Calabria

Opere del Gagini come Ponte verso la Sicilia

IL Museo diffuso

di Donata Marrazzo

 Madonna del Pilerio a Sinopoli

2' di lettura

Un ponte sullo Stretto sì, ma ideale, anzi culturale, che unisce le sponde di Calabria e Sicilia con la creazione di un museo diffuso tra le due regioni dedicato allo scultore Antonello Gagini, grande interprete del Rinascimento insieme alla sua famiglia e alla sua scuola.
Un'idea che avvicina territori, sensibilità, arte e storia, da Bagaladi ad Acireale, da Sinopoli a Bronte, da Vibo Valentia a Caltagirone, da Palizzi a Catania: luoghi che la cultura potrà valorizzare e rilanciare anche turisticamente. Grazie alle Madonne del Pilerio, del Popolo, della Visitazione, dell'Assunta, della Neve, della Catena, del Soccorso, della Montagna, del Bosco, in Trono e con Bambino. E ad altri gruppi marmorei, che guidano alla scoperta del più importante scultore siciliano del ’500, anche architetto, nato a Palermo da padre a sua volta scultore, attivo in tutta l’isola ma anche nel Sud della Calabria, così vicino nello stile a Michelangelo con cui collaborò nella sua bottega romana.
«Abbiamo voluto creare un suggestivo itinerario culturale alla riscoperta dei capolavori del Gagini, mettendo insieme due progetti, finanziati dall'assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e dal Parco Nazionale dell'Aspromonte, valorizzando il patrimonio scultoreo rinascimentale presente tra le due sponde dello Stretto di Messina», spiega lo storico dell'arte Pasquale Faenza, direttore del museo della Lingua greca calabra di Bova, intitolato al filologo tedesco Gerhard Rohlfs, e curatore di Rinascimento d'Aspromonte, progetto per una rilettura scientifica, divulgativa e turistica di un'epoca che ha lasciato al Sud tracce indelebili. L'iniziativa sarà presentata in primavera a Catania, nell'ambito di un convegno dedicato al Gagini, organizzato dalla Soprintendenza dei Beni culturali - in collaborazione con quella per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia - e sancirà un gemellaggio fra Calabria e Sicilia.
«Il nostro progetto “Rinascimento d'Aspromonte”, grazie al quale è possibile già sperimentare la fruizione dello straordinario patrimonio scultoreo presente nei piccoli borghi mediante delle audio guide e qr-code, incontra “Sicilia terra di approdi” per raccontare la storia di una grande famiglia di scultori, il cui merito è stato quello di aver divulgato nelle due regioni i linguaggi rinascimentali sperimentati agli albori del XV secolo nelle grandi città italiane, da Firenze a Napoli, da Milano a Roma. Una storia – conclude Faenza- che vede protagonisti anche committenze e soprattutto la fitta rete di interessi economici e culturali che tra Quattro e Cinquecento hanno fatto di Calabria e la Sicilia una sola terra».

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