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Opi di Evja tra i miglior sistemi agritech del mondo: finalista alla FoodTech Challenge

La selezione per il premio degli Emirati Arabai Uniti è un riconoscimento di prestigio anche se non è arrivato il premio da un milione di dollari. Difesa, nutrizione ed irrigazione sono i punti cardine attorno cui si sviluppa l’innovativo sistema di controllo

di Rosaria Sica

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Opi Evja

La selezione per il premio degli Emirati Arabai Uniti è un riconoscimento di prestigio anche se non è arrivato il premio da un milione di dollari. Difesa, nutrizione ed irrigazione sono i punti cardine attorno cui si sviluppa l’innovativo sistema di controllo


3' di lettura

È napoletana l'azienda Evja che è stata selezionata tra i 12 finalisti della FoodTech Chal-lenge, il concorso gestito dall’Ufficio per la sicurezza alimentare e idrica degli Emirati Arabi Uniti e da Tamkeen che ha ricevuto 437 proposte da aziende, istituti di ricerca e imprendi-tori di 68 Paesi.

La FoodTech Challenge è una competizione da un milione di dollari per identificare le migliori soluzioni tecnologiche agricole del mondo che possono aiutare gli Emirati Arabi Uniti a produrre il 60% in più di cibo entro il 2051 e dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030. A causa del clima desertico con acqua dolce limitata e solo l’1% del terreno arabile, gli Emirati Arabi Uniti attualmente importano tra l'80-90% di tutti i prodotti alimentari per nutrire una popolazione che è più che triplicata a 10 milioni di persone negli ultimi 20 anni. Lo spreco alimentare nel paese è anche uno dei più alti pro capite - con una stima (World Food Programme - WFP) di 197 kg di cibo scartati a persona ogni anno.

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Una giuria di esperti internazionali ha identificato 12 finalisti, che hanno presentato il 17 e 18 novembre i loro progetti. I quattro vincitori – Has Algae, QS Monitor, Red Sea Farms e SafetyNet Technologies – sono stati premiati ciascuno con un montepremi di un milione di dollari, nonché con un'offerta di un posto in un programma di accelerazione gestito dagli Emirati Arabi Uniti, che li aiuterà a implementare e dimensionare le loro invenzioni in loco il più rapidamente possibile.

Una delle soluzioni in finale è stata ideata da una tra le più innovative dell'agritech a livello internazionale: Evja.«La nostra azienda è nata nel 2015 – racconta il Cmo Paolo Iasevoli – e abbiamo immediatamente intuito la necessità di mettere a punto un sistema tecnologicamente all'avanguardia che supportasse le aziende agroalimentari ad ottimizzare la produzione, con l'obiettivo di renderle più efficienti dal punto di vista economico ed ambientale». Difesa, nutrizione ed irrigazione, sono questi i punti cardine attorno cui si sviluppa Opi che è un sistema in costante evoluzione, con grande esperienza in settori come ingegneria, fisica, agronomia, precision farming, intelligenza artificiale e business development.

«Attraverso l'analisi dei dati e l'utilizzo dei più avanzati sensori per l'agricoltura, aiuta prendere le migliori decisioni, previene le malattie delle piante e gli effetti dei cambiamenti climatici. Opi è il più avanzato sistema di supporto decisionale per aziende agricole, grazie ai sensori e ai modelli agronomici potenziati dall'intelligenza artificiale», spiega il ceo Davide Parisi.

Cosa fa Opi? Migliora il raccolto, ottimizza l'irrigazione e l'uso di pesticidi, nel pieno rispetto dell'ambiente, aiuta nella lotta alla peronospora con calendario del rischio effettivo e allarmi automatici, calcola il fabbisogno irriguo delle colture e consiglia quando irrigare, per risparmiare acqua con grande attenzione alla sostenibilità ambientale.

Il sistema Opi è sempre connesso

I grafici e lo storico dei dati permettono di analizzare a fondo cosa è accaduto alle piante, annota gli eventi più rilevanti e gli interventi in campo e li condivide con i vari operatori. Attualmente sono operativi i sensori per l'umidità e la temperatura dell'aria, la bagnatura della foglia, le radiazioni solari, il CO2, l'umidità del terreno.

Per avvalersi dell'intero sistema, attualmente sono 70 in tutta Europa le aziende abbonate, è sufficiente sottoscrivere un abbonamento per almeno 6 mesi, per consentire ai consulenti di poter fare una perfetta analisi dei dati ed ottenere le migliori soluzioni possibili. «Un sistema utile e accessibile sia per le aziende più piccole con pochi ettari di terreno coltivati sia per aziende di grandi dimensioni», conclude Iasevoli.

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