Dibattito pubblico

Opere Pnrr, al via la corsia veloce, a Trento No Tav subito in campo

Con la circonvallazione Fs (13 chilometri e 961 milioni di costo) debutta la procedura per le grandi infrastrutture che prevede tempi contingentati. Il dissenso sul territorio primo banco di prova

di Giorgio Santilli

(Adobe Stock)

3' di lettura

Dibattito pubblico in formato Pnrr al debutto con la circonvallazione ferroviaria di Trento: in 45 giorni si dovrà chiudere la procedura che impone la consultazione dei territori e la risposta alle osservazioni avanzate da cittadini e associazioni. Subito in campo nel confronto territoriale alcuni gruppi di No Tav che si oppongono radicalmente all'opera e alcuni comitati di cittadini che si oppongono al tragitto proposto da Rfi e sono favorevoli alla variante detta «Destra Adige». Per questo genere di conflitti sul territorio il dibattito pubblico sarà uno straordinario banco di prova.

Banco di prova per le corsie veloci previste da decreto semplificazioni Pnrr

Ma questo primo dibattito pubblico sarà un banco di prova più complessivamente per le procedure speciali e per le corsie veloci previste dal decreto semplificazioni Pnrr per approvare in tempi rapidi tutte le autorizzazioni necessarie a far partire i progetti e gli appalti. Le opere Pnrr hanno una tabella di marcia rigida che non può essere dilatata in alcun modo. All'interno di questa tabella di marcia andranno accolti anche eventuali miglioramenti del progetto.

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I pareri

Con il dibattito pubblico, il progetto della Circonvallazione di Trento è stato mandato anche al Consiglio superiore dei lavori pubblici (che dovrà pronunciarsi entro pochi giorni con il comitato speciale Pnrr insediato a fine ottobre), alla conferenza di servizi, che dovrà raccogliere pareri e autorizzazioni, alla Valutazione di impatto ambientale (Via) e alla Sovrintendenza per la verifica preventiva dell'interesse archeologico. «Contiamo di rispettare i tempi previsti - dice il commissario dell’opera, Paola Firmi (Rfi) - ottenendo tutti i pareri entro i primi mesi del 2022 , per poi appaltare l’opera e consegnare le prestazioni (la redazione del progetto esecutivo, ndr) entro la fine del 2022». Anche per Rfi quello di ieri è stato un vero esordio con il dibattito pubblico «che - dice Firmi - ha per obiettivo proprio di prestare ascolto e rispondere a tutte le osservazioni che saranno presentate». Quanto alla proposta di deviazione del tragitto alla destra dell’Adige, condivisa da alcuni comitati di cittadini, Firmi ha ricordato che «il progetto non nasce oggi, ma ha una lunga storia, dal 2003, nel corso della quale molte opzioni alternative sono state prese in considerazione e valutate dopo un’attenta analisi». Sull’attuale tragitto convergono il comune e la provincia di Trento «ma - dice ancora Firmi - prenderemo comunque in considerazione le proposte che ci saranno presentate, anche se dobbiamo rilevare che c’è un consenso forte di tutte le istituzioni su questo progetto».

Uno dei tre lotti della linea di accesso sud alla Galleria di base del Brennero

La circonvallazione di Trento è uno dei tre lotti della linea di accesso sud alla Galleria di base del Brennero e di quadruplicamento della linea Fortezza-Verona sull’asse ferroviario Monaco-Verona. Si tratta del lotto 3A, che presenta un costo di 961 milioni e prevede la realizzazione di una linea di 13 chilometri in gran parte interrata e dedicata prevalentemente al traffico merci. Il progetto, che prevede anche la bonifica parziale di un’area a nord della città con l’asporto di 48mila metri cubi di terre contaminate, consente lo sviluppo di altri due progetti: il progetto NorduS, con il raddoppio della linea Trento-Malé fino al nuovo ospedale, e l’interramento della linea esistente e della stazione di Trento, liberando terreni nel centro città per un progetto di riqualificazione urbana.

Proprio questo aspetto di ulteriore sviluppo del progetto in chiave di riqualificazione urbana ha evidenziato il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, che nei giorni scorsi era stato oggetto di alcuni attacchi da parte dei No Tav. All’avvio del dibattito hanno partecipato anche il presidente della Provincia, Massimo Fugatti, il coordinatore del dibattito pubblico, Andrea Pillon, la presidente della commissione nazionale per il dibattito pubblico, Caterina Cittadino, e il viceministro per le Infrastrutture, Teresa Bellanova.

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