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Openjobmetis, la scommessa è nell’assistenza domiciliare

di Vittorio Carlini


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5' di lettura

Crescere nel settore dell’assistenza domiciliare. È uno tra i focus, presumibilmente presente nel prossimo piano industriale, di Openjobmetis a sostegno del business. A ben vedere il gruppo da tempo è attivo nel comparto, tanto da generare con esso circa 10 milioni di fatturato. La volontà è spingere su questo fronte e, nel medio periodo, arrivare ad un giro d’affari che valga circa il 10% del totale aziendale. In tal senso la società, presente sul territorio già con 11 filiali per il “Family care”, punta da una parte a strutturarsi maggiormente al suo interno (in ipotesi anche con una newco cui ricondurre i servizi di quest’area); e, dall’altra, a fare leva sulla tecnologia. Proprio rispetto a quest’ultimo fronte può ricordarsi che Openjobmetis ha lanciato un’applicazione denominata “Badaplus”. Una soluzione con la quale è possibile, ad esempio, definire il programma di lavoro dell’assistente domiciliare. In futuro, al di là della singola applicazione, la strategia è arrivare a costruire una piattaforma che permetta di gestire diversi servizi legati al “Family care”: dall’intervento del medico curante fino alla fornitura di prodotti necessari all’assistenza (ad esempio le bombole ad ossigeno). Il tutto al fine di espandersi in un settore che, a fronte dell’invecchiamento della popolazione italiana e della riduzione della spesa sanitaria, è in espansione. Oltre, poi, ad essere tipicamente slegato dalle bizze del Pil.

Il conto economico
Fin qui alcune considerazioni sulle possibili nuove mosse della società. Il risparmiatore, però, volge lo sguardo anche verso l’andamento contabile del gruppo. L’azienda, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i vertici, di recente ha pubblicato i dati del primo trimestre del 2019. I numeri, dopo un 2018 con fatturato e utile netto in rialzo, mostrano il calo sia dei ricavi che della redditività reported. Si tratta di un andamento che fa storcere il naso e induce dei dubbi. Soprattutto a fronte della stagnazione dell’economia italiana che non è un buon viatico per il mercato del lavoro. La società professa ottimismo e invita ad un’analisi più articolata. La discesa del fatturato, spiega Openjobmetis, è la conseguenza di una strategia voluta. I volumi sono diminuiti perchè è stata fatta una selezione sulle aziende-clienti: in primis rispetto alla loro corretta gestione degli effetti del “Decreto dignità”; e, poi, riguardo al merito di credito e ai tempi di pagamento delle medesime. In un simile contesto, afferma il gruppo, è ben vero da un lato che il Mol è calato; ma, dall’altro, il rapporto tra primo margine (margine industriale) e ricavi è salito. Un risultato quest’ultimo, dice l’azienda, dovuto all’incremento dei servizi e alla stessa selezione sui clienti.

Ciò detto, però, può ulteriormente obiettarsi che l’Ebitda margin è anch’esso diminuito. Corretto, sottolinea Openjobmetis. E tuttavia, viene ricordato, nel primo trimestre del 2018 non erano consolidate due società acquisite successivamente. Senza queste realtà la discesa dell’Ebitda margin sarebbe stata più contenuta. In conclusione l’azienda non vede particolari problemi con riferimento ai dati del primo trimestre.

Focus sui servizi
Ma non è solo una questione di numeri e bilanci. Essenziale è anche comprendere la dinamica del business aziendale. L’analisi, dapprima, richiede di ricordare l’oggetto sociale di Openjobmetis. L’attività principale dell’azienda, il cui titolo a Piazza Affari non è troppo scambiato e il risparmiatore fai-da-te deve quindi usare cautela, è la cosiddetta somministrazione di lavoro. Cioè: il lavoratore conclude un contratto di lavoro subordinato con il somministratore (Openjobmetis); il somministratore, a sua volta, stipula un’intesa con l’azienda/cliente che ha ad oggetto la missione del lavoratore. Il rapporto di lavoro è instaurato tra il lavoratore e Openjobmetis (obbligata alla retribuzione del “worker”). L’azienda/cliente, invece, deve pagare un corrispettivo al somministratore.

