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Operatori ottimisti su borsa e spread, non convince il progetto Libra

Migliorano le prospettive sui mercati finanziari per la seconda metà del 2019 grazie a una politica monetaria ultra-accomodante che si sta traducendo anche in un deciso restringimento dello spread. Gli operatori bocciano invece in maniera netta la nuova moneta virtuale di Facebook che al momento non sembra fornire sufficienti garanzie in termini di sicurezza e lotta al riciclaggio di denaro sporco.

di Corrado Poggi


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3' di lettura

E’ improntato decisamente al sereno l’orizzonte di borsa dei prossimi sei mesi. E’ quanto emerge dal sondaggio di luglio condotto da Assiom Forex tra i suoi associati in collaborazione con il Sole 24 Ore Radiocor: se a giugno il numero di quanti si attendevano mercati in crescita o quanto meno stabili era all’82%, ora questa percentuale combinata sale all’85%. Scende di conseguenza al 15% la percentuale degli operatori che prevede ribassi nei prossimi sei mesi con un 1% che ipotizza cali superiori al 10%. Nello specifico, il 46% (da 41%) degli operatori si attende mercati stabili, una definizione che include variazioni massime del 3% sia al rialzo che al ribasso, mentre il 39% (da 25%) si attende rialzi che per il 3% del campione saranno molto sensibili, superiori al 10% nell’arco del secondo semestre 2019. «La calma apparente dei mercati, che proseguono il rimbalzo ormai dall’inizio dell’anno, e la comfort zone creata dalle banche centrali, che continueranno a fornire liquidità al sistema per un periodo certamente non breve – ha commentato il presidente del Assiom Forex, Massimo Mocio - rappresentano aspetti che condizioneranno positivamente il comportamento degli operatori nei prossimi mesi».

Cambi: 52% operatori vede euro stabile
Un rapporto euro/dollaro stabile in un contesto di politica monetaria accomodante ai due lati dell’Atlantico. E’ quanto prevede il 52% (da 41% un mese fa) degli operatori che hanno preso parte al sondaggio mentre scende sensibilmente la percentuale di quanti mettono in conto un rafforzamento dell’euro, atteso ora dal 24% degli intervistati contro il 36% di un mese fa. Identica percentuale del 24% per quanti invece si attendono un ulteriore indebolimento dell’euro anche nell’ottica dell’introduzione di nuove misure di politica monetaria altamente accomodante da parte della Bce come indicato dal presidente Mario Draghi nella conferenza stampa di giovedì scorso. Al tempo stesso sulle quotazioni del dollaro peserà il nuovo orientamento accomodante adottato dalla Federal Reserve che ieri ha tagliato i tassi di interesse per la prima volta dal 2008 di 25 punti base a 2-2,25%.

Spread: si attenuano tensioni, per 69% rimarrà sotto 250 punti
Migliorano sensibilmente le prospettive per l’andamento dello spread nei prossimi mesi. La grande maggioranza degli operatori (il 62% esattamente) prevede infatti ora che il differenziale fra Btp a 10 e Bund di analoga durata resterà in maniera stabile sotto quota 200 punti: più precisamente il 59% degli operatori lo vede oscillare fra i 150 e i 200 punti mentre per il 3% è probabile che scenderà sotto quota 150 punti. Secondo un altro campione del 30% invece il differenziale oscillerà fra i 200 e i 250 punti mentre per un ulteriore 8% si tornerà fra i 250 e i 300 punti. A determinare un forte ridimensionamento delle aspettative – un mese fa l’85% degli operatori vedeva il differenziale stabile sopra quota 200 punti – sono state le decisioni prese la scorsa settimana dal consiglio direttivo Bce che ha aperto la porta a tassi più bassi nel prossimo futuro. Nei prossimi mesi è inoltre atteso il lancio di nuove misure di politica monetaria fra le quali una possibile riedizione del quantitative easing.

Libra: 96% operatori la boccia, troppi rischi e incertezza
E’ una specie di plebiscito quello degli operatori di Assiom Forex su Libra, la moneta virtuale presentata nelle scorse settimane da Facebook e che promette (o minaccia) di cambiare radicalmente il futuro dei sistemi di pagamento. Il 96% degli operatori ritiene infatti che al momento gli aspetti negativi circa il lancio di Libra prevalgano su quelli positivi. In particolare per il 28% dei rispondenti Libra rappresenta uno sviluppo preoccupante perché implica dei rischi mentre per il 68% l’impatto e le conseguenze del suo utilizzo sono ancora tutte da capire. Dunque ancora prematuro affrontare in concreto il tema di un suo utilizzo. Secondo il rimanente 4% invece Libra rappresenta senza dubbio il futuro per gli scambi commerciali a livello globale. Sul tema si è espresso giovedi scorso lo stesso Mario Draghi. «C'è chiaramente molto interesse per questo sviluppo - ha detto Draghi - ma anche la valutazione unanime in sede di G7 che vi sono molti elementi di preoccupazione che vanno affrontati come la cyber security, il riciclaggio di denaro sporco, il finanziamento al terrorismo e il possibile uso per scopi criminali, il tutto legato all'anonimato di questo strumento. Tutti questi timori, incluso il rischio di evasione fiscale e di minaccia alla stabilità finanziaria e al sistema globale dei pagamenti che devono essere affrontati prima che vi possa essere un interesse reale e genuino da parte dei regolatori».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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