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Operazione mari puliti: l’istituto Dorhn sul Vettoria scandaglia il Tirreno calabrese

Il battello oceanografico dell’istituto analizza le acque e le campiona per rintracciare gli elementi inquinanti dei tratti costieri calabresi

di Donata Marrazzo

(mRGB - stock.adobe.com)

3' di lettura

«Il mare comincia da terra. Se abbandoniamo al degrado e all'incuria le montagne, i fiumi, i fossi e i torrenti, se le fogne scaricano a 100 metri dalla riva, se riversiamo liquami o lasciamo che le tubature dei depuratori si deteriorino, il risultato è un disastro». Silvio Greco, fra i biologi italiani più autorevoli, originario di Vibo Valentia e direttore della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, che ha una sede anche ad Amendolara, nell’Alto Ionio cosentino, è sul battello oceanografico Vettoria che sta setacciando il Tirreno da Tortora a Nicotera per restituire definitivamente mare pulito alla Calabria. Regione, in cui, su quel tratto di costa, sventolano anche diverse bandiere blu: Tortora, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Santa Maria del Cedro, Diamante. Le altre, e sono 12, sullo Ionio, da Roseto Capo Spulico a Siderno.

Le ricerche dell’istituto Anton Dohrn in Calabria

Il suo istituto, che è ente pubblico di ricerca (inserito di recente nella top ten per la biologia marina mondiale), ha firmato un accordo con la Regione per mappare i depuratori e verificarne il funzionamento, procedendo ad accurate campionature delle acque, dei fanghi e della sabbia per rintracciare batteri, virus e altri organismi. A disposizione della ricerca, un plafond di circa 1 milione di euro a esclusiva copertura delle spese.

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Biologi, capitanerie e procure per salvare il mare

Un’operazione mai condotta prima, che va di pari passo con gli interventi già avviati dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e, nello specifico, della Procura di Vibo Valentia e di quella di Lamezia (con sequestri e attività di controllo giudiziario su insediamenti industriali inquinanti). Coinvolte anche le capitanerie di porto, guidate, da qualche mese, da Giuseppe Sciarrone. L’obiettivo è «contrastare il fenomeno dell'inquinamento delle acque interne e del mare». Il problema è sempre a monte e spesso a causarlo sono infrazioni e reati. «Si è concordata con la procura di Vibo Valentia una strategia di intervento comune e si è istituito, a cura della Regione, un tavolo tecnico che sta cambiando l’approccio alla problematica dell’inquinamento da cattiva depurazione», ha affermato il procuratore capo di Lamezia Terme Salvatore Curcio.

Pompe carrellabili, condotte malfunzionanti, fogne a mare

«Anche un temporale in Sila può diventare una bomba ecologica. Il mare è un corpo ricevente e risente dei danni arrecati a tutto l’ecosistema», spiega Greco. E chiama in causa anche la gestione del turismo, con lidi e villaggi che il più delle volte scaricano a mare: «Lo fanno nottetempo, con pompe carrellabili, mentre invece dovranno dotarsi di depuratori», aggiunge il biologo. Nella provincia di Vibo Valentia, all’altezza di Bivona, in piena Costa degli Dei, è stato chiuso il torrente Sant’Anna: «Si trattava di una fogna che ora è stata convogliata nel depuratore di Porto Salvo. I risultati sono già tangibili, ancora qualche giorno e il mare tornerà cristallino», assicura Greco. Individuate criticità anche nell'area di Gioia Tauro con una condotta che perde in due punti, a 100 metri dalla costa.

Gli interventi urgenti

«Bisognerà procedere alla sostituzione o alla riparazione delle condotte marine, la cui funzione è quella di disperdere a largo, con le correnti che fanno da diffusori, il materiale trattato, senza batteri», aggiunge lo scienziato vibonese che ha scandagliato i fondali con un “rov”, veicolo autoguidato con cinque telecamere, con cui è possibile fare osservazione diretta dell'ambiente marino. «In molti casi ci sono impianti malfunzionanti, con le turbine delle pompe di sollevamento bruciate, in cui abbiamo trovato sabbia e fanghi fino a 100 tonnellate – prosegue –. Sarà necessario cambiare le pompe, ripulire il materiale accumulato ed eseguire la pulizia di fossi e torrenti. Alla fine della ricerca consegnerò i risultati alla magistratura».

L'ordinanza del governatore Occhiuto

Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha preso di petto il problema emanando un’ordinanza per sostituirsi ai comuni e alle società di gestione dei depuratori «per smaltire in loro vece e in loro danno i fanghi di depurazione. Nel tratto di mare che va da Nicotera a Tortora – assicura – già da questa estate i risultati saranno apprezzabili».

I danni dell’agricoltura costiera

Rappresenta un problema anche l’agricoltura costiera. «I concimi utilizzati causano spesso l’eutrofizzazione – sottolinea ancora il biologo calabrese – Nei sedimenti marini abbiamo trovato nutrienti come i nitrati che sono inquinanti e producono l'effetto dell'acqua verde».

Corallo rosso e nero nella secca dell'Amendolara

Ma Silvio Greco già guarda all'estate con ottimismo: «Riparati i danni, presto avremo un mare caraibico. Il mare ha una straordinaria capacità di resilienza, e lo dimostra la biodiversità dei fondali dello Stretto, del Tirreno e dello Ionio calabrese, fra le più ricche d’Italia. Di recente abbiamo scoperto nella secca dell’Amendolara colonie di corallo rosso e nero mai segnalate prima». Nel punto esatto in cui la ninfa Calipso, come narra Omero, trattenne Ulisse prima del suo ritorno a Itaca.

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