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Inchiesta sanità lucana, indagati il presidente della Regione Vito Bardi e il neosenatore Gianni Rosa

L’indagine coinvolge un centinaio di persone, tra cui diversi esponenti della Regione Basilicata

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3' di lettura

Maxi-inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza, condotta da Polizia e Carabinieri, che riguarda principalmente il settore della sanità lucana. Coinvolto Gianni Rosa, eletto al Senato con Fratelli d’Italia alle Politiche dello scorso 25 settembre, ex assessore all’ambiente della Regione Basilicata dalla primavera del 2019 allo scorso mese di febbraio. Coinvolta pesantemente l’attuale giunta lucana: tra gli indagati il presidente della regione Basilicata, Vito Bardi, insieme a tre altri esponenti: gli assessori Francesco Fanelli (ex all’agricoltura, ora alla sanità) e Donatella Merra (infrastrutture), entrambi della Lega, e a Francesco Cupparo (Forza Italia), assessore all’agricoltura della Regione e in precedenza al lavoro e allo sviluppo.
Tra i soggetti ad indagine anche il capogruppo di Forza Italia in Regione Basilicata, Francesco Piro, arrestato a Lagonegro, provincia di Potenza, e la sindaca della cittadina lucana, Maria Di Lascio, anche lei di Forza Italia. Piro è stato condotto in carcere, Di Lascio si trova ai domiciliari.

Il presidente della Regione Vito Bardi (Forza Italia) è indagato a piede libero ma non raggiunto da misure cautelari. Eseguite, invece, misure nei confronti di altri amministratori. Obblighi di dimora nei loro Comuni sono stati notificati a Francesco Cupparo e al consigliere regionale Rocco Luigi Leone (ex assessore alla sanità con Forza Italia, poi passato a Fratelli d’Italia con cui riveste il ruolo di consigliere). Divieto di dimora a Potenza e interdittiva all’esercizio di funzioni pubbliche per Giuseppe Spera, ex direttore amministrativo dell’Asp di Potenza e attuale direttore generale dell’azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza.

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Indagini su ospedali e tamponi Covid

Diversi i filoni investigativi, tra cui quelli legati alla costruzione dell’ospedale unico per acuti di Lagonegro (un investimento di edilizia sanitaria di 70 milioni di euro), alle nomine di personale medico e paramedico del nosocomio San Carlo e alle ultime tornate elettorali che si sono svolte nell’area sud della Basilicata. Tra i filoni dell’indagine anche la gestione dei kit tampone per rilevare la presenza del Covid nell’ambito della prima ondata e del primo lockdown. Secondo l’ipotesi accusatoria, esponenti dell’amministrazione regionale, a differenza degli altri cittadini, accedevano ai controlli anche senza avere i presupposti per potervi accedere.

I reati ipotizzati, a vario titolo, sono quelli di induzione indebita, corruzione, tentata concussione, traffico di influenze e abuso d’atti d’ufficio. Le indagini della Procura di Potenza sono andate avanti per oltre due anni.

Dda, «Il capogruppo FI Basilicata Piro aveva relazioni con i clan»

Il capogruppo di Forza Italia nel consiglio regionale della Basilicata, Francesco Piro, aveva «relazioni con esponenti della locale criminalità organizzata». Secondo la Dda di Potenza, «non di rado per raggiungere proprie finalità personali, politiche ed elettorali, e a scopo intimidatorio, ostentava ai suoi interlocutori i suoi asseriti collegamenti con contesti criminali calabresi».

Perquisiti l’ufficio di Bardi e l’ospedale San Carlo

Una perquisizione è stata fatta nell’ufficio del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, a cui è stato chiesto di consegnare il cellulare. Bardi sarebbe estraneo alla parte dell’inchiesta che riguarda la costruzione del nuovo ospedale di Lagonegro, mentre sarebbe coinvolto in una “segnalazione” per un militare della Guardia di Finanza (Bardi è stato in passato vicecomandante generale delle fiamme gialle). Altre perquisizioni di Carabinieri e Polizia sono avvenute nella stessa sede della Regione, in viale Verrastro, e nell’ospedale San Carlo, il più importante della Basilicata.

Bardi: vado avanti, collaborerò con gli inquirenti

«Si va avanti in un momento di crisi senza precedenti»: lo ha detto il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito Bardi. «Sono come sempre disponibile a collaborare con gli inquirenti per chiarire ogni aspetto», ha aggiunto Bardi. Fonti vicine al governatore lucano hanno inoltre sottolineato che le delibere oggetto dell’inchiesta «sono atti pubblici, approvate senza secondi fini». Per quanto riguarda i tamponi, Bardi ha sottolineato di «non aver ricevuto alcun favore».

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