raddoppiare entro fine anno e di arrivare a regime a 1.500 persone. L’intero comparto, poi, vedrà aumentare la forza lavoro nei prossimi anni di 15 mila unità.

F2i entrerà nel capitale di OF? Avevano un’opzione che è scaduta a fine gennaio. Ora ci sono contatti con F2i, così come con altri fondi infrastrutturali. Quando sarà arrivato il momento di valutare l’apertura del capitale OF, gli azionisti e l’azienda individueranno il processo e gli interlocutori da attivare.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti