DOPO LA STRETTA IN LIBIA

Ora i migranti puntano su Tunisia e Algeria per raggiungere l’Italia

di Andrea Carli

(EPA)

3' di lettura

La stretta sulle partenze di migranti diretti in Italia dalla costa libica ha avuto come effetto quello di spingere queste persone a individuare soluzioni alternative per raggiungere l’Europa. La scelta, stando a quello che emerge dai numeri, è caduta su Algeria, Tunisia e in parte anche sulla Turchia. Destinazione, nei primi due casi: le spiagge della Sardegna e della Sicilia. A raccontare questa storia sono i dati raccolti dall’Unhcr. L’Agenzia Onu per i rifugiati ha monitorato gli arrivi fino al 6 settembre.

Fossi (Unhcr): ancora presto per capire se cambio rotte è strutturale
«I dati degli arrivi sono molto variabili, soprattutto nel breve periodo - ricorda un portavoce dell’Agenzia in Italia, Federico Fossi -. Sono influenzati da diversi fattori: meteo, controlli sui posti di partenza eccetera. La tratta dalla Turchia all’Italia, ad esempio, di solito aumenta nei mesi estivi: iracheni e afghani giungono in barca a vela. Hanno una disponibilità economica maggiore. La diminuzione della rotta dalla Libia è sotto gli occhi di tutti. L’aumento delle altre rotte non è ancora strutturale, quindi è ancora troppo presto capire che cosa accadrà. Potrebbe essere solo una caratteristica dei mesi estivi».

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Meno arrivi dalla Libia ma crescono la rotta algerina e tunisina
Intanto però c’è un dato di fondo: il calo degli arrivi in Italia dalla Libia. A luglio circa 11mila persone, salpate da questo paese, hanno raggiunto le nostre coste. Ad agosto poco più di 2mila. Questa diminuzione è stata tuttavia accompagnata da un aumento degli arrivi da due paesi del Nord Africa. Il primo è l’Algeria: ad agosto 153 persone hanno puntato su questo paese per raggiungere l’Italia (a luglio nessuno). Segno più anche per la rotta che unisce la Tunisia con il nostro Paese: 166 persone a luglio; 366 ad agosto. I migranti hanno guardato anche alla Turchia: a luglio sono giunte in 314 da quel paese (ad agosto sono diventati 430). Nemmeno un migrante è giunto dalla Grecia nei due mesi estivi. Segno meno - anche se non riguarda la Penisola - per un’altra rotta di migrazione, quella che da Algeria e Marocco raggiunge la Spagna: 2.657 persone a luglio, 1.518 ad agosto.

Dall’Algeria al Sulcis
Gli sbarchi in Italia dall’Algeria e dalla Tunisia hanno interessato soprattutto la Sardegna. Nelle ultime ore sono arrivati 16 algerini a Cagliari e Porto Pino, nel Comune di Sant'Anna Arresi nel Sulcis. Lunedì il ministro dell’Interno Marco Minniti ha incontrato il primo ministro algerino Ahmed Ouyahia, il ministro dell’Interno Noureddine Bedoui e il ministro degli Esteri Abdelkader Messahel. È stata l’occasione per affrontare il tema dei flussi migratori dall’Algeria verso la Sardegna concordando il rafforzamento della collaborazione già in atto.

Argenziano (Msf): la vera novità è la Tunisia
Secondo Stefano Argenziano, responsabile dei progetti migrazione per Medici Senza Frontiere, la vera novità è l’aumento delle persone che prendono il mare dalla Tunisia: «Non si vedeva dagli anni Novanta. Mentre infatti partire dall’Algeria è quasi una “tradizione”, con algerini e migranti originari del Sahel che salpano dalla città di Annaba, la rotta dalla Tunisia alla Sardegna e alla Sicilia si è sviluppata dalla metà di agosto, da quando cioè è cresciuta la stretta sulla Libia». Si tratta di capire se siamo di fronte a un fenomeno temporaneo o strutturale. Secondo il rappresentante della Ong è difficile prevedere ora che cosa accadrà. Molto, spiega, dipenderà dalla stabilizzazione della Libia e dei paesi di transito del Sahel. Intanto a confermare la crescita della rotta tunisina sono le operazioni effettuate dalla Guardia costiera di quel paese: martedì ha intercettato dieci persone a Cap Zbib (Biserta) in procinto di imbarcarsi per raggiungere illegalmente le coste italiane. Altre sette persone sono state fermate al largo di Sfax. Il giorno dopo sono stati bloccati sulle coste di Demna (Ras Jebel) dieci giovani tra i 17 e i 27 anni in procinto di imbarcarsi.

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