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Opzione donna e reddito di cittadinanza, il governo pensa già a nuove modifiche

In un decreto le condizioni per l’accesso al sussidio dopo le modifiche inserite nella legge di bilancio

Manovra, Conte: "Pura follia eliminare congruità da Reddito di cittadinanza"

2' di lettura

Le nuove condizioni sul reddito di cittadinza introdotte dalla legge di bilancio verranno messe nero su bianco a gennaio in un decreto allo studio del ministero del Lavoro che dovrebbe arrivare nella seconda metà di gennaio. Il Governo lascia poi una porta aperta anche al possibile ritorno di Opzione donna nella versione attualmente in vigore. Lo ha detto il sottosegretario al ministero del Lavoro, il leghista Claudio Durigon.

Il cameriere laureato

«L’offerta congrua che abbiamo in mente - spiega Durigon - prevede che qualsiasi persona, anche laureata, se gli offrono un posto anche di cameriere, casomai vicino casa, è giusto che la accetti». Anche perché al percettore del reddito arrivano «soldi pubblici», puntualizza: «Non credo che uno possa essere schizzinoso». Resta invece il criterio della territorialità, assicura il senatore leghista, «anche perché una persona non può andare a Trieste per due giorni se è di Napoli, tranquillizzerei Conte».

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La stretta sugli «occupabili»

Mentre per nuclei familiari con minori, anziani o disabili il sussidio resta per tutto il 2023 ma in attesa di una riforma complessiva, come detto i nuovi criteri saranno invece necessari per definire il perimetro dopo che la manovra ha soppresso la definizione di “congrua” dalla prima offerta che, se rifiutata, fa perdere il diritto all’assegno: finora era congrua l’offerta che considerava la coerenza tra il lavoro e le esperienze e competenze maturate e in cui il luogo di lavoro non dista più di ottanta chilometri (o comunque raggiungibile in 100 minuti con i mezzi pubblici) dalla residenza.

Le nuove condizioni

Ma non c’è solo questo. Sul reddito la manovra ha fatto calare una vera e propria scure: nel 2023 i lavoratori “occupabili” riceveranno l’assegno solo per 7 mesi (dagli 8 inizialmente previsti in manovra e rispetto all’attuale periodo massimo di 18 mesi); inoltre per i giovani di età compresa tra 18 e 29 anni che non abbiano terminato la scuola dell’obbligo l’erogazione è subordinata all’iscrizione e alla frequenza di percorsi di formazione; infine la quota prevista per l’alloggio, in caso di abitazione in affitto, sarà erogata direttamente al locatore dell’immobile.

Opzione donna, novità (forse) nel Milleproroghe

Il decreto sul tavolo del ministero del Lavoro non toccherà solo il reddito di cittadinanza, «ma anche tanti altri temi sul lavoro» ha spiegato Durigon. «Metteremo i puntini sulle i su quelle che sono le condizioni per gestire le politiche attive», ha detto la ministra Maria Elvira Calderone, che sempre a gennaio avvierà anche il tavolo con le parti sociali per la riforma delle pensioni. Un dossier in cui resta particolarmente caldo il tema di Opzione donna. La manovra ha prorogato l’anticipo, ma con una decisa stretta: l’uscita dal lavoro sarà dai 60 anni (riducibili di un anno per ogni figlio, fino ad un massimo di due) e solo per tre categorie di lavoratrici svantaggiate. Una scelta dettata dall’onerosità della misura. Ma la partita non sembra chiusa del tutto. «Sulla manovra purtroppo non ci sono più margini per Opzione donna», ma «abbiamo ancora qualcos’altro per poter cambiare nel decreto Milleproroghe» annuncia Durigon. Servono altri 80 milioni nel 2023, risorse che finora non sono state trovate.

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