Ciò detto, la società è attiva anche negli altri servizi. Un’area cui possono ricondursi varie attività: dalla ricerca e selezione del personale alla sua formazione fino all’outplacement (ricollocazione professionale per chi è in un uscita da una società). Ebbene: proprio in questi altri servizi il gruppo, mantenendo il focus sulla somministrazione, punta ad accelerare. Il peso degli altri servizi sul primo margine, a fine del 2018, è stato dell’11,7%. L’obiettivo, nel medio periodo, è arrivare ad un’incidenza intorno al 20%. Insomma: Openjobmetis vuole ampliare e diversificare il business.

Già, diversificare il business. Ma in che modo? L’espansione organica è essenziale. Nel primo trimestre dell’anno la “Ricerca e selezione di personale” è salita del 35,5%, proseguendo lungo la strada di crescita del 2018 (+43%). A fine del 2019 il fatturato dovrebbe andare oltre 3 milioni per, poi, nel medio periodo arrivare intorno a 5 milioni. Quale, invece, la dinamica della formazione? Questa, nel 2018, è valsa un giro d’affari di 5,37 milioni (+0,5% sul 2017). Al 31/3/2019 la crescita, anno su anno, è stata del 2,2%. Qui, nel lungo periodo, Openjobmetis vorrebbe raddoppiare i ricavi. Vale a dire: generare circa 10 milioni di fatturato.

L’attività M&A
Al di là di ciò deve, tuttavia, ricordarsi che anche l’espansione per linee esterne dà il suo contributo. In generale il gruppo, nell’M&A, non guarda maggiormente all’area della somministrazione piuttosto che a quella degli «altri servizi». Tuttavia, in quest’ultimo settore le opportunità sono maggiori. Così nel radar dell’azienda (seppure allo stato attuale c’è nulla di concreto) ci sono realtà del mondo della formazione (nei comparti, ad esempio, della moda o degli hotel e ristoranti) oppure della “ricerca e selezione del personale”. Proprio su quest’ultimo fronte, nel 2018, è stata acquisita la piattaforma “Meritocracy” specializzata nella selezione del personale, in particolare per le professioni digitali.

Ebbene: il mondo della “digital transformation” è un altro focus aziendale. Openjobmetis, va ricordato, ha lanciato un’applicazione (Shakejob) che consente, via smartphone, l’incontro tra domanda e offerta per i cosiddetti “lavoretti” nel settore della ristorazione. Un’app cui ne è seguita un’altra ( “Agriforjob”) dedicata al settore delle attività stagionali nell’agricoltura.

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complessa. Il risparmiatore ricorda l’introduzione del “Decreto dignità” che, al di là delle valutazioni di merito, può costituire un limite allo sviluppo delle attività del gruppo nella “somministrazione del lavoro”. L’azienda non condivide il timore. La società ricorda da un lato che, per i contratti fino ad un anno, nulla è cambiato; e, dall’altro, che l’89% di quelli da lei gestiti è inferiore ai 6 mesi. Quindi per la grande parte della sua attività non c’è alcun impatto. Rimangono, viene spiegato, le situazioni di rinnovo dei contratti a termine e quelli superiori ai 12 mesi rispetto ai quali è nuovamente prevista la causale. Ebbene: con riferimento ad essi, dice Openjobmetis, lo sforzo, sfruttando la competenza acquisita nel passato, è solo di gestire correttamente le causali. Al di là di ciò, però, c’è il problema della conversione dei contratti a termine in tempi indeterminati. In questo caso, ribatte la società, per specifiche attività a valore aggiunto i lavoratori sono stati assunti a tempo indeterminato dalla stessa Openjobmetis mentre l’azienda/cliente ha continuato con la somministrazione. In conclusione il gruppo afferma che il “Decreto dignità” non crea particolari problemi. Analogamente al “Reddito di cittadinanza”, che non viene considerato produrre effetti negativi. La normativa infatti, spiega l’azienda, riguarda persone purtroppo in difficoltà che non rientrano nella potenziale domanda di lavoro da lei intercettata.

A fronte di questo contesto quali le prospettive sull’intero 2019? Il gruppo, consapevole che l’attuale esercizio è di consolidamento, afferma che, al netto di eventuali sconvolgimenti economico-finanziari, le strategie messe in atto consentono di ipotizzare un Mol in linea con il 2018.

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