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Opzione donna immutata per 6-8 mesi tra le ipotesi per allargare la platea. Il nodo coperture

La clausola che lega l’uscita anticipata dal lavoro al numero dei figli continua a far discutere e il governo è al lavoro per trovare una soluzione

Manovra, Meloni: "Corsa contro il tempo, ma traiettoria nitida"

2' di lettura

Sembrava fatta con il testo approdato alla Camera. E invece non c’è pace per Opzione donna. Anche la formulazione molto restrittiva messa nero su bianco in manovra potrebbe subire nuove modifiche. La clausola che lega l’uscita anticipata dal lavoro al numero dei figli continua a far discutere e il governo è al lavoro per trovare una soluzione.

Parola al parlamento

La partita si giocherà tutta in Parlamento, dove la manovra con i suoi quasi 36 miliardi di risorse e un tesoretto limitato di 400 milioni per le modifiche inizia il suo iter: un percorso ad ostacoli con molti nodi ancora aperti, a partire dal superbonus; ma anche una corsa contro il tempo, con l’approdo in Aula alla Camera già fissato per il 20 novembre.

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Che cosa prevede l’ultima versione

L’ultima versione di Opzione donna, oggetto nei giorni scorsi di varie riscritture da parte del governo, appare molto restrittiva rispetto alla versione originaria, limitando la possibilità di andare in pensione anticipatamente a tre sole categorie di lavoratrici (caregiver, invalide almeno al 75% e licenziate o dipendenti di aziende in crisi); l’età è fissata a 60 anni, soglia che può scendere di un anno per ogni figlio fino ad un massimo di due.

La clausola sotto la lente e il nodo coperture

A preoccupare è proprio quest’ultima clausola, che rischia di penalizzare le donne che non hanno figli. L’argomento è stato al centro di riunioni informali alla Camera tra la ministra del lavoro Marina Calderone e alcuni esponenti della maggioranza. La strada appare stretta, legata anche al tema delle coperture, ma si sta cercando una mediazione e tra le ipotesi ci sarebbe quella di eliminare il passaggio, rinviando comunque l’intero tema alla riforma complessiva delle pensioni da fare il prossimo anno.

Ipotesi: tornare a vecchia Opzione donna ma per pochi mesi

Ritornare alla versione di Opzione donna in vigore finora, ma con una proroga temporanea. E’ una delle ipotesi, secondo quanto si apprende da fonti della maggioranza, allo studio per modificare la norma contenuta in manovra. La mini proroga della norma attuale consentirebbe di risparmiare risorse (prorogare la vecchia Opzione donna costa circa 110 milioni), con l’idea, tra 6-8 mesi, di arrivare a una riforma più complessiva del sistema pensionistico.

Sindacati sul piede di guerra

Proprio quest’ultimo tema vede i sindacati già sul piede di guerra: con i tagli alle rivalutazioni si tolgono al sistema 17 miliardi in tre anni, attacca la Cgil, che con la Uil è già pronta alla mobilitazione (più cauta la Cisl).

La Commissione Bilancio della Camera avvia l’esame della manovra

Intanto a Montecitorio tutto è pronto per iniziare l’esame sul testo della manovra: oggi, 1 dicembre la commissione Bilancio avvia l’esame sul contenuto del disegno di legge per il parere al presidente della Camera, dopodiché venerdì partono le audizioni (anche del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti), con una settimana di tempo per presentare gli emendamenti (il termine è fissato al 7 dicembre). Un esame rapido di poco meno di tre settimane, con l’approdo in Aula il 20 dicembre. Al Senato solo un passaggio formale per non sforare il termine del 31 dicembre e incorrere nell’esercizio provvisorio.

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