Sfide non solo tecnologiche

Opportunità della digitalizzazione e rischi di cybercrime

di Enrico Salza

(WrightStudio - stock.adobe.com)

3' di lettura

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza metterà a fuoco progetti importanti per “la transizione digitale” e costituirà la base delle strategie per realizzare gli obiettivi Next Generation Ue. Nei prossimi anni, 9 lavori su 10 richiederanno competenze digitali come afferma il rapporto The Digital Skills Gap della Commissione europea. In particolare, nei prossimi tre anni ci sarà un’accelerazione sull’adozione delle tecnologie, ed entro i prossimi dieci un investimento sulle infrastrutture 5G che produrranno 4 trilioni di dollari di valore generato, come indica il direttore di Luiss Paolo Boccardelli, sottolineando che il 70% del valore economico aggiunto sarà generato nelle piattaforme digitali.

Un costruttivo processo di trasformazione digitale è altrettanto complesso quanto ricco di opportunità. Per affrontare la complessità e ottenere i migliori risultati è allora necessario andare al di là degli slogan e guardare ai passi da compiere per sostenere insieme e contemporaneamente l’efficienza della pubblica amministrazione e la competitività delle imprese, per la stretta interdipendenza tra i due fattori.

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Un primo passo è quello di abbandonare l’idea che il digitale serva per fare in maniera più rapida le stesse cose di prima: non si tratta di stampare un certificato in dieci secondi invece che in cinque minuti, ma di renderne inutile la produzione. La cultura del modulo è tuttavia ancora molto diffusa mentre vi sono processi che non solo eliminano la carta, ma possono garantire anche la certezza dell’identità, la tutela della privacy, la sicurezza dei dati.

Il digitale può e deve entrare nei processi gestionali offrendo nello stesso tempo soluzioni strategiche. Peraltro, contrariamente a quanto si può pensare, l’Italia nel settore del Digital Trust, vanta risultati di eccellenza. In Italia l’utilizzo della Pec iniziato nel 2006 è oggi un sistema molto diffuso con volumi in costante crescita, con 12 milioni di caselle attive con più di 3 miliardi di messaggi generati. O la fatturazione elettronica, ormai adottata da imprese e delle partite Iva: qui parliamo di quasi 4 milioni di utenti, e di più di 2 miliardi di fatture elettroniche, dati che posizionano l’Italia tra i Paesi all’avanguardia.

Ma c’è un dato più che mai parlante: se ci sono voluti 4 anni per superare i 5 milioni di Spid, sotto la spinta degli eventi, è bastato un anno – il 2020 – per arrivare a oltre 19 milioni.

Una evoluzione, anzi una rivoluzione che tuttavia, già oltre dieci anni fa intuimmo, insieme ad alcune importanti camere di commercio, fondando una società che accompagnasse l’innovazione degli strumenti e la crescita dell’economia italiana con in primo piano proprio le piccole e medie imprese. Il filo d’Arianna digitale è stato sempre la guida che ha permesso a Tinexta di crescere ma la trasformazione digitale è stata soprattutto una missione strategica.

Si è delineato un percorso che è partito dall’identità digitale: dai rapporti con le Pa con lo Spid alla firma digitale di atti e contratti, dalla posta certificata alla fatturazione elettronica. Un percorso che comprende tutte le implicazioni nella gestione aziendale.

E se da una parte l’attitudine digitale del Paese è aumentata negli anni in modo orizzontale, cioè rispetto a fini di largo e quotidiano utilizzo, è cresciuto del pari l’uso strumentale in settori verticali molto definiti.

Con un ultimo, non meno importante tassello, che acquisisce più senso che mai: la sicurezza informatica. Il positivo estendersi della digitalizzazione deve muoversi parallelamente alla protezione dei dati, alla difesa contro gli attacchi esterni, al controllo della regolarità delle operazioni. Sia nelle attività personali, sia nelle più complesse procedure aziendali la criminalità rischia di provocare danni spesso irrimediabili. I settori più colpiti dal cybercrime tra 2019 e 2020 si sono confermati quelli dei macchinari, delle attrezzature, dei servizi finanziari.

Lo scorso anno, anche per effetto della pandemia, le forze
di Polizia hanno registrato una crescita del 23,3% rispetto al 2019
dei delitti informatici.

Proprio per questo Tinexta ha allargato negli ultimi mesi il proprio campo d’azione alla cybersecurity.

La difesa delle informazioni, e insieme una grande attenzione alla sovranità digitale valorizzando il patrimonio su cui basa la transizione digitale sono, a mio modo di vedere, le chiavi della ripresa economica e dello sviluppo sociale del Paese.

Presidente Tinexta

Riproduzione riservata ©

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