CREATO PER ENI

Open innovation e acceleratori d’impresa: il ruolo strategico della formazione

5' di lettura

Come diceva Charles Darwin, “non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti”. Se applichiamo questo teorema alle aziende, solo quelle più dinamiche e reattive (a prescindere dalle dimensioni) nell'adottare tecniche di innovazione sapranno rispondere alle sfide imposte dalle situazioni di crisi (come la pandemia di covid 19) e sviluppare modelli di business alternativi e nuovi prodotti/servizi appetibili per il mercato. Hub tecnologici, incubatori di startup, progetti di open innovation, acceleratori d'impresa: oggi il sistema Italia è decisamente più avanti rispetto a qualche anno fa nel fare propri i dettami della contaminazione di competenze, risorse e tecnologie e i risultati stanno iniziando a farsi vedere. Secondo le rilevazioni degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Transformation Academy e Startup Hi-tech del Politecnico di Milano, un'ampia parte delle grandi aziende italiane (ben il 78%) adotta pratiche di open innovation e la buona notizia è che anche tra le piccole e medie imprese il fenomeno è penetrato abbastanza, raggiungendo il 53% dei casi. E questo grazie a maggiore consapevolezza a livello strategico e organizzativo e del maggior numero di azioni implementate per avvicinare il mondo delle imprese verso quei soggetti (le startup) che possono garantire loro freschezza e velocità di idee per l'adozione delle nuove tecnologie.

Ci sono diversi modi per “praticare” l'innovazione aperta, dalle “call for ideas” per incentivare la creatività dei partecipanti e stimolare quante più nuove soluzioni possibili ai sempre più diffusi hackathon, dalle collaborazioni tra startup e grandi aziende alle piattaforme di incubazione e accelerazione, dai Lab e dagli Innovation Center all'intrapreneurship, e cioè quella pratica che mira ad identificare i talenti con una propensione imprenditoriale (anche già inseriti nell'organizzazione) e supportarli con le dovute risorse, finanziarie e di mentorship. Dare vita a team da dedicare alla creazione di nuove soluzioni, e più in generale alla creazione di nuovo valore, come ha fatto la californiana Intel con il programma di accelerazione Ideas2Reality, significa credere e investire in una delle componenti chiave del processo di trasformazione e cambiamento, e cioè la formazione.
-----------------------------------------
https://joule.eni.com/
Joule, che prende il nome dall'unità di misura dell'energia, è la scuola a cui Eni ha dato vita con il preciso intento di formare gli aspiranti startupper che vogliono fare impresa in modo sostenibile in settori trasversali (Energy ma anche Food & Beverage, Fashion, Real Estate, Automotive) focalizzandosi su soluzioni per il cambiamento climatico, l'economia circolare e la decarbonizzazione. Il fine ultimo di questo progetto è quello di trasformare l'idea di capitalismo etico proprio del Dna di Eni in un motore per potenziare iniziative imprenditoriali ad elevato impatto per il percorso di transizione energetica e il passaggio da un modello di sviluppo economico lineare ad uno circolare. Obiettivi, questi appena descritti, che Eni ha fatto propri negli ultimi anni e che Joule interpreta centrando la propria attività formativa sull'unità di misura del fare impresa, e cioè le persone. Da qui l'idea di una scuola basata sull'integrazione tra esperienze imprenditoriali, competenze accademiche e vissuto dei partecipanti e che si articola su due direttrici - il programma Human Knowledge (Open e Lab) e l'acceleratore d'impresa Energizer – volte a favorire la crescita di un ecosistema virtuoso a supporto del processo di trasformazione del sistema Italia.
--------------------------------------
Human Knowledge Lab è un percorso di pre-incubazione itinerante e tematico attivato a maggio 2021 in collaborazione con LVenture e dedicato ad aspiranti imprenditrici e imprenditori (in team di almeno due persone): prevede un impegno di 7 giorni full-time e si snoda in più tappe, ognuna delle quali vedrà i partecipanti sfidarsi in una challenge specifica. La prima tappa del percorso si svolgerà il prossimo settembre presso una delle sedi Eni a Roma e i progetti più meritevoli sotto l'aspetto della sostenibilità e della transizione energetica, fra tutti quelli che si saranno candidati (la scadenza per le iscrizioni è fissata al 30 giugno), saranno premiati con un percorso incubazione erogato dal PoliHub, l'Innovation Park & Startup Accelerator del Politecnico di Milano, e programmi di mentorship personalizzati gestiti da Energizer. In un momento storico di grandi sfide e profonde trasformazioni, come è quello di emergenza sanitaria ed economica in cui viviamo oggi, l'importanza prioritaria da sempre attribuita da Eni alla formazione trova applicazione concreta in una scuola che vuole preparare una nuova generazione di imprenditori e sostenere l'accelerazione di startup, fornendo gli strumenti e stimolando le competenze necessarie per validare le loro idee e affrontare le opportunità legate al tema dell'economia circolare, declinato in specifiche aree di innovazione. Durante la fase di validazione dei progetti, in particolare, verranno trattate tematiche come l'individuazione del target di riferimento, la realizzazione del prototipo dell'idea, lo studio dei canali di acquisizione e i primi test di mercato, la verifica del business concept e la definizione di una roadmap di sviluppo. Lungo il percorso di formazione/accelerazione, inoltre, si alterneranno i contributi dei founder delle startup del portafoglio di LVenture Group, di esperti interni ad Eni e provenienti dall'ecosistema italiano dell'innovazione, da Business School e da contesti accademici di eccellenza.
Nell'ambito della strategia di Eni rivolta all'innovazione, la missione di Energizer è invece quella di fare da acceleratore di nuovi ecosistemi supportando concretamente lo sviluppo di imprese sostenibili e promuovendo programmi di incubazione e accelerazione per startup e piccole e medie imprese, assistendole in termini metodologici, logistici e finanziari. L'acceleratore si avvale già di collaborazioni prestigiose, come quelle con Polihub, l'incubatore gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano, e la piattaforma Open Italy di ELIS, e continua ad arricchirsi di nuovi partner di eccellenza.
------------------------------------------
Un ulteriore esempio dell'impegno di Eni sul fronte dell'innovazione aperta e nell'ambito della formazione di impresa è l'iniziativa avviata in collaborazione con l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, la Fondazione E4Impact (spin off di ALTIS – Alta Scuola Impresa e Società dell'ateneo milanese) e CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale). Il progetto, a partire dal 2018, ha promosso la formazione di una nuova generazione di imprenditori e imprenditrici ad alto impatto in Kenya, attraverso un percorso di accelerazione di impresa (curato da E4Impact) e un programma di formazione personalizzato che ha offerto alle aziende selezionate la possibilità di diventare i soggetti abilitanti di un cambiamento a livello sociale e ambientale, facendo leva sulle loro buone pratiche, sul know-how e sulle competenze acquisite per promuoverne l'internazionalizzazione in settori strategici per la collaborazione. Ai neo imprenditori e alle neo imprenditrici sono stati abbinati anche dei mentor per condividere conoscenze e competenze con startupper di un settore simile. Alla fine del 2020, le aziende incubate erano 40 e la metà (di cui il 40%) gestite da donne.
Torna al Dossier speciale Green generation

Loading...
Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti