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Operatori vedono sereno per borsa e spread. Piena fiducia in operato Bce

Sebbene in lieve calo rispetto a un mese fa, rimane forte l'ottimismo sulle prospettive dei mercati e anzi sale il numero di quanti si attendono rialzi in doppia cifra in coincidenza con i progressi della campagna di vaccinazione. Resta inoltre sotto controllo lo scenario relativo allo spread e il 78% degli operatori esclude un restringimento sensibile delle condizioni di finanziamento.

di Corrado Poggi

(frenk58 - stock.adobe.com)

3' di lettura

Il barometro di Piazza Affari continua a puntare al sereno e per i prossimi mesi la maggioranza degli operatori punta su nuovi rialzi che potrebbero anche essere molto sensibili. E’ quanto emerge dal sondaggio di marzo condotto da Assiom Forex fra i suoi associati in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor. Nel complesso infatti il 59% degli operatori si attende nuovi guadagni per la borsa di Milano e per il 9% questi rialzi saranno in doppia cifra. Un mese fa gli ottimisti erano il 66% ma solo il 3% si attendeva rialzi superiori al 10%. Sale nel mese al 28% dal 21% il campione di quanti prevedono mercati stabili mentre rimane ferma al 13% la percentuale di quanti vedono ribassi, che per l’1% potrebbero essere molto sensibili.“L’ottimismo degli operatori finanziari sull’andamento della Borsa per i prossimi sei mesi non sembra scalfito dalla doppia velocità che Europa e Stati Uniti stanno sviluppando in reazione ai nuovi corsi della pandemia – spiega il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio - Se da un lato, infatti, la maggior parte dei Paesi europei continua a rimanere nella morsa del Covid, la cui terza ondata si sta rivelando particolarmente critica da debellare e con piani vaccinali che ritardano il raggiungimento dell’immunità di gregge, dall’altra la forte spinta in arrivo dagli Stati Uniti, che nel mese di marzo hanno visto rafforzare sia gli indici sull’occupazione che la fiducia nella campagna vaccinale, stanno rappresentando un elemento importante di supporto. Il quadro che emerge non esclude dunque, nemmeno per il Vecchio Continente, la possibilità di vedere gli indici borsistici mettere a segno nuovi rialzi entro la fine dell’estate.

Cambi: direzione incerta per l’euro, 34% operatori vede rialzi, 29% cali

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E’ uno scenario improntato all’incertezza quello che viene delineato dal sondaggio per quanto riguarda il mercato dei cambi. Se un mese fa una solida maggioranza del 53% vedeva il cross euro/dollaro destinato a rimanere stabile, ora questo campione scende al 37% mentre salgono sensibilmente i due opposti. Per il 34% degli operatori (da 30%) infatti l’euro tornerà a salire dopo aver toccato quota 1,20 dollari nelle scorse settimane prima di ritracciare leggermente. Di questo 34%, un 1% prevede rialzi molto significativi per l’euro, in calo dal 2% di un mese fa. Sul fronte opposto sale dal 17% al 29% la percentuale di quanti vedono all’orizzonte un indebolimento dell’euro a fronte di un dollaro che dovrebbe trarre spunto da una ripresa economica che si preannuncia più forte del previsto.

Spread: per 60% operatori stabile sotto 100 pt, 33% lo vede a 100-150

Il differenziale fra Btp a 10 anni e Bund di analoga durata è destinato a rimanere ampiamente sotto controllo nel corso dei prossimi sei mesi. Rispetto a un mese fa, tuttavia, cala di 9 punti, dal 69% al 60%, il campione di quanti vedono il differenziale rimanere stabilmente fra i 50 e i 100 punti mentre sale dal 26% al 33% la percentuale di quanti mettono in preventivo un galleggiamento nella fascia compresa fra i 100 e i 150 punti. Il 7% infine (da 5%) non esclude un superamento di quota 150 punti sulla scia dell’aumento generalizzato dei rendimenti dei bond a lungo termine causato dalla crescita più rapida del previsto dell’inflazione. Secondo Bce e Fed tuttavia questi aumenti dei prezzi sono di natura transitoria e destinati a rientrare nei prossimi mesi.

Piena fiducia nelle misure Bce per mantenere condizioni finanziamento favorevoli

La Bce riuscirà a impedire che eventuali fiammate dell’inflazione possano comportare un restringimento delle condizioni di finanziamento. E’ quanto ritiene il 78% degli operatori secondo cui gli aumenti dell’inflazione sono temporanei e la Bce, tramite gli acquisti del Pepp, riuscirà a mantenere bassa la curva dei rendimenti. Secondo il rimanente 22%, invece, nonostante l’impegno della Banca centrale europea a mantenere condizioni di finanziamento favorevoli anche attraverso un sensibile aumento degli acquisti netti in ambito Pepp, il trend al rialzo dei rendimenti ormai è difficile da frenare e potrebbe dunque accelerare nel lungo periodo.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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