Economia Digitale

Open standard, open source e royal free. Come funziona Fiware

di Luca Tremolada


3' di lettura

Facciamo due conti. Secondo statistiche dell’Economist Business Unit, il software in tutta l' Unione europea contribuisce a 1 miliardo di euro al Pil. Secondo i dati, Regno Unito, Francia e Germania rimangono i maggiori mercati di software nell'Ue, contribuendo per oltre il 60 per cento del PIL totale del settore del software diretto dell'Ue. Il grosso di questi investimenti in Ict va alle grandi piattaforme digitali californiane, tra cui i fornitori di cloud computing come Microsoft, Google, Ibm o Oracle. L’Europa del software è rappresentata da grandi nomi come Sap, Dassault Systemes o per l’Italia da Zucchetti, TeamSystems, Var Group, Reply ma i loro numeri sono più contenuti. Tanto che la dipendenza del Vecchio Continente dalle nuvole può essere considerata da un punto di vista strategico una debolezza.

«Non dimentichiamo che affondano le radici in Europa molte tecnologie chiave e rivoluzionarie, da quella cellulare, a Linux o all'MP3 -spiega Lanfranco Marasso Smart City Director Engineering -. Il co- investimento di fondi europei e risorse private che hanno portato allo sviluppo della piattaforma open source Fiware, oggi adottata negli Usa così come in Giappone e in India, dimostra che il modello è quello giusto per sostenere queste competenze con cui possiamo competere ad altissimo livello». Si è appena concluso a Genova il Global Fiware Summit 2019. Si tratta di una piattaforma open source indipendente che fonda la sua origine in un programma di collaborazione europea tra pubblico e privato che ha raccolto oltre 500 milioni di investimenti. «Quando sono i finiti i finanziamenti - spiega Lanfranco Marasso - le possibilità erano due: o chiudere la saracinesca o dare fiducia a una community open source e costruire così una fondazione no profit».

Fondatori sono Engineering per l’Italia, Orange per la Francia, Athos per Spagna e Francia, Telefonica per la Spagna.Nel tempo sono nate centinaia di applicazioni per le città (parcheggi, qualità dell'aria, bike sharing), per l'industria 4.0, per l'energia e per l'agricoltura di precisione. I principi di Fiware (open source, open standard e royalty-free) sono stati adottati da oltre 120 città aderenti alla rete Open Agile Smart City, di cui Genova è un Comune di riferimento per le applicazioni smart e ricopre un ruolo attivo in diversi progetti internazionali di ricerca e innovazione, con importanti ricadute nella vita quotidiana della città.

Parliamo di una piattaforma cloud che raccoglie dati che provengono da sorgenti eterogenee, che possono essere rete di sensoriIoT, open data reti di back Office legacy, lasciandoli dove sono, senza essere quindi intrusiva, prendendo i dati armonizzandoli e sincronizzandoli, in accordo agli standard stabiliti , e rendendoli integrati per chi deve fare il suo mestiere specificoTecnicamente è una piattaforma in cui sono stati creati dei componenti software mattoncini generici - generic enabler- grazie al contributo di ognuno dei membri della community. Chiunque può scaricare il software, il tutorial, la documentazione, l'help desk, le macchine virtualiLe tecnologie Fiware sono state formalmente adottate dalla Commissione Europea come uno degli elementi costituenti per lo sviluppo della politica di digitalizzazione. «Tutto completamente gratuito, ora e per sempre - spiega Marasso -. Questo risponde a uno dei mandati della commissione, Ovvero creiamo una tecnologia europea che sia a disposizione di tutti». È un modello peraltro open source con dietro una comunità, e questo garantisce che nessuno può arrivare domani e comprarsela.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti