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«Ora l’Europa ha uno scudo almeno pari agli Stati Uniti»

Per il ministro delle Finanze del Lussemburgo all’Eurogruppo è stato raggiunto «un grande accordo politico con interventi senza precedenti»

Dal nostro corrispondente Isabella Bufacchi

Il ministro delle Finanze del Lussemburgo Pierre Gramegna

3' di lettura

FRANCOFORTE - «È un grande accordo politico che risponde alla crisi Covid-19 con interventi senza precedenti. Siamo riusciti a metterci d’accordo in un mese, tempi veloci per l’Eurozona, su un pacchetto di sostegno a imprese, lavoratori e Stati da oltre 500 miliardi: così grande non c’era mai stato prima, il segnale di un’Europa solidale, che ha preso questa crisi molto sul serio. Questo nessuno lo può contestare. E se sono emerse alcune difficoltà nel dibattito nell’Eurogruppo, questo si spiega proprio con le dimensioni senza precedenti del pacchetto». È soddisfatto Pierre Gramegna, il ministro delle Finanze del Lussemburgo, dopo l’accordo su Mes, Bei, Sure e fondo di ricostruzione.

Quali sono i benefici di queste misure, per l’Italia?

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Il potenziamento della Bei da 200 miliardi è importante, si affianca ai programmi di aiuto nazionali ed è uno scudo di protezione complementare, con garanzie e finanziamenti europei per le imprese piccole e medie: in Italia ci sono tantissime Pmi che stanno soffrendo molto ora. Il programma Sure della Commissione consentirà alle imprese di mantenere i posti di lavoro, con prestiti a tassi vantaggiosi: un aiuto molto concreto. I finanziamenti del Mes saranno aperti a tutti e per la prima volta, per la crisi Covid-19 non ci saranno condizioni, diversamente dagli altri strumenti del Mes in periodi normali. E questo è un passo importante. Restano due limitazioni ma comprensibili: l’importo pari al 2% del Pil per Paese e l’uso mirato alle strutture sanitarie. Tutto sarà disponibile molto velocemente.

L’accordo non scende però molto nel dettaglio: perché?
Perché è un quadro politico: modalità e dettagli arriveranno, posso assicurare che non saranno penalizzanti.

E il fondo di ricostruzione? Non è un eurobond: che cosa è?
Il paragrafo sul fondo è lungo otto righe, ma è un accordo importante, è un accordo politico di principio per creare un fondo di rilancio solidale, accettato ora da tutti, da istituirsi nei prossimi mesi. Salda la volontà politica comune per finanziare grandi investimenti a livello europeo, con modalità da definirsi ma ci siamo impegnati a varare «strumenti finanziari innovativi». Questo fa capire che dietro queste parole, che possono sembrare vaghe, c’è la volontà politica a favore di strumenti innovativi indirizzati verso nuovi investimenti. E gli investimenti sono la chiave di tutto. Il rilancio dell’economia europea ci sarà solo se faremo tre cose: «investire, investire, investire». E le ricordo che il Lussemburgo è stato uno dei nove Paesi Ue, l’unico con rating AAA, ad aver firmato la lettera che incoraggia la ricerca di strumenti come l’eurobond per combattere il coronavirus.

Stati Uniti e Cina hanno fatto passi da gigante per l’economia contro Covid-19. E l’Eurozona?

Direi che anche l’Europa è andata avanti a grandi passi e velocemente. Tutti i Paesi europei hanno adottato misure a livello nazionale. Il nostro pacchetto di aiuti in Lussemburgo è enorme, pari a 8,8 miliardi che è il 14,5% del nostro Pil. E l’Italia ha varato grandi interventi. Se sommiamo le misure prese a livello nazionale a quelle europee e al programma pandemico della Bce da 750 miliardi, abbiamo di sicuro uno scudo europeo almeno alla stessa altezza degli Stati Uniti, se non superiore. Non abbiamo la garanzia che andrà tutto bene: non conosciamo tutti i risvolti di questa pandemia. Quando potremo ritrovare la velocità di crociera di prima, nessuno lo sa: ma almeno gli Stati europei si sono dotati di strumenti e volontà politica per uscire da questa crisi il più rapidamente possibile.

E a che punto siete in Lussemburgo con la lotta contro il coronavirus?
Abbiamo osservato da vicino cosa è accaduto in Italia, e abbiamo imparato la lezione italiana. Non abbiamo perso tempo, abbiamo adottato misure di isolamento molto forti e molto velocemente. E poi abbiamo fatto tantissimi tamponi. E questo ha funzionato: siamo tra i Paesi con più test, con alto tasso di contaminazione ma basso tasso di mortalità. Le nostre strutture ospedaliere e i posti letto hanno retto l’urto e siamo anche riusciti a trasferire 15 pazienti in Lussemburgo dalla Francia.

Per approfondire:
Le previsioni del fondo monetario: la crisi più grave dalla Grande Depressione
Bank of England finanzierà direttamente il governo inglese

Riproduzione riservata ©

  • Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

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