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Operatori immobiliari: sì alla riapertura dei Navigli

di Emiliano Sgambato

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(Olycom)


1' di lettura

Sette operatori del real estate su dieci giudicano la riapertura dei Navigli come un valore aggiunto per Milano. Secondo un sondaggio sui trend emergenti nel capoluogo lombardo, presentato ieri da Sigest, solo il 31% degli interpellati vede con scetticismo l’iniziativa considerando i possibili lavori «invasivi e costosi senza alcun beneficio concreto».

Sul futuro dell’area Città Studi, il 69% ritiene che l’assetto della zona dovrebbe prevedere principalmente la creazione di uffici e abitazioni, mentre un quarto degli intervistati considera «più probabile un mix – recita una nota – tra settore pubblico e amministrativo». Quasi tutto il campione (l’84%) ritiene che la Brexit rappresenti «un trampolino per la città di Milano». Maggiore divergenza invece sulle criticità che frenano «l’affermarsi della locazione residenziale come nuovo asset class»: il 20% del campione imputa le colpe principalmente alla fiscalità e un altro 20% alla difficile gestione della morosità; altri elementi negativi sono la mancanza di prodotto, la gestione e la disponibilità di dati.

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«La locazione residenziale è un punto determinante della discussione – commenta Vincenzo Albanese, Ceo Sigest – da cui emerge chiaramente il bisogno di strutturarsi quanto prima per andare incontro a una domanda di affitti brevi in costante crescita, non solo in chiave turistica».

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