Coronavirus

Operativi gli ammortizzatori sociali per le prime zone rosse e gialle

Istruzioni per le misure a sostegno di aziende e professionisti delle aree in cui si è sviluppato il contagio. Contributi rinviati fino al 30 aprile anche per il turismo

di Matteo Prioschi


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2' di lettura

Operativi gli ammortizzatori sociali che riguardano le ex zone rossa e gialla dell’emergenza coronavirus in vigore fino a i primi giorni di marzo. Inps, infatti, ha fornito le istruzioni attuative delle misure conteute nel decreto legge 9/2020 del 2 marzo e al contempo le indicazioni per la sospensione del versamento dei contributi previdenziali.

Le indicazioni sono contenute nelle circolari 37/2020 e 38/2020 da ritenersi comunque soggette ad aggiornamenti, come si legge nelle premesse, dato che il Governo sta mettendo a punto un nuovo decreto legge con misure più ampie sia per quanto riguarda i soggetti che i territori coinvolti. Del resto ormai tutta l’Italia è diventata zona arancione se non rossa.

Ammortizzatori
Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali è stata introdotta la causale coronavirus per la cassa integrazione ordinaria e l’assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale per le attività o i lavoratori situati negli 11 comuni della prima zona rossa (10 in Lombardia e 1 in Veneto). Procedure semplificate per l’accesso all’aiuto che può durare fino a 13 settimane. Al riguardo la circolare richiede alle sedi territoriali Inps di verificare l’effettiva collocazione delle unità produttive e dei dipenenti oggetto di richiesta di integrazione salariale.

Il decreto legge 9/2020 prevede inoltre la possibilità di trasformare l’eventuale Cigs già in corso in Cigo, di accedere alla Cig in deroga e un’ulteriore Cig in deroga su base regionale per Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Le prime due Regioni, nei giorni scorsi, hanno già sottoscritto i relativi accordi con le parti sociali per rendere fruibili tali misure. Passa dalle Regioni anche il contributo di 500 euro al mese per i lavoratori autonomi sempre delle zone rosse.

Sospensione contributi
La sospensione dei termini per i versamenti dei contributi riguarda le attività degli 11 Comuni inizialmente più colpiti e il settore turistico su base nazionale. A questo riguardo nella circolare 37 Inps elenca i codici ateco delle attività interessate. La sospensione opera fino al 30 aprile.

Confermata la sospensione anche per i datori di lavoro domestico della zona rossa, in particolare la scadenza relativa al pagamento dei contributi del primo trimestre 2020 (10 aprile). La sospensione del termine di versamento, se ricadente nel periodo interessato, opera anche per tutti i contributi pregressi dovuti dai datori di lavoro che, a fronte di comunicazione di assunzione, hanno ricevuto dall'Inps la lettera di accoglimento in cui viene indicato il termine di pagamento «entro 30 giorni dal ricevimento». In caso di cessazione del rapporto di lavoro, la scadenza del versamento, che deve essere effettuato entro 10 giorni dalla data di fine attività, è oggetto di sospensione se ricade entro il 30 aprile 2020.

Per approfondire:
Il decreto coronavirus può salire a 15-16 miliardi

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