audizione su sbloccacantieri

Opere prioritarie, Giovannini: «Impegnati a velocizzare le procedure»

Serve una transizione economica più competitiva, ma rispettosa dell’ambiente, ha detto il neo ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili

di Nicoletta Cottone

Giovannini: “Italia in ritardo sul sentiero di sviluppo sostenibile”

3' di lettura

La prima parola pronuciata dal neo ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, è stata «celerità». É necessario «stimolare tutte le azioni possibili che consentano di velocizzare procedure che a ora non sono state attuate nei tempi previsti inizialmente». Dinanzi alle commissioni congiunte riunite Ambiente e Trasporti della Camera e Lavori pubblici del Senato il ministro in audizione ha parlato delle 58 opere «particolarmente importanti e significative» legate allo Sbloccacantieri, per un importo che a regime prevede finanziamenti per 65-70 miliardi. L’audizione si è svolta nell'ambito dell’esame del nuovo testo dello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che individua gli interventi infrastrutturali necessari ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 32/2019 (atto n. 241).

L’elemento rapidità non è solo formale, ma consente di dare un lavoro a chi lo sta cercando

L’elemento di rapidità non è solo formale, ha detto il ministro, ma consente di dare lavoro a chi disperatamente lo sta cercando. ha ricordato che la norma prevede che entro 30 giugno 2021 debbano essere emanati uno o più decreti. «Quindi avremo una seconda opportunità per nuovo decreto.Quindi ragionevolmente come presidenza del Consiglio dovremo sottoporre la bozza proposta del Dpcm entro il 30 aprile e poi dovremmo correre molto per assicurarsi di avere la firma. Il 30 aprile è fondamentalmente domani ed è la data che abbiamo impresso nelle nostre stanze ogni mattina. Il 30 aprile è anche la data entro la quale va presentato il piano di ripresa e resilienza alla Commissione Europea».Iniziare a lavorare subito, quindi, ha detto nella replica, «per evitare che si incagli il secondo decreto, perchè non c’è più la possibilità di slittare. Lì c’è una data tagliola: il 30 giugno».

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Relazione trimestrale al Parlamento sull’andamento degli interventi

Il ministro ha quindi chiesto di procedere rapidamente all’emissione del parere sul primo atto di governo e poi integrare con il secondo atto. E lo ha chiesto a deputati e senatori di maggioranza e opposizione. E ha promesso una relazione trimestrale sull’andamento degli interventi. Sulla Tirrenica non compresa nell’elenco, su sollecitazione di parecchi deputati e senatori, ha ricordato che la strada non è stata inserita nell’elenco delle 58 opere perchè «c’è il problema del trasferimento delle competenze da Sat ad Anas». Problema che rappresenta un ostacolo per procedere rapidamente.

Opere per 22 mld al Nord, 18 al Centro e 27 al Sud

«Faremo tutte le azioni possibili per velocizzare le procedure. Stiamo discutendo di 58 opere significative per finanziamenti complessivi di circa 65-70 miliardi di euro. Di queste risorse 22 miliardi andranno per opere al Nord, 18 miliardi al Centro e 27 miliardi per il Sud. Un'attenzione a tutti territori». Importante «il dialogo con le Regioni per le nuove opere del Pnrr è importante. Attiveremo contatti bilaterali con le Regioni». Due i livelli, di impostazione generale: «le norme prevedono che sia il governo a identificare le opere, ma con un dialogo con i soggetti che operano sul territori. Questo dialogo per una serie di ragioni è stato evitato. Nella preparazione del secondo provvedimento, anche alla luce del Pnrr, noi appena ricevuti i pareri della Commissione attiveremo i contatti bilaterali con le Regioni che devono dare il concerto sull'attuazione delle opere che ricadono nel loro territorio. Ho preso un impegno con il presidente Bonaccini per trovare forme di consultazioni che non sia però un concerto complessivo, non previsto dalla norma».

Economia competitiva, nel rispetto dell’ambiente

«Serve una transizione economica più competitiva, nel rispetto dell’ambiente», ha sottolineato il ministro, precisando il cambio di nome del suo dicastero: ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili. «Abbiamo voluto cambiare il nome del ministero perché vogliamo dare l’idea di sistema: le infrastrutture non sono fondamentali solo per la parte di mobilità, ma sono precondizione di uno sviluppo adeguato». Indipensabile «affrontare la crisi in atto con una impostazione chiara, che ha portato alla creazione del ministero della Transizione ecologica e alla nuova denominazione del ministero delle Infrastrutture».

Solo commissari con alta professionalità

Ha parlato anche dei commissari. «Sul profilo dei commissari straordinari, l’indicazione del governo è stata chiara: bisogna individuare solo figure di alta professionalità tecnico amministrativa - ha ricordato il ministro - non solo competenti nel velocizzare le procedure, ma anche immediatamente operativi. Il peccato è che i mesi passati nella confusione del processo di dialogo politico abbiano rallentato una serie di iniziative che potevano partire più rapidamente. La buona notizia è che poiché alcuni commissari operano in strutture come Fs, Anas, e altre, e hanno una serie di informazioni e progettazioni che vanno nella direzione auspicata, una parte del lavoro di natura tecnica è comunque stato avviato, anche se informalmente. E questo potrebbe consentire una velocità maggiore non appena verranno formalizzati». Il ministro ha anche parlato del delicato tema dei procedimenti giudiziari a carico di alcuni commissari: «lungi dal giungere a conclusione, sono tutti connessi ad attività svolte nell'esercizio delle funzioni istituzionali, non prefigurano nessun motivo ostativo all'individuazione di queste figure. Questo va tenuto in considerazione qualora i procedimenti giudiziari dovessero procedere con livelli più complessi di giudizio».

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