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OpenZone accelera sull’energia green

Via alla nuova centrale hi-tech da 8 milioni per alimentare le 29 imprese del campus Zambon alle porte di Milano. Ogni anno -900 tonn. di petrolio

di Luca Orlando

2' di lettura

Un altro passo avanti per OpenZone, campus scientifico di Zambon alle porte di Milano, 37mila metri quadri che verranno completati entro il 2021, con un investimento complessivo di 65 milioni. Si sono infatti conclusi i lavori per la realizzazione della nuova centrale tecnologica , che si inserisce nel piano di espansione del campus della salute a Bresso. La nuova centrale, costruita in 12 mesi di lavoro con un investimento di otto milioni di euro, è la cabina di regia che regola i fabbisogni energetici dell’intera struttura e copre il fabbisogno di tutte le imprese inserite nel campus.

Il risultato, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie, è una riduzione attesa sia del consumo annuo di petrolio (- 900 tonnellate equivalenti), che delle emissioni di CO2 (pari a 800 tonnellate/anno), con una diminuzione dei costi del 40% circa rispetto ad una soluzione tradizionale.

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La nuova centrale tecnologica è stata equipaggiata con due pompe di calore ad alta efficienza di nuova generazione, affiancate alle due unità già installate, hanno elevato la potenza termica disponibile in configurazione geotermica a oltre 7.000 kW.
Ai quattro pozzi per acqua di falda ne sono stati affiancati altri quattro di nuova realizzazione, profondità 60 metri. La rete di distribuzione dell'energia elettrica è stata ampliata portando da una a tre il numero di cabine di trasformazione della tensione, che oggi viene distribuita a 23.000 volt e trasformata in prossimità delle utenze, migliorando così efficienza ed affidabilità.
I gruppi di continuità sono alimentati da un cogeneratore a gas funzionante per oltre 8.200 ore/anno e da due gruppi elettrogeni da 1.800 kW diesel, pronti all'avviamento in caso di blackout. Il gruppo di cogenerazione a gas è equipaggiato con un sistema di recupero del calore, il quale viene utilizzato per il riscaldamento invernale e la climatizzazione estiva degli uffici tramite degli scambiatori a recupero accoppiati ad un gruppo frigorifero ad assorbimento a bromuro di litio. Tutto il complesso è stato equipaggiato con regolatori elettronici industriali programmabili, consentendo la centralizzazione di tutti i parametri di funzionamento della centrale e delle sotto-centrali in un unico sistema di supervisione.

Il cammino di OpenZone prosegue ora con la realizzazione di due torri con spazi dedicati a laboratori di ricerca tecnologicamente avanzati e a progetti imprenditoriali per startup con soluzioni innovative nel campo della salute

Ad oggi, OpenZone è sede di 29 imprese tra cui importanti realtà biotecnologiche, farmaceutiche e di terapia genica avanzata, orientate alla ricerca e all'innovazione, dispone di 16.500 mq dedicati ad uffici, 10.500 mq di laboratori e ospita 600 persone, che raddoppieranno entro due anni.

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