Sondaggio Assiom Forex

Operatori cauti dopo i rally di Borsa ma ora si punta su una vera svolta dell'economia

Sondaggio in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor realizzato in occasione della 47esima edizione del Forum Ambrosetti. Il rapporto euro/dollaro sarà dinamico in attesa del tapering della Federal Reserve

Powell "Variante Delta non preoccupa, il lavoro sta ripartendo"

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Maggiore cautela sulle prospettive di borsa dopo i rally degli ultimi mesi ma al tempo stesso un’ampia fiducia di fondo che l’Italia, esaurita questa fase di straordinario rimbalzo economico (+17,3% nel secondo trimestre rispetto a un anno fa), possa finalmente imboccare un cammino di crescita strutturalmente più forte grazie ai fondi europei e al programma di riforme concordato con Bruxelles. Sono queste le principali risultanze del sondaggio condotto da Assiom Forex fra i suoi associati in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor in un contesto che rimane condizionato dall'incertezza legata all’evoluzione della pandemia, realizzato in occasione della 47esima edizione del Forum Ambrosetti.

Dopo i rally aumenta la prudenza sull’orizzonte dei mercati

Rispetto a un mese fa, il sondaggio di agosto riflette infatti una stabilizzazione delle attese sull’andamento dei mercati nei prossimi mesi. Nello specifico scende dal 66% al 45% la percentuale di quanti si attendono nuovi rialzi degli indici mentre sale dal 6% all’11% il campione di quanti mettono ora in conto ribassi, che per il 2% potrebbero essere in doppia cifra. Si attesta infine al 44% dal 28% di trenta giorni fa la percentuale di quanti attendono mercati stabili. “La corsa storica degli indici azionari mondiali – spiega il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio - sta iniziando a far risuonare qualche sirena di allarme, ragione per cui non stupisce che una rilevante percentuale di operatori si sia espressa in agosto per un assestamento dei valori sui livelli attuali. Le incertezze legate da una parte alla crescita dell’economia mondiale e all’insufficienza di materie prime in alcune nicchie industriali con conseguenti pressioni inflazionistiche e, dall’altra, la minaccia alla ripresa rappresentata dalla recrudescenza del Covid, stanno altresì generando nuove riflessioni all’interno dei consigli delle banche centrali, tanto che non sorprenderebbe vedere una roadmap sul tapering da parte della Fed prima della fine dell’anno”. Possibilità che è stata in effetti messa sul tavolo dal presidente della banca centrale Usa Jerome Powell nel suo intervento a Jackson Hole dove ha aperto le porte a un possibile avvio del processo di riduzione degli acquisti di asset pur sottolineando come rimangano diversi elementi di incertezza di cui dover tenere conto.

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Rapporto euro/dollaro dinamico in attesa del tapering Fed

E’ proprio in virtù di una prossima, probabile divergenza fra le politiche monetarie tra le due sponde dell’Atlantico, che gli operatori ritengono possibile, sul fronte dei cambi, un impatto sul rapporto di forze fra l’euro e il dollaro. Secondo il 30% del campione, la divisa comune si rafforzerà rispetto al greenback mentre sul fronte opposto un rafforzamento del dollaro è atteso dal 24% degli operatori. Resta in ogni caso maggioritaria al 46%, ma in calo dal 64% di luglio, la percentuale di quanti si attendono una sostanziale stabilità del cross sui valori attuali, ovvero attorno alla soglia di 1,2.

Spread stabile grazie alla garanzia Bce

L’impegno della Bce a mantenere condizioni di finanziamento favorevoli a lungo promette anche condizioni molto favorevoli per il mercato del debito sovrano. Su questo fronte, il 98% complessivo degli operatori ritiene che lo spread rimarrà stabilmente sotto i 150 punti con un 26% che lo vede scendere fra i 50 e i 100. Un mese fa una discesa nella fascia inferiore era attesa dal 28% degli operatori mentre il 69% prevedeva un’oscillazione stabile fra i 100 e i 150 punti. Scende infine dal 3% al 2% la percentuale di quanti non escludono nuove fiammate dello spread tali da portarlo oltre la soglia dei 150 punti.

Per 67% operatori non si tornerà alla crescita zero virgola

Il sondaggio infine fa affiorare il crescente ottimismo sulle prospettive di crescita dell’economia italiana nel lungo periodo. “Per il 67% degli intervistati - spiega Mocio - l’Italia crescerà stabilmente grazie agli investimenti finanziati con il programma Next Generation Eu, che potrebbe rappresentare un vero e proprio motore di rilancio per la ricchezza del nostro Paese, in grado altresì di superare dubbi e pregiudizi legati all’elevato debito pubblico e al basso livello di competitività”. Ostacoli questi ultimi che invece rimangono per il rimanente 33% degli operatori una zavorra per le prospettive di lungo periodo dell’economia italiana che, superato questo momento di forte rimbalzo, rischia di tornare alla crescita anemica del passato non riuscendo a sfruttare appieno l’opportunità offerta anche dal Recovery Fund.

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